Lunedì, 26 Ottobre 2020
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Vaticano, attacco hacker dalla Cina prima dei colloqui con Pechino

In un attacco, degli hacker cinesi hanno infettato i computer della santa sede mediante un file elettronico contenuto in una mail di condoglianza del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato del Vaticano.

Vaticano, attacco hacker dalla Cina prima dei colloqui con Pechino
Vaticano, attacco hacker dalla Cina prima dei colloqui con Pechino

Negli ultimi tre mesi, degli hacker cinesi si sono infiltrati nelle reti informatiche vaticane alla ricerca di informazioni prima dei recenti colloqui avvenuti con Pechino.

L’attacco, è stato rilevato da Recorded Future, una società con sede a Somerville nel Massachusetts. Il Partito comunista cinese ha intrapreso un’ampia campagna per stringere una morsa sui gruppi religiosi. I leader di governo, hanno definito queste azioni uno "sinicizzazione delle religioni" nel Paese.

La Cina riconosce ufficialmente cinque religioni, tra cui il cattolicesimo. Le autorità, spesso sospettano che i gruppi religiosi e gli adepti di un culto mettano a repentaglio il controllo del Partito comunista e dello Stato. Situazione che può portare a minacciare la sicurezza nazionale del Paese.

Gli hacker cinesi e le autorità statali hanno spesso utilizzato degli attacchi cibernetici per cercare di raccogliere informazioni su gruppi tibetani buddisti, uiguri musulmani e praticanti del Falun Gong al di fuori della Cina.

Il primo attacco verso il Vaticano

Anche se il Vaticano non è nuovo ad attacchi hacker, questa è la prima volta che degli hacker cinesi sono stati pubblicamente sorpresi ad hackerare direttamente il Vaticano e la Missione di Studio della Santa Sede in Cina. Il gruppo di rappresentanti vaticani de facto con sede a Hong kong, ha un ruolo chiave nel negoziare lo status della Chiesa cattolica nel territorio cinese.

Il Vaticano e Pechino, dovrebbero iniziare dei nuovi colloqui a settembre sul controllo della nomina dei vescovi e sullo status dei luoghi di culto nell’ambito del rinnovo di un accordo provvisorio firmato nel 2018. Accordo, che ha portato a rivedere i termini delle operazioni della Chiesa cattolica in Cina.