X-Men: days of future past. Ce ne parla Michele Lasala

Titolo originale : X-Men: days of future past

Regia : Bryan Singer 

Interpreti principali : Patrick Stewart; Ian McKellen; Hugh Jackman; James McAvoy; Michael Fassbender; Jennifer Lawrence; Halle Berry

Genere: Supereroi

Durata : 130 minuti

***

Bryan Singer torna, dopo quasi 10 anni, a dirigere la saga Marvel che egli stesso ha contribuito a glorificare con X-Men (2000) e X-Men 2 (2003 ). La linea di demarcazione netta tra i lavori di Singer e il resto della produzioni super-eroistica di casa Marvel o Dc Comics risiede senz’altro nella capacità del soggetto, curato nei primi due episodi dallo stesso Singer, di approcciarsi a visioni introspettive e per questo profondamente rinnovatrici del genere.

“X-Men: giorni di un futuro passato” riunisce in se la forza spettacolosa e grandiosità esagerate del green screen  e il tentativo di rivestire il tutto con la patina del serioso e del dilemma morale. Il film gravita insistentemente sulla tematica della scelta, con ridondanza sistematica e superflua. E’ un film di realtà parallele, in cui si mescolano anni distanti e visioni distopiche. Ancora una volta, ma con risultati meno convincenti rispetto a “X men-l’inizio”, ampio spazio è concesso agli attori che impersonano i protagonisti in gioventù (Michael Fassbender, James McAvoy, Jennifer Lawrence), autori comunque di una discreta prova.

Il paradosso forse più evidente dell’ultima fatica firmata da Singer è questo aver quasi esaurito la spinta propulsiva derivatale dal nuovo corso inaugurato grazie al prequel, diretto nel 2011 dal londinese Matthew Vaughn. Il film dunque fa della forza rinnovatrice introdotta dai giovani X-men poco più di un pretestuoso orpello narrativo, nella realizzazione di un esperienza fortemente basata sul continuum spazio temporale e sul riciclo , poco originale, di tematiche già ampiamente sfruttate in ambito fantascientifico. I riferimenti più diretti sono senz’altro “Terminator 2” di Cameron e “Inception” di Nolan. I più attenti noteranno addirittura una somiglianza alquanto singolare tra una delle battute finali del film di Singer e la scena finale della pellicola interpretata da Leonardo Di Caprio. La pellicola manca purtroppo della “elegante” compiutezza del prequel, di quel senso di armonico equilibrio e del fascino dell’episodio diretto da Vaughn, storia di uomini più che di supereroi.
Ciò nonostante, “X-Men : giorni di un futuro passato” non mostra il fianco al più grosso rischio in cui avrebbe potuto inciampare : il rischio di essere una ricca ma vuota passerella riservata, per la peculiarità degli eventi narrati, ai soli appassionati del genere. Al contrario, la sceneggiatura firmata da Simon Kinberg mantiene saldo il timone degli eventi, evitando una deriva votata al sensazionalismo, anche se non mancano riferimenti (evitabili) a massimi sistemi e congiunture storiche, (quali l’assassinio di J.F. Kennedy ) conseguendo comunque una soddisfacente quadratura del cerchio. Complice benigna di questa , seppur parziale, riuscita del film è la carica espressiva degli anni ’70, in cui si svolge la gran parte degli eventi del soggetto, tra la guerra del Vietnam, gli accordi di pace di Parigi e la presidenza Nixon.

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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