What’s UP ? I film in uscita al Cinema… dal 7 all’8 Settembre

Un discreto film francese fa da entrée per una buona settimana cinematografica, che si muove con disinvoltura tra la fantascienza da blockbuster, il thriller, il dramma impegnato e il racconto biografico. Buona visione da What’s UP ! 

Un amore all’altezza   (7 Settembre)

unamoreallaltezzaA ben vedere, il sentimento che supera le differenze fisiche è oggetto preferenziale di pellicole d’oltreoceano più che d’oltralpe. Da “Hitch” a “Amore a prima svista”, è lunga la serie di lungometraggi affini ad “Un amore all’altezza”, film ispirato all’argentino “Corazon de Leon”. Jean Dujardin prende il posto di Guillermo Francella, sul grande schermo ne “Il Clan” e “Il segreto dei suoi occhi” di Josè Campanella. Quella dell’attore francese è una parabola che ha toccato vette forse irripetibili con la vittoria del premio Oscar come miglior attore protagonista in “The Artist” di Hazanavicius, nel 2011. Guardando alla filmografia di Laurent Tirard, tutto spingerebbe nella direzione della commedia gustosa ma leggera, ma questo suo ultimo lavoro sfugge allo stereotipo del regista transalpino: se la commedia è presente, lo è in qualità d’orpello, per mascherare la profondità (relativa) d’una storia che s’impegna nell’abbattimento del pregiudizio in amore. Il sentimento di Diane (Virginie Efira) per Alexandre è autentico, passionale e “quasi” inarrestabile. Impossibile per la donna non pensare all’altezza del compagno come a un problema, anche sul versante lavorativo, dove il lavoro d’avvocatessa pone Diane dinanzi all’esigenza di dover dar conto della relazione anche nell’alta borghesia cittadina. Sottoposta al giudizio comune, la storia di Alexandre, architetto affetto da una “piccola” carenza d’altezza, e Diane, donna affascinante e statuaria, rischia di naufragare. L’amore sarà più forte delle velenose e divertite chiacchiere dei loro conoscenti ?

Il fiume ha sempre ragione   (8 Settembre)

ilfiumehasempreDifficile inquadrare Silvio Soldini in definizioni e rigidità cinematografiche. La carriera del regista milanese, conosciuto ai più per “Pane e tulipani”, suo film più popolare, è l’applicazione di un teorema della libertà espressiva che lo porta senza difficoltà dal lungometraggio al documentario, dal dramma alla commedia. Ne “Il fiume ha sempre ragione” va in scena, in pieno stile documentaristico, l’eterna battaglia tra il mutare dei tempi e il prezioso lascito di una cultura immutata. Così l’arte della parola diventa non solo un piacevole sberleffo a quel mondo che nel progressismo ha trovato la più grande delle sue ottusità, ma anche un modo di vivere e di essere. Alberto Casiraghy e Josef Weiss sono artisti e bottegai, uomini grati alla scrittura in un senso elementale, chimicamente puro , così come naturalmente immutabile è lo scorrere del fiume. Poesie e piccole opere letterarie trovano in questi due artigiani, accomunati dalla passione per la parola, una nuova vita, tra la “sensibilità del grafico e la tecnica del restauratore”.  Il film ha vinto l’audience award al Biografilm Festival 2016.

Independence day: Rigenerazione   (8 Settembre)

