What’s UP? I film in uscita al cinema… dal 20 al 23 novembre (parte 1)

barlettanews- film american assassin

What’s UP vi presenta una serie di film che dal documentario si allargano al thriller e alla commedia all’italiana, passando per il film musicale di Prince, che torna a farci visita a ben 30 anni dalla sua uscita. Buona visione!

La botta grossa   (20 novembre)

Il centro Italia, piegato dalla forza distruttiva del terribile terremoto che ha colpito la penisola in agosto, ha dovuto registrare il 30 ottobre del 2016 la scossa più intensa mai rilevata e registrata in Italia. Con una magnitudo 6.5, l’evento sismico ha travolto le zone già devastate appena due mesi prima, e i danni provocati, con un epicentro localizzato tra Macerata e Perugia alle ore 7.40, hanno interessato diverse abitazioni. Tra quelle rase al suolo c’è la casa del regista Sandro Baldoni, che ha colto l’occasione per raccontare il tragico momento vissuto personalmente, allargando l’obiettivo al dramma vissuto dall’intera collettività. Attività commerciali dismesse, vite gettate nella disperazione, sogni infranti. Un quadro desolante, che culla in sé la speranza di una rinascita per l’intero territorio. Il linguaggio scelto è quello del documentario, per un lavoro che si propone di ripartire dai volti, dalle storie d’umanità di chi ha visto la propria esistenza frantumarsi, ma che è ancora disposto a tutto per riacciuffarla con la punta delle dita.  

Il senso della bellezza   (20 novembre)

Da Valerio Jalongo, regista di La scuola è finita, arriva un lavoro che ripercorre la magia della ricerca scientifica, un campo in cui l’operatore di scienza non è solo scopritore ma artista e demiurgo di una realtà da plasmare. Fine ultimo è l’energia che anima e disegna l’universo conosciuto, per una bellezza che si ricongiunge all’Arte nella complessità della materia. Il team del CERN di Ginevra compie così un viaggio che dal minuscolo allaccia il ciclopico, che nella parola riconosce il patrimonio della fisica e della matematica, per individuare l’origine della vita, l’unico vera lingua percepibile nel silenzio assordante del cosmo. Dopo il bosone di Higgs”, la dimensione incerta e predominante del dubbio abbraccia indifferentemente la fede religiosa e la fede nella scienza come unica tessitrice del nostro e di mille altri mondi. Può la bellezza essere racchiusa nell’attimo infinitesimale che separa il buio dal principio primo di ogni inizio? In una serie di sequenze dal grande impatto visivo, il film documentario di Jalongo accosta la Natura alle leggi della fisica e alla perfezione delle forme artistiche, avvalendosi del montaggio di Massimo Fiocchi, già storico collaboratore di Gabriele Salvatores per Io non ho paura, Educazione siberiana e Italy in a day.

Sign O’ The Times   (20 novembre)

Siamo nel 1987, anno, tra l’altro, dell’approdo di Prince in Italia. Quell’annata, cruciale nel cammino artistico del musicista di Minneapolis, avviene la registrazione dell’album “Sign O’ The Times”, che imprime ancora di più il suo nome nella storia della musica funk e pop. Prince è infatti reduce dal successo planetario del singolo “Purple rain”, e nell’album riversa un impegno stilistico per certo versi nuovo, con un dichiarato omaggio al rock. Al suo fianco, in un tour che toccò anche il Palatrussardi di Milano, una squadra di performers e musicisti, composta dal chitarrista Miko Weaver, dalla batterista Sheila E., dalla ballerina Cat Glover e dal tastierista Dr. Fink. Il film documentario, girato 30 anni fa dallo stesso cantante, torna quindi nelle sale completamente restaurato, e lo fa a un anno dalla sua scomparsa, in quel 2016 che sarà ricordato come un vero e proprio annus horribilis per la storia della musica mondiale.

