What’s UP? I film in uscita al cinema… dal 12 ottobre (parte 2)

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Fari puntati sul giallo nordico “L’uomo di neve” e sul biografico “Nico 1988”, mentre il botteghino strizzerà parzialmente l’occhio al nuovo film d’animazione targato Warner-LEGO. 5 film in uscita, che si aggiungono a quelli di cui abbiamo già discusso qui, nel precedente articolo settimanale. Buona visione!  

Lego ninjago   (12 ottobre)

Terzo film in tre anni per il filone LEGO, dopo The Lego movie e Lego Batman. Quello tra la Warner e la nota azienda produttrice di mattoncini è un matrimonio che sembra destinato a continuare, stante i discreti incassi finora realizzati. In una sorta di imitazione della tecnica dello stop motion, che ricordiamo essere impossibile in un film del genere, ricreato completamente in CGI, gli effettisti hanno prediletto l’assenza di continuità nel movimento, “saltando” letteralmente alcuni fotogrammi: il risultato è quell’effetto a scatti che riproduce le sensazioni di gioco manuale dei più piccoli con i mattoncini della LEGO. Siamo nel paese di Ninjago, nell’estremo Oriente, dove una guerra infuria tra il perfido Lord Garmadon, che sta distruggendo intere città, e gli allievi del venerabile Sensei Wu (Jackie Chan, che ha contribuito alla realizzazione tecnica con suggerimenti sulla postura corretta dei personaggi): si tratta di 6 ragazzi decisi ad allenarsi per sconfiggere questa terribile minaccia. Tra di loro c’è il ninja verde, che, con echi di Star Wars e Final Fantasy, altri non è che il figlio di Lord Garmadon, ribellatosi alla malvagità paterna. Alla regia troviamo Charlie Bean.

L’uomo di neve   (12 ottobre)

Tratto dalla penna inconfondibile di Jo Nesbø, L’uomo di neve è l’atteso thriller che vede il ritorno da protagonista sul grande schermo di Michael Fassbender. Tante le attese, soprattutto per il materiale letterario firmato dall’autore norvegese, che riporterà nei prossimi tempi, con ogni probabilità, Denis Villeneuve alle atmosfere dense di innaturale pathos di Prisoners, con la trasposizione del romanzo Il confessore. Tornando al film, impossibile non notare come possa essere per Thomas Alfredson un’occasione più unica che rara per modellare il copione sulle esigenze del suo particolare tocco. Parliamo ovviamente di un’atmosfera che si sedimenta nel silenzio di ambientazioni dominate da un bianco amorfo e desolante, per una rappresentazione che strizza parzialmente l’occhio al fincheriano Uomini che odiano le donne ( The Girl with the Dragon Tattoo). Naturale che il riferimento più diretto, nella filmografia del regista, non sia alle cadenze ritmiche di La talpa, a quella riflessione sulla verità che diventa stasi corporale e comportamentale, ma al pluripremiato dramma a tinte horror Lasciami entrare, in quella sua capacità di brillare di una tensione emotiva intagliata nel rigore scenografico e nella perfetta gestione dei tempi morti e delle attese. Dicevamo di Fassbender, che torna al ruolo da protagonista dopo il discreto Codice criminale e il poco riuscito action videoludico Assassin’s Creed. Qui l’attore tedesco interpreta il tormentato e solitario detective Harry Hole, impegnato, con l’aiuto della giovane collega Kathrine (Rebecca Ferguson, che ricorderete in La ragazza del treno, ma soprattutto in Life) a ricomporre le tessere di un mosaico che la neve rischia di cancellare per sempre: un misterioso serial killer, infatti, tinge di rosso le strade della Norvegia, riproponendo da anni un insolito modus operandi. Le vittime sono sempre donne e madri, brutalmente decapitate, e sulla scena del crimine gli investigatori rinvengono puntualmente un inquietante pupazzo di neve. Un grande cast completa il parco attoriale a disposizione di Alfredson: troviamo il premio Oscar per Whiplash J.K. Simmons, Val Kilmer, Charlotte Gainsbourg, Toby Jones e Chloë Sevigny. Alla fotografia Dion Beebe, direttore professionista dei musical (Nine e Chicago), chiamato qui ad una prova importante.

