What’s UP? I film in uscita al cinema… dal 26 ottobre (parte 2)

barlettanews- film victoria e abdul

Cinque i film in uscita, che si aggiungono ai quattro di cui abbiamo già parlato nel precedente articolo settimanale. Dai toni melensi e addolciti di Frears alla curiosità sulla prima esperienza registica del pugliese Donato Carrisi, sono tante e variegate le proposte di questa settimana cinematografica. Buona visione da What’s UP!

Cure a domicilio   (26 ottobre)

Al nuovo corso del cinema ceco appartiene anche Slávek Horák, senz’altro non un figlio della Nová vlna, come la maggior parte dei suoi contemporanei. Totalmente smarrita, qui, la connotazione politica dei lavori di Manzel, Passer e Forman. Horák prende le redini di un discorso grato alla commedia, fondato sulla rieducazione alla vita ed indirettamente, forse, anche alla settima arte. Il cinema ceco, infatti, è reduce da un buon biennio dal punto di vista delle produzioni nazionali. Cure a domicilio, questo il titolo italiano, narra la storia dell’infermiera Vlasta, in una Moravia che ancora oggi, nel linguaggio cinematografico del paese dell’est-europa, indica un forte sentore di isolamento e di indipendentismo. La donna, dedita da anni alla cura ossessiva della sua famiglia, trascura se stessa, per poi scoprire, un giorno, di essere malata. La presa di coscienza di una dimensione strettamente individuale non sarà semplice per lei, ancora legata all’idea del sacrificio come unica via per la realizzazione personale. Incontrerà però una guru dai modi insoliti e una nuova, inaspettata, amica. Riuscirà a capire di aver bisogno, come e più di chiunque altro, di affetto e di attenzioni?

Good time   (26 ottobre)

I Safdie brothers dirigono e sceneggiano un film drammatico, incentrato sul rapporto tra due fratelli. La spericolata notte di Robert Pattinson, nei panni di Connie Nickas, inizia proprio per rintracciare suo fratello Nick, affetto da una disabilità mentale ed interpretato da uno dei due registi (Benny Safdie). La nottata, trascorsa tra i bassi fondi di New York e in situazioni pericolosissime, lo porterà a confrontarsi con la criminalità della grande mela e con le forze dell’ordine. Il film è stato presentato all’ultimo festival di Cannes. Nel cast spicca la presenza di un’attrice come Jennifer Jason Leigh.

La ragazza nella nebbia   (26 ottobre)

Iniziamo col dire che La ragazza nella nebbia strizza l’occhio a tante cose, il che non è necessariamente un male, se pensiamo che Donato Carrisi, semplicemente non è un regista. Sbagliato è credere che Carrisi possa proiettarsi da scrittore, in una macchina dalle proporzioni e dalla complessità ben più elevate rispetto alla difficoltà del suo mestiere, senza attingere da qualsivoglia fonte. Molto probabilmente non sbaglia chi ci legge una spolverata di Jonathan Demme, con una buona dose di Fincher e una spruzzatina del Villeneuve di Prisoners. Le atmosfere plumbee, montane e desolate che, rammentiamolo, sono frutto di una sceneggiatura tratta proprio da un romanzo di successo di Carrisi, possono in questo caso ricordare persino la Debra Granik di Un gelido inverno e l’ultimo Pascal Laugier. Ci permettiamo però di suggerire che Carrisi potrebbe aver colto anche nel secondo lungometraggio di Stefano Lodovichi, il cupissimo In fondo al bosco con Filippo Nigro, materiale d’interesse per il suo primo film. Inutile dire che la presenza di Toni Servillo e Jean Reno farà da collante, più o meno efficace, in un lavoro che, tra i rischi che corre, presenta quello di non rispettare i tempi di un thriller cinematografico, presentandosi come un insipido prodotto di marca prevalentemente letteraria. La storia si incentra con la sparizione di Anna Lou, una adolescente dai capelli rossicci e dal viso angelico, ma ha il suo incipit in un incidente stradale che vede protagonista l’agente speciale Vogel (Servillo). Siamo in una valle delle Alpi in Alto Adige, e l’agente, ricoperto di sangue che non gli appartiene, è caduto vittima di amnesia. Vogel non comprende il perdurare della propria presenza in quel luogo, per un’indagine che dovrebbe aver già trovato un colpevole nel professor Martini (Reno). Possibile che, a distanza di tempo, il colpevole si nasconda ancora in quei luoghi avvinti dalla nebbia? Del cast segnaliamo anche Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, la bravissima Michela Cescon, e Jacopo Olmo Antinori.

Terapia di coppia per amanti   (26 ottobre)

La premessa parla di un rapporto di coppia tesissimo, fatto di incomprensioni e immancabili e catastrofiche litigate. Nulla di eccezionale, insomma, se non fosse che Viviana e Modesto sono due amanti. Il loro rapporto perdura, ovviamente, all’insaputa delle rispettive famiglie, ma laddove qualsiasi storia extra-coniugale litigiosa terminerebbe con un reciproco allontanamento, Viviana è decisa ad indagare le cause di questa crisi rivolgendosi ad uno psicanalista. Il professionista, interpretato da Sergio Rubini, si trova così dinanzi ad una coppia che in realtà non è una coppia, e a un uomo, Modesto, che preferirebbe di gran lunga sorvolare sui contrasti, pur di non sottoporsi alla terapia. Nel cast troviamo Ambra Angiolini e Pietro Sermonti, affiancati da Anna Ferzetti, Anita Kravos e Franco Branciaroli. La regia di Alessio Maria Federici e Diego De Silva, per un soggetto tratto dal romanzo di quest’ultimo, porterà forse un livello di lettura ulteriore rispetto al godibile, ma forse fin troppo diretto e volgare nelle scelte comiche, Tutte lo vogliono. Che sia una buona occasione di rivalsa per la commedia sentimentale italiana?

Victoria e Abdul   (26 ottobre)

Edulcorare sembra essere il mestiere di Stephen Frears, nel primo decennio degli anni 2000. Il respiro sembra, però, poter esser qui più ampio. La vicenda si nutre di una forte base storica, ma speriamo non sia solo la commedia l’unico linguaggio adoperato, per un cineasta con un marchio ancora riconoscibilissimo, sensibile alla parentesi d’epoca come pochi altri in Gran Bretagna. La sua innata capacità di ricamare con l’ironia persino i tessuti più pomposi lo rende un regista di una piacevolezza trasversale. In questo film, peraltro, si rinnova il sodalizio con Judi Dench, che ha già lavorato con lui in Philomena. La storia, conosciutissima e velata di una forte aneddotica, è quella dell’insolito rapporto d’amicizia nato tra la regina Vittoria e Abdul Karim, attendente indiano al servizio della monarca più potente e inavvicinabile tra la fine del XIX° secolo e gli inizi del XX°. Sul rapporto tra i due si è detto e scritto tanto, anche se la maggior parte degli storici concorda nel non ritenere possibile una relazione sentimentale, separati com’erano da ben 44 anni di età. Il film di Frears si concentra sull’amicizia sbocciata in nome del rifiuto del razzismo, di cui la corte inglese era pregna fino al midollo, e del fascino che la cultura indiano ha sempre esercitato sulla Regina. Nel cast spiccano le presenze di Ali Fazal e del compianto Tim Pigott-Smith, ottimo attore britannico, scomparso l’aprile scorso. 

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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