American assassin   (23 novembre)

Un dato è pressoché certo: Michael Keaton ci ha preso gusto ad offrire il suo ghigno e la conformazione malefica delle proprie sopracciglia ad un’idea di villain rinnovata e non necessariamente antagonistica, che mancava nella sua lunga e a tratti poco luminosa carriera. Vederlo adesso in un lungometraggio non è affatto sinonimo di tranquillità per quegli aspetti che l’attore sapientemente investe con la sua recitazione sempre convincente e mai banale, ed American assassin, potete scommetterci, non farà alcuna differenza. Impegnato nel ruolo del veterano Stan Hurley, personaggio partorito dalla penna di Vince Flynn, Keaton porta sul grande schermo un uomo temprato dalle difficoltà e segnato nelle arguzie della Guerra Fredda, scenario che l’ha visto al centro di intrighi e azioni ad alto rischio. Il protagonista delle vicende del film è però Dylan O’Brien, nei panni della recluta Mitch Rapp. Il ragazzo, sconvolto dalla perdita della propria fidanzata durante un attacco terroristico, in nome della vendetta sveste i panni dello studente universitario modello per misurarsi con un addestramento che lo condurrà ad operare direttamente sul campo per conto della CIA. Coinvolto in un’azione antiterroristica, dovrà collaborare proprio con Stan Hurley in una delicata missione in Turchia. Nel cast evidenziamo la presenza di Taylor Kitsch, bravissimo nei panni di Paul Woodrow nella seconda stagione di “True Detective”, di Sanaa Lathan e di David Suchet, che ricorderete al fianco di Michael Douglas in Il delitto perfetto e in quelli di uno spietato cacciatore nel family movie di fine anni ‘80 Bigfoot e i suoi amici. Alla regia Michael Cuesta, di certo non un novellino nel genere che dal thriller si allarga allo spionaggio, come già dimostrato con discreta efficacia nel sottovalutato La regola del gioco, con Jeremy Renner.

Caccia al tesoro   (23 novembre)

Il ritorno di Carlo Vanzina segna l’arrivo di un ulteriore esempio della sua commedia, stavolta interpretata da Vincenzo Salemme, Carlo Buccirosso, Max Tortora e Serena Rossi. Mentre la Rossi è reduce dalla collaborazione canora con i Manetti bros., l’ultimo gettone di presenza di Salemme nel cinema del regista romano risale a poco più di un anno fa, nel film Non si ruba a casa dei ladri, per la prova forse più convincente dell’attore campano negli ultimi 5 anni. Allontanata la possibilità di un cinema che strizzi l’occhio alla problematica politica, Vanzina sembra essere tornato alla sua cifra più classica, che fa del situazionismo l’unico vera spia di un registro esilarante quasi sempre solo nelle intenzioni della sceneggiatura, qui firmata anche da suo fratello Enrico. La storia narra di Domenico Greco e di sua cognata Rosetta (Serena Rossi), che vivono sotto lo stesso tetto dopo la scomparsa del fratello dell’uomo. Il nipote di Domenico, figlio di Rosetta, è un bambino gravemente malato ma non privo di un grande senso dell’umorismo. Le cure che però possono salvargli la vita sono ben al di là delle possibilità economiche dell’improvvisata famigliola. In un misto di devozione e disperazione, i due si affidano così a San Gennaro, chiedendo a gran voce una sua miracolosa intercessione. L’incredibile si avvera, con il patrono che invita Domenico a rubare uno dei gioielli, custoditi nella cripta della chiesa. Si tratta però di un tragico errore, e la voce ascoltata proviene da un operaio al lavoro all’esterno della chiesa. Domenico e Rosetta partono però per un improbabile missione criminosa, che coinvolgerà anche Fernando (Carlo Buccirosso), Claudia (Christiane Filangieri) e Cesare (Max Tortora). Nel cast anche il piccolo e simpaticissimo Gennaro Guazzo, già visto nella commedia partenopea Troppo napoletano.

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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