What’s UP? I film in uscita al cinema… dal primo al 2 marzo – Parte 1

In questa prima parte di What’s UP, spiccano il nuovo lavoro di Ben Affleck e “Logan”, ultima interpretazione di Hugh Jackman nell’universo Marvel. Buona visione!

Caro Lucio ti scrivo   (1 Marzo)

Un modo diverso di raccontare il documentario, prescindendo dalle fonti documentali per percorrere i sentieri dell’atmosfera. Riccardo Marchesini, già regista dell’omonimo spettacolo teatrale, ci trasporta nel mondo delle emozioni e della canzone, fotografando i volti e i momenti di vita vissuta che animano i testi di Lucio Dalla. Attraverso le persone che l’hanno ispirato, che l’hanno conosciuto, Marchesini ricostruisce un’immagine di Dalla a cinque anni dalla scomparsa dell’amato cantautore. Con le voci di Andrea Roncato, Ambra Angiolini, Piera Degli Esposti, Ottavia Piccolo, e Alessandro Benvenuti.

Logan   (1 Marzo)

Un last man standing che è anche una rottura netta delle linee temporali e narrative: questo è l’unicum confezionato da James Mangold con Logan, un film “sui generis”, che spezza la progressione della saga di Wolverine, concludendola senza cercare appigli nella coerenza. Un prodotto nostalgico, malinconico, che sa di addio già scritto per due attori iconici del genere supereroistico Marvel. Patrick Stewart, il decano Charles Xavier (o Professor X) e, ancora di più, Hugh Jackman (Wolverine, qui protagonista), abbandonano il cast della fortunata saga tratta dagli omonimi comics. Per Mangold, già regista di Wolverine – L’immortale, l’occasione è propizia per sfornare un film che in molti già indicano come la summa della sua poetica cinematografica, una sorta di action di frontiera che taglia completamente i ponti con le (prevedibili) dinamiche sociali di Copland o con l’estremismo patinato di Innocenti bugie. Qui pare proprio che James Mangold si sia spinto ben oltre i lidi toccati con il remake de L’ultimo treno per Yuma, coronando il sogno di un film che respiri polvere e maledizioni, coniugando sapientemente l’action alla riflessione esistenziale. Nel cast, oltre a Jackman, che con Logan  esegue il proprio commiato dagli artigli di Wolverine, Patrick Stewart, Elizabeth Rodriguez (Orange is the new black), Boyd Holbrook, e la piccola ma predestinata Dafne Keen.

https://www.youtube.com/watch?v=X0ENzDXOMsQ

A good american   (2 Marzo)

A good american segue la scia di opere d’analisi storico-biografica come Citizenfour, rivalutato dalla eco mediatica di Snowden e dai recenti sviluppi politici della vicenda che vede coinvolto il giovane informatico statunitense:  le rivelazioni alla stampa delle iniziative, lesive della privacy, della NSA.  Su questo terreno si  muove il film di Friedrich Moser, che riprende idealmente il discorso iniziato nel 2014 da Laura Potrais. La storia è quella di Bill Binney, impiegato come matematico alla National Security Agency. Le dichiarazioni di Binney gettano una luce diversa su alcuni programmi ideati per la sorveglianza di massa, scartati dai vertici dell’agenzia, che pur ne conosceva l’assenza di pericolosità per la privacy dei cittadini.

Falchi   (2 marzo)

Per la regia di Toni D’Angelo, Falchi  potrebbe rappresentare una piccola sorpresa anche per i più scettici. I suoi personaggi sempre al limite, in bilico tra il dovere del rispetto della legge e le debolezze umane, ricordano da vicino i ritratti forti e contrastati dei cellerini di Acab, diretto nel 2011 da Stefano Sollima. La trama narra di Francesco e Peppe, entrambi agenti della squadra mobile di Napoli, sezione speciale. La loro vita, a stretto contatto con la criminalità e spesso priva di compromessi, si divide tra la crudezza del lavoro e una dimensione privata macchiata da incomprensioni famigliari, psicosi e solitudini. Nel cast, Michele Riondino e Fortunato Cerlino, affiancati da Stefania Sandrelli, Pippo Delbono e Aniello Arena, che ricorderete protagonista nel piccolo capolavoro di Matteo Garrone, Reality.

God’s not dead 2   (2 Marzo)

Abbandonato il contrasto tra le mura scolastiche tra alunno e docente sull’esistenza di Dio, God’s not dead si presenta con un secondo capitolo che conserva una premessa simile, spostando però la contesa in un’aula giudiziaria. Così Grace Wesley, insegnante, deve rispondere in tribunale dell’accusa di aver alterato, con argomentazioni di tipo religioso, dati storici sull’avvenuta esistenza di Gesù Cristo. Ad opporsi alle sue dichiarazioni, muovendo da motivazioni radicalmente atee, è il famoso avvocato Peter Kane. Grace, trova inaspettatamente la difesa di un giovane e rampante avvocato, Tom Endler, che difenderà la sua tesi in giudizio dalle accuse di Kane. Nel cast, ruolo da protagonista affidato a Melissa Joan Hart (al secolo Sabrina in Vita da strega), con Jesse Metcalfe (che ha recitato nel remake di Dallas) nei panni del fresco difensore dell’insegnante. Regia, come nel primo capitolo, nelle mani di Harold Cronk.

La legge della notte   (2 marzo)

L’incursione personale di Ben Aflleck nel terreno, spesso accidentato, del gangster movie sa senza dubbio di coraggio. La svolta pienamente autoriale della carriera di Affleck lo vede, dopo l’apice toccato nel 2012 con il premio Oscar Argo, alla ricerca di un nuovo significato. Con un occhio all’estetica, ma sempre dedito, con spasmodica attenzione, alla cura sul versante della scrittura, l’attore di Gone Girl  e Batman vs Superman, confeziona l’epopea individuale di Joe Coughlin nella corrotta America del Proibizionismo. La sua ascesa nel traffico di alcolici e nel denaro lo porterà a confrontarsi con un potente boss della malavita, tra Boston e la Florida. Un ottimo cast circonda Affleck, che veste i panni di Coughlin: Brendan Gleeson, Elle Fanning, Chris Messina, Zoe Saldana, Sienna Miller, Chris Cooper, e la lista potrebbe continuare. C’è spazio anche per una buona dose di italianità, assicurata dalla presenza del nostro Remo Girone. Con Affleck, per La legge della notte, collabora anche il grande direttore della fotografia Robert Richardson, già ammirato grazie a Shutter Island, Django unchained e The hateful eight e nel capolavoro di Oliver Stone, Platoon.

 

 

 

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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