Cinque film in questa prima parte settimanale di What’s UP, tra i quali spicca per distacco il fascino retrò del più celebre treno di tutti i tempi, quell’Orient Express teatro di un altrettanto celebre giallo di Agatha Christie. Buona visione!

Directions   (27 novembre)

Stephan Komandarev avverte la necessità di raccontare la sua Bulgaria transitando dal dato odierno per poi giungere ad una finzione aderente alla sua poetica. Directions riprende in mano quello spirito di sovrapposizione al reale che era già proprio di Judgement, per raccontare la vita sempre attraverso il problema economico. La categoria qui inquadrata è quella dei tassisti, per un film non certo originalissimo (ricordate A taste of cherry ?) ma che fa dell’auto un confessionale in continuo movimento, in cui uomini e donne diversi si confrontano, spesso con se stessi, alla ricerca di una spiegazione al momento storico nazionale. Così, in Directions, la capitale bulgara Sofia è sede del suicidio di un tassista in difficoltà economica, che giunge al gesto estremo dopo essersi visto costretto a pagare una tangente per mantenere la licenza. La eco della tragedia investe l’intera categoria lavorativa, generando discussioni e riflessioni sull’attuale panorama occupazionale e sociale nello stato dell’est Europa. Nel cast Stefan Denolyubov (che ricorderete in Glory), Ivan Barnev (bravissimo in The lesson) e Vasil Banov.

Egon Schiele   (27 novembre)

Il film di Dieter Berner, interpretato da Noah Saavedra nei panni del protagonista, vuole essere un biopic storico sulla controversa figura di Egon Schiele, pittore e artista espressionista austriaco. Schiele, noto per la sua forte personalità, per la sua arte incompresa all’epoca, e per il rapporto contrastato col genere femminile, è qui dipinto, è proprio il caso di dire, nel rapporto con due delle donne più importante della sua breve vita, stroncata dall’epidemia di influenza spagnola che colpì l’Europa all’inizio del XX° secolo: parliamo di sua sorella Gerti e di Wally, sua seconda musa, prima dell’arrivo di sua moglie. La dimensione nuova del nudo nel disegno, il tratto caratteristico, il disagio suggerito dall’uso sofferto del colore e delle sfumature, i corpi intagliati nelle forme e negli sguardi che suggeriscono un bisogno erotico mai celato: tutti questi elementi lo posero sotto la lente di ingrandimento dell’austera società viennese, e lo condussero in tribunale con l’accusa di abuso su una minorenne e di “pornografia”. Nel cast anche Valerie Pachner e Maresi Riegner.

Amori che non sanno stare al mondo   (29 novembre)

Francesca Comencini si è fatta attendere ben otto anni, se sorvoliamo volontariamente sulla parentesi a nostro avviso poco felice di Un giorno speciale e sui lavori televisivi di Gomorra. La maturità dell’intreccio che vede protagonisti Thomas Trabacchi e Lucia Mascino, tratto dal suo omonimo romanzo, non è certo quella teen del suo ultimo lungometraggio, ma rievoca, pur se in lidi diversi, l’impegno di Lo spazio bianco con Margherita Buy. L’analisi di un momento che somiglia a un purgatorio del tempo vissuto si genera nell’atto della separazione: se per il personaggio della Buy ciò induceva al distacco dalla propria figlia, in una spasmodica ed annichilente attesa che annullava ogni legame con la vita, per Claudia e Flavio (Mascino e Trabacchi) è la fine di una relazione a ricreare forzatamente lo spazio (bianco) di una transizione. La particolarità sta nel tono fresco da commedia, più che da film drammatico. Così i due, reduci dalla fine della loro storia d’amore, si gettano con fatica nell’idea di poter provare attrazione per un’altra persona. Ma se Flavio è più impetuoso e istintivo, Claudia fa più fatica ad accettare di dover ricominciare. L’incontro con Nina, una sua vecchia amica d’università, cambierà le carte in tavola. Nel cast Valentina Bellè, Iaia Forte, Camilla Semino e Carlotta Natoli.

Assassinio sull’Orient Express   (30 novembre)

Diretto e interpretato dall’attore nordirlandese Kenneth Branagh, questo nuovo riadattamento cinematografico dell’amatissimo giallo scritto da Agatha Christie nel 1934 ricalca il tema della camera chiusa, dell’indagine in cui è obbligatoriamente uno dei presenti l’autore del tremendo delitto nei cui meandri si muove l’investigatore. È ovviamente Poirot il destinatario ultimo di questa sfida, raccolta suo malgrado tra i ghiacci della Jugoslavia, in cui il leggendario treno diretto da Instanbul a Calais si incaglia in seguito a un imprevisto intensificarsi del maltempo. Il fine Hercule (lo stesso Branagh) si trova così dinanzi a un caso dalla soluzione complicatissima. La morte che coglie violentemente l’americano Ratchett – trasposto sul grande schermo da Johnny Depp – nella sua cabina privata, genera eguale sospetto su dodici dei passeggeri del convoglio. Testimonianze, alibi da provare, menzogne da scovare, si susseguono senza soluzione di continuità in un lavoro dalla cura quasi ingegneristica. Inutile negare che il più grande fardello per la regia di Branagh sia stato quello di un confronto, più o meno “sentito”, con la versione del 1974 diretta da Sidney Lumet, con un cast che annoverava nomi come quelli di Lauren Bacall, Albert Finney, Sean Connery e Ingrid Bergman. Un parco attori quasi dello stesso peso ci attende in sala in questo film: Willem Dafoe, Michelle Pfeiffer, Penelope Cruz e Judi Dench, solo per citarne i più rappresentativi. Ad eseguire il riadattamento del celeberrimo romanzo è Michael Green, lo stesso di Blade Runner 2049 e Logan.

Daddy’s home 2   (30 novembre)

Un po’ com’è accaduto per Ti presento i miei, i confini della commedia famigliare si allargano per ricomprendere altri membri della famiglia, qui in una sorta di show down non solo dell’attorialità, ma del polivalente star system statunitense. La tradizione si riversa dunque a casa Ferrel-Whalberg, contendenti il cui confronto si allarga alla precedente generazione paterna, coinvolgendo Whitaker senior (John Lithgow) e Mayron senior, nella persona di Mel Gibson. Dusty e Brad sono quindi nuovamente pronti a darsi battaglia, spalleggiati dai rispettivi genitori, nonostante la tregua temporanea che sembrava aver tramutato il loro astioso rapporto in una sorta di stramba amicizia in nome dei figli. Del cast spicca segnaliamo Linda Cardellini, Alessandra Ambrosio, e il wrestler John Cena.

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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