Made in China napoletano   (12 ottobre)

Simone Schettino ci propone un lavoro che occhieggia all’assurdo, per una commedia a cavallo tra il mondo partenopeo e quello dell’estremo Oriente. Protagonista è Vittorio Capece, interpretato dallo stesso regista, imprenditore nel settore dei giocattoli, naturalmente invidioso della serializzazione spietata e operata dalla produzione del vicino Pask Li, suo principale competitor. La follia si impadronirà di Vittorio, fino a spingerlo ad un gesto estremo: sottrarre i guadagni al suo concorrente. Il patetico e maldestro tentativo di furto dell’uomo, oltre a risolversi in un nulla di fatto, lo costringerà, in seguito ad un brutto incidente, a versare in coma per 4 lunghi anni. Al suo risveglio, la Cina non sarà solo leader della sua industria d’appartenenza, ma dell’intero mercato dei prodotti agroalimentari “made in Italy”. Vittorio, ferito nell’orgoglio, tenterà una nuova impresa truffaldina per ripristinare l’ordine naturale delle cose e restituire il maltolto ai napoletani: il contrabbando dei prodotti tipici. Una commedia che si tinge di satira sociale e di costume, estrema nella sua analisi grottesca dei flussi economici. Nel cast segnaliamo la presenza di Maurizio Mattioli, Elisabetta Gregoraci, Tosca D’Aquino e Yoon J Joyce, qui antagonista. Sull’attore sudcoreano vi riveliamo una succosa curiosità: è la seconda volta che ha a che fare con la mozzarella di bufala campana, dopo il personaggio quasi analogo da lui interpretato in Mozzarella stories, al fianco di Luca Zingaretti e Luisa Ranieri.

Nico, 1988   (12 ottobre)

Esiste una linea di discernimento sottile, atta a separare l’artista non solo dalla sua Arte, ma dal riconoscimento di quella dualità che a volte è impossibile scomporre. In questa linea, raramente solcata dall’opinione pubblica e dalla generalità dei mass media, si inserisce il lavoro di Susanna Nichiarelli, premiato all’ultima Mostra di Venezia con il Premio Orizzonti. Protagonista assoluta è la cantante tedesca conosciuta dal mondo come Nico, autentica musa per la musica internazionale a cavallo tra i primi anni ’70, in cui celebre è la sua collaborazione con i Velvet Underground, e la metà degli ’80. Christa Päffgen era il vero nome della donna, che con lo sfiorire di quella bellezza androgina che aveva contribuito a renderla oggetto di culto e di attenzioni spasmodiche da parte della stampa e del suo pubblico, avvertì con sempre maggiore urgenza il bisogno di guardare oltre il velo dell’apparenza per trovare se stessa. Il film, sulla scia del dramma biografico, si focalizza sull’ultimo anno di vita di una donna spogliatasi volontariamente della propria arte anche per rinsaldare il rapporto con suo figlio. Troviamo traccia dell’attrice protagonista, Trine Dyrholm, anche nel film-dogma Festen, anche se i principali lavori della danese sono senz’altro quelli per la connazionale Susanne Bier, come Love is all you need e In un mondo migliore. Nel resto del cast troviamo Annamaria Marinca, bravissima nel rumeno 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni, e Thomas Trabacchi, al fianco di Giorgio Panariello in Uno per tutti. La Nichiarelli, tra l’altro, ha già avuto a che fare con i tempi che furono, anche se in una visione meno particolaristica e più connotata storicamente in Cosmonauta

Nove lune e mezza   (12 ottobre)

Con un serbatoio pieno di femminilità e maternità, la commedia dell’eclettica Michela Andreozzi, al suo esordio dietro la mdp, vuole fotografare i tanti e diversi modi di essere donna e madre in attesa. Personaggi principali sono Livia e Tina, sorelle unite da una grande diversità. Mentre Tina, che di mestiere fa la vigilessa, è una donna gentile e cauta, animata dal sogno di avere un bambino, Livia è tumultuosa, inarrestabile, appassionata di musica rock e contraria alla maternità. Tutto cambia quando Livia compie un incredibile gesto di amore verso sua sorella: porta avanti una gravidanza al suo posto, perché Tina non può farlo. Questa scelta, accompagnata dalla volontà di entrambe di non far trasparire nessun cambiamento nelle rispettive vite, porta le due donne a recitare un ruolo. Tina fingerà, non senza qualche imbarazzo, di essere incinta, mentre Livia vorrà a tutti i costi continuare a vivere le sue movimentate ed estenuanti passioni, nonostante sia in dolce attesa. Nel cast evidenziamo la presenza di Claudia Gerini (Livia) e della stessa Andreozzi (Tina), coadiuvate da Stefano Fresi, Giorgio Pasotti e Pasquale Petroli, Lillo della coppia comica “Lillo e Greg”.   

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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