Sabato, 20 Luglio 2024
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Italiani dallo psicologo: quanti ci vanno e perché

Capita spesso alle persone di sviluppare dei traumi o una qualche forma di malessere psicologico, specialmente nell’epoca contemporanea nella quale non sono mancate e non mancano tuttora problematiche economiche, sociali e politiche.

Italiani dallo psicologo: quanti ci vanno e perchéItaliani dallo psicologo: quanti ci vanno e perché

Una figura alquanto essenziale nella vita degli individui più bisognosi è lo psicologo, il cui ruolo non solo è delicato, ma può cambiare i modi di ragionare e di pensare sé stessi e gli altri. La percezione della realtà risulta estremamente soggettiva, e ognuno contempla alcune dinamiche in un modo a dir poco unico. Lo psicologo è in grado di aiutare ciascun paziente a raggiungere una consapevolezza e una maturità differenti, fattori per i quali si riesce a vivere con una maggiore serenità.

Rivolgersi a una figura professionale che grazie alle sue competenze professionali – che, per inciso, nel nostro Paese devono essere aggiornate obbligatoriamente ogni tre anni con la FAD ECM per psicologi – e alle sue doti umane fornisca un supporto è una priorità per molti italiani e le ragioni che spingono così tante persone a questa scelta sono di vario tipo, a dimostrazione del fatto che certi retaggi del passato sono in fase di superamento anche nel Bel Paese. La mentalità arcaica secondo cui lo psicologo non abbia in realtà delle reali competenze, nonché una rilevanza all’interno della vita dei rispettivi pazienti, è in fase di accantonamento. Finalmente ci si sta rendendo conto dei benefici ai quali si va incontro cominciando un percorso con un professionista del settore; ma quanti italiani vanno dallo psicologo e perché?

Quanti italiano vanno dallo psicologo? Le stime attuali

Secondo lo studio associato tra AXA e Ipsos, l’Italia è l’ultima nazione insieme al Giappone in termini di attenzione alla cura mentale. Infatti, il rapporto degli abitanti soddisfatti della loro condizione psicologica è di 2 italiani su 10. Si tratta di un dato allarmante, che vede protagonisti perlopiù donne e giovani; le prime risentono della mentalità patriarcale e della conseguente disparità di genere, mentre i secondi si sentono ultra stimolati da Internet e dalla realtà virtuale. Il report del 2023 mostra un’inversione di tendenza circa la consapevolezza che gli italiani nutrono verso la propria salute mentale.

Infatti, la popolazione sembra ormai star accettando di doversi prendere cura della mente prima, e del corpo poi. La pandemia ha sicuramente influito, e l’indagine condotta da YouGov riporta un’apertura netta di 9 italiani su 10 verso la psicoterapia. In aggiunta, viene specificato che circa il 40% degli italiani è in cura presso uno psicologo, oppure ha già terminato il rispettivo percorso con il professionista di fiducia. D’altronde, è un fatto incontrovertibile quello dimostrato: andare dallo psicologo aiuta a vivere meglio e a raggiungere piena consapevolezza sulla percezione di sé e della realtà circostante.

Il 25% degli under 35 frequenta abitualmente lo psicologo, mentre il dato generale che non include alcun processo di targetizzazione presenta una percentuale di frequentazione pari al 17%. Proseguendo, si segnala che il 14% degli italiani non si è mai rivolto allo psicologo pur sapendo di averne bisogno, mentre il 9% ha affermato di aver rinunciato a causa dei costi elevati. Il 61% della popolazione della nostra penisola, invece, ha dichiarato di non aver bisogno dell’aiuto fornito dallo psicologo.

Perché gli italiani vanno dallo psicologo? I principali motivi

Il motivo principale per cui gli italiani scelgono di avvalersi dell’aiuto di uno psicologo, dando avvio ad un percorso con questo professionista, è relativo allo sviluppo della propria autostima. Circa il 67% di coloro che hanno risposto al sondaggio evidenziano una carenza di consapevolezza e di fiducia in se stessi. Tuttavia, un’altra motivazione da segnalare è quella relativa all’ansia espressa dai pazienti, i quali soffrono di attacchi di panico e di stress costante. Dall’angoscia esistenziale si sfocia poi nell'ipocondria, tanto che sono in numerosi quelli che non riescono a portare a termine determinate azioni a causa delle paranoie.