Xylella, in piazza la protesta degli agricoltori della Bat

Quella di martedì 13 ottobre a Bari non è stata una delle numerose “proteste” che si consumano frequentemente sotto i portici di Estramurale Capruzzi. Martedì mattina, a Bari, si sono riuniti gli agricoltori del Salento che stanno vivendo la disperazione di provvedimenti folli che mirano a distruggere il più grande patrimonio della nostra terra, con un accanimento che va oltre, ben oltre, la rimozione della problematica Xylella, laddove questa problematica realmente esista.

A Bari, insieme a tutti quegli agricoltori salentini c’era anche una Delegazione di colleghi provenienti dalla Provincia di Barletta – Andria – Trani ed in particolare da Andria, guidata da Savino Montaruli, Direttore del C.A.A. – Centro di Assistenza Agricola di Unimpresa, l’Associazione di Categoria che opera sull’intero territorio nazionale.

Un tumulto di emozioni, anche talora positive quando giunge la notizia della sospensiva disposta dal Tar Lazio ma tutto consumatosi in una grande tensione che si leggeva chiara sui volti dei numerosi presenti, anche di soggetti estranei al mondo agricolo che si sono uniti alla protesta.

A parte gli attestati di solidarietà da parte dei colleghi, negli occhi dei componenti la delegazione andriese si leggeva anche un inequivocabile timore che l’emergenza Xylella fastidiosa possa anche interessare il loro territorio di competenza con conseguenze inimmaginabili.

Anche sul fronte allarme sicurezza nei frantoi l’attenzione è stata massima e nel corso di alcune interviste, rilasciate alle numerose testate presenti martedì a Bari il Direttore C.A.A. Unimpresa ha manifestato la preoccupazione dei frantoiani andriesi, soprattutto i titolari dei piccoli frantoi disseminati sul territorio, i quali ora dovranno prepararsi ad affrontare un’altra situazione pesantissima cioè l’adeguamento, a decorrere dal prossimo 1° novembre, alla normativa, presentando un progetto di valutazione antincendio a cui dovrà seguire nel 2016 la Scia, con investimenti che potrebbero superare anche alcune decine di migliaia di euro, a seconda delle dimensioni del frantoio

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here