Zone Franche Urbane, il programma “Garanzie Giovani” spiegato da Nicola Corvasce

Ancora una volta sulle pagine di  Barletta News il Dott. Nicola Corvasce riconduce “al sodo” le più complicate iniziative legislative, offrendo ai nostri lettori informativa indispensabile per usare e rendere comprensibili gli atti da compiere.  Con lui  Barletta News mette al bando le retoriche meramente rappresentative dei politici che godono spesso della pubblicità più immediata senza corredare le iniziative, senza offrire le istruzioni per l’uso. Lo fa l’attento Dirigente della Regione Puglia che anche in questa occasione ringraziamo.

Il numero elevato di domande per l’accesso ai fondi delle Zone Franche Urbane provenienti dalle imprese di Barletta (856, di gran lunga il numero maggiore tra le città della Puglia) può essere spiegato in tanti modi, anche molto diversi (un tessuto imprenditoriale ancora diffuso, ma anche una altrettanto diffusa sofferenza delle imprese piccole e piccolissime) e sulla base dei dati che saranno via via più chiari e disaggregati avremo le idee più chiare del fenomeno, veramente eclatante.

Vi è tuttavia un altro elemento che viene generalmente messo in secondo piano ma che riveste una grande importanza, vale a dire il ruolo dell’informazione. Sbaglierò, ma mi piace pensare che l’informativa tempestiva e dettagliata presente nel mio articolo dello scorso 29 aprile su Barletta News abbia avuto una sua influenza non trascurabile. Infatti si è verificato anche questa volta ciò che avviene normalmente quando si è di fronte ad un bando, come in questo caso, piuttosto complesso. Succede infatti che la comunicazione si divide tra informazione-notizia, scarna e inevitabilmente generica e quindi poco utile, e informazione specialistica, di tipo “professionale”, puntuale ma per addetti ai lavori.

Il tentativo, rispetto al quale le ZFU hanno avuto un carattere “sperimentale”, è stato quello di coniugare la notizia con la spiegazione, la comunicazione con l’utilità pratica. L’alto numero di visualizzazioni raggiunto dagli articoli (considerato che non si parlava di cronaca, ma di argomenti in qualche modo di nicchia), accompagnato da molti commenti positivi sul metodo e sul merito, mi incoraggia a continuare, approfondendo altri argomenti particolarmente significativi in materia di opportunità per cittadini e imprese.

Stante il momento particolare che attraversa il Paese, non si può che parlare di incentivi per l’occupazione giovanile e, tra questi, non si può che incominciare dall’intervento di maggiore attualità oltre che di notevole rilevanza finanziaria, vale a dire il programma “Garanzia Giovani”.

Che cos’è? Un po’ di storia e di documentazione

L’iniziativa europea  “Youth Employment Initiative” (può succedere di trovarla con l’acronimo YEI, come pure con l’altro acronimo YG si usa indicare il programma Youth Guarantee) nasce con due atti dell’UE (la Comunicazione della Commissione COM(2013)144 del 12 marzo 2013 e la Raccomandazione del Consiglio (2013/C-120/01) del 22 aprile 2013, nell’ambito della strategia Europa 2020. A questi seguono un piano di attuazione nazionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Programma Operativo Nazionale (PON YEI), una convenzione tra lo stesso Ministero e la Regione Puglia, approvata con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 813 del 5 maggio 2014, modificata successivamente con la Delibera n. 974 del 20 maggio 2014 e infine il Piano di attuazione della Regione, adottato con la Deliberazione n. 1148 del 4 giugno 2014.

Non si tratta di una noiosa elencazione di atti, ma di una doverosa rassegna di documenti indispensabili per chi volesse approfondire quelle informazioni di base al di là delle quali un semplice articolo non può andare.

