Istanza della consigliera Damato: “Intitoliamo una sala della biblioteca Loffredo a Giulio Regeni”

Circa un mese fa protocollavo, ai sensi dell’art.60 del Regolamento del Consiglio comunale, un ordine del giorno con il quale intendevo promuovere l’istanza qui di seguito. Per ben due sedute di Consiglio comunale (quella del 19 Maggio 2017 e quella del 9 Giugno 2017) non mi è stato consentito di discutere tale proposta per le ragioni che conosciamo: la mancanza del numero legale non è che uno dei sintomi di una condizione di vera e propria patologia cronica del nostro Consiglio, fatto di mancato rispetto delle regole, di prepotenze di chi alza più la voce, di assenza di comportamenti che possano dirsi istituzionali. Comportamenti di singoli che inficiano – ahimè – la credibilità e il valore dell’intera Istituzione.

Tengo molto al tema che le sottopongo, poiché raccoglie un sentimento di sgomento, indignazione, la sete di Verità e la volontà di Memoria di tante cittadine e cittadini della mia generazione. E’ per tali ragioni che, consapevole dell’impossibilità di affrontare tale discussione con maturità e serenità in una delle nostre turbolente e malgestite sedute di Consiglio comunale, ho inteso ritirarlo e sottoporlo direttamente al Sindaco e alla commissione toponomastica, perché possano disporre quanto necessario per procedere ad accogliere questa richiesta e a realizzare quanto indicato.

La richiesta è la seguente e riguarda la  “INTITOLAZIONE DI UNA SALA STUDIO DELLA BIBLIOTECA COMUNALE A GIULIO REGENI”

 Ill.mo Sindaco,

il 3 febbraio 2016 veniva ritrovato in Egitto, lungo la strada del deserto tra Il Cairo ad Alessandria, il corpo mutilato, seminudo e recante evidenti segni di tortura di Giulio Regeni, giovane dottorando di ricerca italiano dell’Università di Cambridge, scomparso già dal 25 gennaio.

Da allora una lunga e complessa indagine è in corso tra Egitto e Italia ma ancora non si è giunti ad ottenere verità sulla tragica morte di questo giovane italiano.

Considerato che

  • l’Amministrazione comunale di Barletta ha aderito sin dai primi mesi dalla morte del giovane ricercatore italiano alla campagna lanciata da Amnesty International Italia per chiedere a tutte le Istituzioni e gli organi competenti il massimo sforzo per ottenere “Verità e Giustizia” per Giulio Regeni;
  • è doveroso tenere viva la Memoria della comunità anche sul tempo odierno, sulle storie e sulle vite che incarnano le sfide e le preoccupazioni dei giovani contemporanei;
  • la vicenda del giovane ricercatore rappresenta una ferita aperta in tutto il Paese e soprattutto fra le giovani generazioni di italiani ed europei, di cui Giulio è indiscutibile simbolo per la sua vivace intelligenza, la spinta ideale con cui affrontava il suo lavoro di ricercatore, la sua naturale attitudine “europea” che lo ha visto sin da giovanissimo attraversare confini territoriali, culturali, linguistici ed appassionarsi ad altre culture, coltivare il pensiero critico, ampliare i propri orizzonti;
  • Regeni, da studente prima e da studioso poi, ha frequentato tante biblioteche del mondo e la sua intera esistenza è testimonianza di quanto i libri, il sapere e la conoscenza siano fondamentali per la libertà di ogni individuo;

CHIEDO,

nelle mie funzioni di consigliera comunale, in rappresentanza delle istanze e delle sensibilità manifestatemi sul tema da tantissimi concittadini, che venga intitolata a Giulio Regeni una sala studio della Biblioteca comunale Sabino Loffredo, affinché la sua vicenda non sia dimenticata e affinché tutti i giovani cittadini che frequentano la Biblioteca comunale possano rammentare che la ricerca della verità è un’esigenza collettiva e dev’essere impegno costante per ogni comunità.

Barletta, 13.06.2017

La consigliera comunale Giuliana Camilla Damato

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