independenceday2Roland Emmerich ha dato  venti anni al nostro pianeta per rinsavire dal traumatico impatto di “Independence day”. In questi due decenni, mentre l’universo filmico del regista di “2012”, “Godzilla” e “Stargate” ha atteso, preparandosi ad un nuovo ed inevitabile attacco alieno, il mondo del Cinema ha regalato ai cultori dei Kolossal fantascientifici titoli come “World invasion”, “Battleship”, “La quinta onda” o “Pacific Rim”. Innegabile è che Emmerich possegga e inoculi più di altri, attraverso i suoi film, un senso del patriottismo a stelle e strisce che i più attenti notarono già in “Stargate” (un’antica popolazione di un universo parallelo acclama la barretta “Mars” ?) e che era impossibile non notare, per sceneggiatura, ne “Il patriota” e “White house down”. I maggiori detrattori del regista statunitense ne parlano come di un Michael Bay d’annata, una sorta di produttore seriale di blockbuster nei cui pensieri non è mai tramontato il sogno americano, e in questo forse Emmerich conserva quella nota di rottura con la spettacolarizzazione finalistica del regista di “Transformers”. Nel secondo capitolo di “Independence day” ritroviamo alcuni personaggi che fecero la fortuna del primo film, come il presidente Whitmore, sempre interpretato da Bill Pullman, e Jeff Goldblum, storico protagonista in “La mosca” di Cronenberg, attore che veste ancora i panni di David Levinson. Gli alieni tornano quindi a minacciare il nostro pianeta, costringendo gli esseri umani ad organizzare una controffensiva che coinvolga tutte le nazioni civili. Nel cast Liam Hemsworth (fratello di Chris Hemsworth, già visto in “Hunger Games”), Maika Monroe (“It follows”) ,William Fichtner (“Elysium”) e Jessie Usher.

Man in the dark   (8 Settembre)

maninthedarkPuò piacere o no, ma a Fede Alvarez va riconosciuto senza esitazioni il coraggio di aver saputo rinnovare una pietra miliare dell’horror come “Evil dead”, pur privandolo dell’artigianalità e dell’onnipresente senso ironico made in Sam Raimi. Il regista uruguaiano, non ancora quarantenne, è atteso ad un salto di qualità definitivo, ad una conferma in seno al Cinema di genere che lo consacri tra i più promettenti talenti della sua generazione. “Man in the dark” sembra proprio essere quel genere di occasione, un thriller intarsiato da preziose venature horror in cui si scorgono evidenti le influenze di racconti come “The terrible old man”. Come in letteratura, protagonisti della vicenda saranno tre giovani rapinatori, Rocky (Jane Levy, che ricorderete come protagonista proprio nel remake de “La casa”), Money (Daniel Zovatto) e Alex (Dylan Minnette, visto in “Bloody story” e “Piccoli brividi”). Obiettivo della banda, la residenza di un uomo anziano e cieco, che vi vive da solo. Ovviamente non tutto andrà per il verso giusto, e per Rocky, il suo fidanzato Money e Alex la “tranquilla” rapina notturna si trasformerà in un incubo mortale.

Tommaso   (8 Settembre)

tommasofilmFuori concorso alla mostra del Cinema di Venezia, “Tommaso” è il secondo film da regista per Kim Rossi Stuart dopo “Anche Libero va bene”. Al centro delle vicende, il ritratto di Tommaso, uomo in gabbia nelle sue ossessioni, incapace di amare incondizionatamente e costretto dalla sua personalità e da alcune strambe fobie a troncare in malo modo ogni relazione amorosa. Un piccolo difetto fisico o caratteriale della partner è in grado di far scivolare il nostro in un vortice di travolgente incertezza nel quale il gentil sesso rappresenta un punto d’arrivo e un angoscioso ritorno, in un rituale perverso che rischia di castrare psicologicamente il protagonista, ossessionato da un’idealistica forma di libertà. Da Chiara (Jasmine Trinca, attrice recentemente impegnata ne “La pazza gioia”) a Federica (Cristiana Capotondi) a Sonia (Camilla Diana), quello delle donne è per Tommaso un cosmo d’inestricabile diletto e sofferenza, forse la proiezione di un dramma irrisolto che ancora alberga nel suo cuore, un dramma che è forse arrivato il momento di affrontare. Montaggio affidato ad un’eccellenza del nostro Cinema come Marco Spoletini (“Il racconto dei racconti”, “Le meraviglie”, “Reality”)

 

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