“Yes I Can”, un incontro per dimostrare come cambiare per raggiungere i propri obiettivi sia possibile

Venerdì sera alle ore 17.30 presso il Circolo Unione di Barletta è iniziato un percorso tutto nuovo abbinato all’Associazione Dynamikamente che si occupa della crescita personale al fine di migliorare la propria vita.

Prima di trattare importanti argomenti, Francesco Zagaria ha ringraziato i presenti, gli organizzatori e gli sponsor in sostegno di questo evento come: “Musa Gruppo scuole”, “Centro di formazione Don Tonino bello di Andria”, “Pegaso università telematica”, “l’università Mercatorum” e in particolare alla “Digital Connect E – learning” con un progetto tutto nuovo che si occupa di scuola e formazione attraverso quella che è la nuova tecnologia del web e come relatrice e special guest di questo evento la Dottoressa Eleonora Mauri Life & business coach.

Yes I can è il titolo scelto per questo primo incontro. Si tratta di un percorso tutto nuovo nel nostro territorio, un vero e proprio workshop su un tema che si sta sviluppando in tutto il mondo, il potere del cambiamento.  Tante le persone presenti molto incuriosite da questo viaggio introspettivo e misterioso fatto in compagnia della dottoressa Eleonora Mauri Life & business coach, che ha deliziato il pubblico con la sua simpatia e conoscenza, rendendo le due ore di corso leggere e interessanti.

Dopo aver spiegato che secondo lei la figura del “life coach” prende le sembianze di un traghettatore nella nostra vita, precisamente tra il passaggio da una situazione attuale a quella che si vorrebbe realizzare. La dottoressa Eleonora Mauri ha elencato i punti principali trattati in questo evento: migliorare la propria comunicazione, gestione dello stress, creazione di relazioni positive a casa e a lavoro, sviluppo delle proprie risorse e realizzazione dei propri obbiettivi. Temi piuttosto significativi per il miglioramento della quotidianità e dei rapporti sia con gli altri e sia con noi stessi.

– Migliorare la propria comunicazione: quanti hanno la tendenza ad assentarsi mentalmente mentre si sta dialogando con qualcuno? Queste è stata la prima domanda che la Dottoressa Mauri ha posto al pubblico e le molteplici mani alzate, hanno confermato che tale pessima abitudine appartiene un po’ a tutti. Il consiglio della dottoressa è stato quello di ricordare principalmente che bisogna prestare più attenzione a chi sta parlando, prendendo in considerazione che dietro un ruolo o etichetta c’è pur sempre una persona.

– Gestione dello stato d’animo: prima di tutto è il nostro stato d’animo che dev’essere gestito ancora prima di pensare di poter gestire quello altrui. Bisogna tenere in considerazione che non esistono stati d’animo positivi o negativi, ma stati d’animo utili e non utili. Uno di questi indica la normalità nel percepire una sensazione di disagio, ovvero quando il nostro inconscio cerca di dirci qualcosa al fine di comprende la fonte del problema e risolverlo, questo è uno stato d’animo utile; contrariamente quando la sensazione del malumore diviene costante, duratura e viene ignorata, lo stato d’animo diventa non utile e il metodo ideale per differenziare le due cose è recepire il messaggio che il nostro subconscio vuole mandarci. Come? Basta accettarlo, elaboralo e trovare una soluzione.

Non possiamo attribuire colpe ad eventi o a persone per tali stati d’animo, ma ai significati che si è soliti dare alle situazioni che si presentano. Bisogna capire che non ci sono agenti esterni a realizzare il nostro malessere o benessere e che siamo noi a decidere di rimanere in determinate condizioni. Bisogna cercare le sfumature e saper dare diverse interpretazioni ad una situazione o comportamento.

– Passi fondamentali per risolvere i conflitti a casa e a lavoro: nel momento in cui si presenta una situazione di disagio, che sia in famiglia o nell’ambito lavorativo, bisogna fermarsi…respirare…e risolvere, perché si può risolvere qualsiasi cosa con la forza di volontà. Importante è saper fare richieste di qualità, ossia tentare di capire e comprendere le ragioni comportamentali di una persona.

– Chiudere con il passato: è utile realizzare che il bello del passato è che appunto è passato e non è certo lo specchio di un possibile futuro, anzi, può essere un punto di riferimento da cui è possibile imparare dai propri errori in modo tale da migliorare per migliorare in futuro. <<Siamo una generazione di traumatizzati>> ha specificato ironicamente la Dottoressa Mauri facendo riferimento ad insegnamenti sbagliati che ci hanno dato da bambini, magari proprio durante gli anni di scuola elementare, dove il sbagliare era visto come un errore fine a sé stesso. Invece di capire che ogni errore è utile per la crescita personale. Guardare avanti e non indietro, come se si stesse guidando un auto. 

– Ognuno ha infinite risorse interiori, bisogna capirlo, crederci e accettarlo. Questo è possibile constatarlo soprattutto nei momenti più difficili, quando si tirano fuori risorse incoscienti di possedere poiché quasi sempre sopite dai nostri pensieri o da limitazioni autoimposte che non permetterebbero di attingere alle nostre risorse più grandi. Questo è un errore principalmente per noi stessi perché non si deve dubitare mai e credere in quello che si è capaci di fare.

– Fare la cosa giusta: sicuramente prima di arrivare a fare la cosa giusta siamo costretti ad inciampare nei nostri strafalcioni e il più delle volte non si limitano ad un singolo episodio. Questo non deve abbatterci, anzi, ricordiamo che Edison prima di inventare la lampadina, testava metodi al contrario al fine di individualizzare il meccanismo giusto. Quindi spaventarsi non serve nulla, bisogna rialzarsi anche diverse volte prima di arrivare al traguardo vincitori, bisogna cadere prima e imparare a gestire dai proprio errori e se si vuole tolleranza, per primi bisogna diffonderla.

– Quando le persone non realizzano ciò che desiderano: come primo punto da prendere in considerazione è la probabilità che ancora non si ha un obbiettivo o non si è certi di quello che si vorrebbe fare della propria vita. Nella maggior parte dei casi sembra si aspetti che i cambiamenti arrivino da soli, accettando e adagiandosi all’abitudine come se si avesse paura di affrontare qualcosa, sabotando sé stessi con pensieri autoeliminanti e con giustificazioni.

Cambiare le cose significa consapevolezza, motivazione e costanza. La capacità di mettersi davvero in discussione e di affrontare le situazioni, deve essere fatta con impegno e costanza. Seguire uno schema chiaro, ricordare che in fondo ad ogni persona di successo ci sono mille sacrifici e per questo il raggiungimento dei propri obbiettivi è un lavoro intenso per tutti e non facile. In più è utile ricordarsi che i problemi non coinvolgono solo le nostre vite ma che appartengono a tutti.

Dopo aver salutato tutti i presenti e dopo aver spiegato il suo percorso lavorativo in cosa consiste, la dottoressa Eleonora Mauri di Milano ha precisato che tutto il suo sapere nasce non solo da percorsi intesi di studi e arduo lavoro ma anche da esperienze personali.

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