Chi sono i potenziali beneficiari

La categoria-obiettivo per gli interventi è rappresentato dai giovani dai 15 ai 24 anni, con particolare riferimento ai cosiddetti NEET (altro acronimo, ormai famoso, della definizione Not in Employment, Education and Training, giovani che non lavorano e non frequentano né un corso di studi né un ciclo di formazione professionale).

Risorse finanziarie

Sono piuttosto consistenti. Superano infatti i 120 milioni di € per la Puglia e, in ottemperanza agli impegni in sede europea, il loro impegno deve essere concentrato nel primo biennio (2014-2015) del periodo di programmazione 2014-2020.

Le misure e le azioni previste

Per ragioni di spazio, non si può andare al di là di un mero elenco. Non escludo di poter dare informazioni di maggiore dettaglio più in là, nei limiti delle mie possibilità, ma al momento posso solo rinviare ogni approfondimento dei dettagli, per chi fosse interessato, alla documentazione già segnalata. Gli interventi in agenda sono i seguenti:

  • Accoglienza
  • Presa in carico e orientamento
  • Orientamento specialistico
  • Formazione mirata all’inserimento lavorativo
  • Reinserimento di giovani 15-18enni in percorsi formativi
  • Accompagnamento al lavoro
  • Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale
  • Apprendistato per l’alta formazione e la ricerca
  • Tirocinio extracurriculare
  • Servizio civile nazionale
  • Servizio civile regionale
  • Sostegno all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità
  • Mobilità professionale transnazionale e territoriale
  • Bonus occupazionale
  • Altre misure complementari già finanziate con risorse regionali.

Come si vede, si tratta di un pacchetto articolato e integrato di vere e proprie politiche attive del lavoro, la cui finalità è quella di incidere nel mercato del lavoro in più punti, a vantaggio (speriamo) dei giovani e, tra di essi, della parte più debole.

A che punto siamo?

Si sta già iniziando ad operare sulla scorta del Piano straordinario regionale del lavoro (2011) e con i punti di accesso già disponibili (Centri per l’Impiego in primis). Le politiche della Regione Puglia prevedono comunque un’ampia diffusione di tali punti di accesso, maggiore di quella attuale. Una recente Determinazione dell’Autorità di Gestione del FSE regionale (Fondo Sociale Europeo) riporta infatti l’Avviso pubblico per chi volesse candidarsi a diventare un punto di accesso, includendo una gamma molto ampia di potenziali operatori, dalle scuole ai Patronati, dalle associazioni professionali agli Enti pubblici, di modo che vi sia la possibilità per il giovane di accedere al servizio, dalla semplice informazione fino all’inserimento, potendolo trovare vicino casa e avendo anche la possibilità di scegliere fra più opzioni. E’ prevedibile una intensificazione delle attività a partire già da settembre, per cui gli interessati dovrebbero seguire con attenzione l’evoluzione di questo programma.

Informazioni e contatti

Lo svolgimento delle azioni previste e dei bandi si può seguire, in modo abbastanza semplice, sul portale della Regione www.regione.puglia.it, che riporta già nella homepage gli avvenimenti e gli atti di maggiore rilievo di ogni giorno. In modo più sistematico si può consultare il sito specializzato www.sistema.puglia.it/garanziagiovani, dove si può trovare, tra l’altro, l’elenco dei punti di accesso nella sezione “Punti di accesso abilitati”. Nello stesso sito vi è il form “Richiedi Info”, dove si possono per l’appunto chiedere informazioni sul programma, le quali, a partire dal 15 luglio, si possono chiedere anche telefonando al n. 080/5405443 dal lunedì al venerdì dalla 10,00 alle 13,00.

Per quanto riguarda gli atti citati in precedenza, per chi volesse farsi un’idea ancora più precisa del programma (o anche per motivi di studio, perché no?) si tratta di documenti ufficiali tutti reperibili sul sito della Regione o del Ministero del Lavoro e in ogni caso rintracciabili senza problemi azionando un normale motore di ricerca.

Ora la parola ai nostri giovani. Non trascurate le opportunità e in bocca al lupo.          

  

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