Zone Franche Urbane: cosa sono e chi ne beneficia

Le puntuali interpretazioni a cura di Nicola Corvasce, dirigente Servizio Legislativo Regione Puglia

Nei giorni scorsi mi è capitato di leggere notizie , apparse su vari organi di stampa, cartacea o via internet, riguardanti le Zone Franche Urbane (di seguito ZFU), per lo più parziali e in alcuni casi con qualche inesattezza. Credo quindi che sia utile una descrizione schematica della questione che possa valere quale semplice guida per gli operatori e comunque come chiarimento per tutti.

Cosa sono le ZFU

Sono aree contrassegnate da un processo di degrado economico-produttivo e occupazionale, la cui prima individuazione risale al 2007, quando in Puglia c’erano soltanto pochi Comuni beneficiati. All’epoca, per esempio, c’era Andria ma non Barletta. Lo scatenarsi della crisi a partire proprio da quell’anno ha determinato successive riconsiderazioni delle aree interessate, con l’introduzione, tra gli altri, del Comune di Barletta, così come progressive ricerche di canali di finanziamento. Oggi gli interventi pubblici per le ZFU fanno capo  al Piano di Azione e coesione a seguito della terza riprogrammazione, del dicembre 2012, delle risorse provenienti da diversi Programmi gestiti dalla Regione (P.O. – FESR 2007-2013, Fondo per le Aree Sottoutilizzate – FAS, Accordi di Programma Quadro – APQ).

Le ZFU sono aree con meno di 30.000 abitanti nelle quali vengono concentrate misure cosiddette “anticicliche”, vale a dire di contrasto al degrado in particolare occupazionale e possibilmente di rilancio. A questo proposito è necessaria una precisazione: le aree di cui si parla non coincidono necessariamente con un Comune nella sua totalità (in questo caso il principio del limite demografico sopra detto sarebbe incompatibile con i grandi Comuni della Puglia), ma si riferiscono a parti di Comuni, identificate da precise zone censuarie, individuate sulla base di indicatori economici e occupazionali. Per quanto riguarda Barletta si tratta delle zone seguenti:

  • 17
  • da 78 a 80
  • 218
  • 221
  • da 223 a 229
  • da 231 a 251
  • da 260 a 290
  • da 292 a 296
  • da 300 a 302
  •  305
  • 311
  • 317

Le imprese interessate devono quindi accertarsi preventivamente sulla zona censuaria nella quale sono ubicate, in modo da sapere in via preventiva se possono considerarsi potenziali beneficiarie. In ogni caso le specificità relative alla Regione Puglia sono contenute nel Decreto Interministeriale del 21 gennaio 2014.

Le ZFU in Puglia e le risorse disponibili

Sono 11, così distinte con le risorse finanziarie stanziate per ciascuna (in milioni di €, con arrotondamento al migliaio):

  • Andria (6,260)
  • Barletta (7,425)
  • Foggia (4,947)
  • Lecce (4,828)
  • Lucera (4,511)
  • Manduria (4,237)
  • Manfredonia (4,611)
  • Molfetta (5,308)
  • San Severo (4,743)
  • Santeramo in Colle (3,837)
  • Taranto (8,094)

per un totale di 58,8 Mil. €.

Potenziali beneficiari del bando ZFU

Le risorse previste sono riservate alle micro e piccole imprese (rispettivamente con meno di 10 dipendenti ed un fatturato non superiore a € 2 milioni le prime, con meno di 50 dipendenti ed un fatturato non superiore a 10 milioni le seconde). La misura si configura quindi come finalizzata alla salvaguardia del tessuto aziendale di piccole dimensioni, tanto che sono escluse non solo le grandi imprese, ma anche le medie, così definite secondo i parametri europei.

Le imprese, che devono essere già costituite e registrate al momento dell’istanza, devono dimostrare di svolgere la propria attività in un’area ZFU, attraverso la disponibilità di un locale o un ufficio destinato all’attività, anche amministrativa, ubicato nel territorio in questione. Nel caso in cui si tratti di una attività che non ha una sede fissa nell’area ZFU (per es. venditori ambulanti, idraulici, lavoratori a domicilio ecc.), è necessario dimostrare di impiegare nella zona interessata almeno un lavoratore dipendente e di avere nell’area almeno un 25% del volume di affari complessivo dell’impresa.

