What’s UP? I film in uscita al cinema… dal 30 al 31 ottobre (parte 1)

barlettanews- il mio Godard film

Cinque nuovi film in sala, in questo primo appuntamento settimanale di What’s UP?. Degni di interesse senz’altro il ritorno sul grande schermo di Michel Hazanavicius, oltre che quello di Glenn Close per un lavoro tratto da Agatha Christie. Buona visione!

Una scomoda verità 2   (30 ottobre)

Ancora Al Gore, ancora il cambiamento climatico, per una questione di vitale importanza che ha già visto illustri nomi occuparsene. Ovvio che l’argomento, per la sua delicatezza, smuova e sconvolga gli equilibri politici e l’opinione sociale, e che ci siano individui interessati ad entrare con prepotenza sulla questione in vista del semplice profitto economico. A difesa di Al Gore possiamo però dire che la sua vicinanza alle tematiche ambientali è nota sin dai tempi della vicepresidenza nell’era Clinton, e che già con An inconvenient truth si è posto all’attenzione degli addetti ai lavori come una voce autorevole sulla causa dell’inquinamento globale. Regia affidata al duo composto da Bonnie Cohen e Jon Shenk.

Finché c’è prosecco c’è speranza   (31 ottobre)

Giuseppe Battiston torna al cinema dopo L’ordine delle cose, nei panni di un personaggio che riprende i tratti caratteristici del suo cinema, per un attore che, alla soglia dei 50 anni, si segnala al pubblico per naturalezza e genuinità. Il film di Antonio Padovan ci offre uno scorcio di campagna veneta, per un giallo che, più che nel sangue, nuota nelle bollicine. Protagonista è Stucky, ispettore coinvolto nelle indagini sulla macabra scomparsa, apparentemente per suicidio, del conte Desiderio Ancillotto. La vicenda dipinta si muove nel mondo del vino e dell’uva, tra campi e filari, bottiglie invecchiate e segreti sepolti in cantina. Nel cast anche Roberto Citran, Liz Solari, Silvia D’Amico.

Il mio Godard   (31 ottobre)

Jean Luc Godard non si discute, deve aver pensato Michel Hazanivicius. Al limite lo si omaggia con una vera e propria dichiarazione d’amore: Il mio Godard sembra voler fare del sentimento la sua ragion d’essere, ponendo l’accento sul rapporto tra Anne Wiazemsky e il grande regista transalpino. L’attrice, recentemente scomparsa, è fotografata in un ritratto riflesso, attraverso il materiale che Hazanavicius ha tratto da “Un An Après”, lavoro biografico che delinea con scrittura appassionata e sincera il rapporto con Godard. Il regista di The artist, reduce da qualche tonfo di troppo per la critica internazionale, si avventura quindi in un film dal tenore delicato e solo all’apparenza facilitato dal materiale d’origine. Il discorso si complica se pensiamo a quanto Hazanavicius abbia tentato di instillare un ritmo da commedia d’oltralpe nel quadro generale dell’opera, e l’idea che questo possa finire per stonare con la rappresentazione del clima sessantottino, oltre che con la rappresentazione del tema politico, non ci abbandona affatto. Non crediamo però che il regista abbia corso il rischio di schierarsi o di sentenziare sul percorso personale di uno dei padri fondatori del moderno cinema francese. Nel suo cast torna Bérénice Bejo, ma non è il suo volto a riportare in vita quello della Wiazemsky: nei panni dell’attrice e regista troviamo Stacy Martin, che ricorderete come una ringiovanita Dora per Matteo Garrone in Il racconto dei racconti. Godard ha invece le fattezze di Louis Garrel, il Theo di The dreamers di Bertolucci.  

Mazinga “Z”: Infinity   (31 ottobre)

Dal padre di uno specifico modo di guardare alla fantascienza, Mazinga Z: Infinity si pone sul solco di anime che coniugano non solo l’esigenza di proiettarsi al futuro dell’animazione orientale, con nuove tecniche ibride tra disegno e computer grafica, ma anche il bisogno di rendere partecipi del cambiamento le vecchie generazioni di lettori appassionati di manga. Quella nipponica per Go Nagai è, a ben vedere, una venerazione del tutto giustificata dall’apporto fondamentale che questo maestro del fumetto ha reso al genere, in un modo peraltro trasversale. La figura del robot di dimensioni ciclopiche, controllato dall’interno da un pilota addestrato per farlo, non ha solo ideato e glorificato un’intera tradizione manga lunga più di 30 anni, ma si è posta come pietra angolare di una fetta importante dello sci-fi, che ha abbandonato l’idea originale del mecha per assegnare un’anima e l’appellativo di “creatura” agli esseri cibernetici. Gli appassionati ritrovano così l’amatissimo Koji Kabuto, costretto, anni dopo aver appeso al chiodo la sua celebre tuta da pilota, a riattivare l’enorme Mazinga. Una nuova minaccia rischia di travolgere l’umanità: il Dottor Inferno. Solo Mazinga potrà proteggerla. Alla regia Junji Shimizu, non proprio un novellino del genere. Notissime sono infatti le sue collaborazioni nel mondo dell’animazione giapponese, oltre alla sua regia dei principali OAV tratti da “One Piece”.

Mistero a Crooked House   (31 ottobre)

Chi non ha letto “È un problema”, giallo di Agatha Christie, potrebbe trovarsi spiazzato dinanzi a un film che, tratto da un suo romanzo, non annovera nel suo intreccio nessuna delle celebri figure investigative create dalla formidabile penna inglese. L’ingegnosa scrittrice ha infatti conferito a questo romanzo un tono fresco, sui generis ed estremamente dinamico, facendone una sorta di unicum nel panorama della sua bibliografia, eccezion fatta forse per Trappola per topi, che rimane comunque una commedia teatrale. Anche questo romanzo è scandito da una filastrocca – come in altri dieci romanzi, in una lista di quasi settanta opere – , da quel senso di ineluttabile fato che pervade le righe pur nella conclamata leggerezza stilistica. Protagonista del film è Max Irons, che porta sul grande schermo il personaggio di Charles Hayward, coinvolto, per dar prova d’amore, in un caso dalla difficile soluzione. Sophia Leonides, bellissima lady interpretata da Stefanie Martini, è l’oggetto del desiderio e del sentimento del giovane. La ragazza è però stata colpita da un recente lutto, che le ha portato via suo nonno, il facoltoso Aristides Leonides, ucciso con l’inganno tramite un veleno, somministratogli al posto dell’insulina che soleva assumere. Molti i sospettati dell’omicidio, soprattutto considerando la corposa eredità che il defunto ha lasciato ai membri della sua famiglia, tutti naturalmente decisi a fare ogni cosa per impossessarsene. Nel cast segnaliamo la magnetica presenza di Glenn Close, oltre a quelle di Terence Stamp, Christina Hendriks, Gillian Anderson, Roger Ashton-Griffiths e Amanda Abbington. Gilles Pacquet-Brenner, già regista del dramma d’ispirazione storica La chiave di Sara con Kristin Scott Thomas, oltre che del modesto thriller Nei luoghi oscuri, è chiamato dunque a una prova difficile e alla gestione di un film che dovrebbe fare della coralità delle interpretazioni e della bellezza scenografica due dei suoi maggiori pregi.

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteBarletta,arrestati dai carabinieri due ladri ed uno spacciatore
Articolo successivoSpi Cgil bat: “Maggior qualità nei servizi agli anziani”
Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here