Le agevolazioni previste

Bisogna chiarire subito che non si tratta di contributi, a fondo perduto o a tasso agevolato, ma di un intervento pubblico che si concretizza in uno sgravio fiscale (esenzioni IRPEF, IRAP e imposte comunali sugli immobili) e contributivo per quanto riguarda gli oneri (contributivi, non retributivi) riferiti ai dipendenti. Sono previsti ulteriori benefici per ogni nuova assunzione (aggiuntiva ai dipendenti già in servizio) a tempo indeterminato, fino ad un totale non superiore a 200.000 €, che viene ridotto a 100.000 € per le imprese di trasporto su strada.

Le agevolazioni si applicano per i dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato o determinato non inferiore a 12 mesi, a condizione che essi risiedano nell’area ZFU. All’impresa può essere comunque riconosciuta l’agevolazione per tutti i dipendenti, qualora almeno il 30% di essi risieda nell’area ZFU.

Si tratta naturalmente di massimali che non si possono superare, ma, sotto questo tetto, non è detto che potrà essere riconosciuto tutto quanto richiesto. Molto dipenderà dal numero delle domande che perverranno e dalla totalità delle agevolazioni richieste. Nel caso in cui gli importi complessivi delle richieste  ritenute valide dovesse superare il totale dello stanziamento, il Ministero si riserva di modulare il contributo in proporzione alle risorse disponibili. Non c’è soltanto una incognita, diciamo così, negativa, ma anche una positiva. La costruzione finanziaria di questa misura prevede la possibilità che in un futuro anche prossimo ci possa essere una integrazione di risorse, che possono venire sia dai Programmi di cui si è parlato in precedenza, sia da fondi aggiuntivi messi eventualmente e autonomamente a disposizione da parte di altri Enti Pubblici. Personalmente ho l’impressione, sulla base dell’esperienza, che tale integrazione si possa ragionevolmente concretizzare, soprattutto in previsione della chiusura del periodo di programmazione 2007-2013 e che molto dipenderà dall’interesse che dimostreranno le imprese delle zone individuate per questo tipo di intervento pubblico, sicuramente innovativo rispetto al passato. In ogni caso, per le imprese che hanno i requisiti per l’ottenimento dell’agevolazione è comunque conveniente avviare la procedura.

Il sistema degli incentivi è piuttosto articolato e comprende, tra l’altro, preferenze ed esclusioni con riferimento alle tipologie di impresa e ai settori produttivi o dei servizi, nonché differenziazione dell’agevolazione negli anni. Per questa ragione non è possibile una disamina di tutti gli aspetti in una  breve descrizione, di stampo giornalistico, come questa.  Esso va visto pertanto nel dettaglio e non sul bando per l’accesso, che si limita a far partire ufficialmente le procedure, bensì nel Decreto Interministeriale del 10 aprile 2013, valido per tutte le Regioni coinvolte, tenendo conto che l’elemento fondamentale non è l’impresa in quanto tale, ma la sua attività nell’ambito della ZFU.

Le procedure

Le domande sono possibili dallo scorso 24 aprile e possono essere inoltrate entro le ore 12,00 del 12 giugno. Esse devono essere compilate esclusivamente a queste condizioni:

  • sulla base del modulo Allegato 2 annesso al bando;
  • con procedura telematica;
  • essendo dotati di indirizzo PEC (posta elettronica certificata) e di firma digitale.

Documentazioni, informazioni e contatti

Per tutto ciò che riguarda la materia in questione, vale a dire:

  • perimetrazione delle aree ZFU
  • zone censuarie interessate
  • Decreto Interministeriale del 10.4.2013 (tipologie delle agevolazioni e dei beneficiari)
  • Decreto Interministeriale del 21.1.2014, per la Regione Puglia
  • Decreto Direttoriale del 18.4.2014, contenente il bando
  • modulistica e procedure

è possibile reperire tutto quanto necessario sul sito istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico (www.mise.gov.it), entrando nella sezione “ZFU Convergenza e Carbonia Iglesias” attraverso la quale si accede alle procedure relative alle diverse Regioni. Questa sezione comprende anche una lista di FAQ di risposta alle richieste di chiarimento. In caso di necessità di un contatto diretto, le comunicazioni sonno possibili via e.mail all’indirizzo della Divisione competente del Ministero info.zfu@mise.gov.it.

Con la speranza che questa estrema sintesi abbia colto gli elementi fondamentali del problema e che possa risultare utile.

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