What’s UP ? I film in uscita al Cinema dal 7 al 10 Novembre

Ricchissima settimana cinematografica, con autori del calibro di Terrence Malick e Marco Bellocchio. Tre interessanti opere documentaristiche svettano per qualità tra le proposte di What’s UP , accompagnate dalla base musicale di Jack Carney, con Sing street che punta, assieme a Knight of cups, al titolo di film della settimana. Buona visione !

Botticelli, Inferno   (7 Novembre)

La mappa dell’Inferno di Botticelli, il suo fascino sacrilego, per una torre di Babele rovesciata che esprime in un solo quadro la geometria della perdizione eterna. E’ lo sviluppo assieme architettonico e dotato di suggestivo impatto emotivo con l’osservatore, che ne fa, anche al di là del suo scopo puramente illustrativo, una delle opere più importanti dell’artista fiorentino. Un luogo assieme fisico e allegorico nella rappresentazione del Maestro, ed un film che nella sua pur nobile funzione storica cavalcherà, a nostro avviso con efficacia, il successo riscosso dall’omonima opera letteraria firmata da Dan Brown e dal film diretto da Ron Howard. Un breve viaggio che non si limiterà alla sola città toscana, ma indagherà trasversalmente tra città come Roma, Berlino e Londra.

Oasis: supersonic   (7 Novembre)

Una delle rock band più amate dell’universo musicale britannico. Una storia particolarissima, ma allo stesso tempo non diversa da tutte le altre. Un gruppo rock formatosi seguendo la Musica come unica risposta ad una vita di violenze e criminalità, nelle periferie di Manchester. Da tutto questo sono emersi Noel e Liam Gallagher, icone, simboli, artisti che per un ventennio hanno stupito immense platee con esibizioni di rilevanza internazionale, fino all’abbandono di Noel per irrisolvibili dissapori con suo fratello, il cantante e frontman Liam. Questo documentario di Mat Whitecross (che i più esperti ricorderanno benissimo per il pungente Road to Guantanamo) squarcia le tenebre del backstage, di quel velo insormontabile che separa la celebrità dalla vita privata, e lo fa con filmati e documenti inediti.

A spasso con Bob   (9 Novembre)

Su Roger Spottiswoode si potrebbe dir tutto e non dir nulla. Il cineasta canadese, autore di punta – e spesso co-sceneggiatore- del Cinema commerciale di metà anni ’90 (chi ha detto Fermati o mamma spara con Sylvester Stallone e Il sesto giorno con Arnold Scwarzennegger ?), raggiunse l’apice della sua “gloriosa” carriera dirigendo l’ ”alto passero” (citazione per gli amanti di Game of Thrones) Jonathan Price e il sex symbol Pierce Brosnan in 007-Il domani non muore mai. Dopo una quindicina d’anni di quasi totale anonimato, Spottiswoode si riscopre director di films sull’amicizia tra uomo e animale, proprio come A spasso con Bob. James Bowen, giovane inetto e disinteressato, “sopravvive” come artista di strada, vivendo in un piccolo appartamento e conducendo un’esistenza solitaria e priva di affetti. A scuoterlo da questo torpore affettivo sarà proprio Bob, un gattone rosso europeo ( del tutto simile a Garfield), che sfonderà letteralmente la finestra di casa sua per sconvolgere i piani al nostro James. Tratto dall’omonimo romanzo di James Bowen, un vero e proprio best seller per gli amanti del  genere, il film ha come interprete principale Luke Treadaway (Attack the block).

Che vuoi che sia   (9 Novembre)

Un film sul crowdfunding ? E’ possibile ! Lungi dall’essere una tematica estranea e di difficile aderimento al tessuto sociale moderno, questo strumento sta conquistando, specie nell’ultimo decennio, una vasta schiera di interessati e di investitori. Al centro della storia, sceneggiata e diretta dal romano Edoardo Leo, una piattaforma web deputata alla raccolta dei fondi per un progetto che potrebbe cambiare per sempre la situazione economica di Claudio (lo stesso Leo) e Anna (Anna Foglietta), permettendo loro di ottendere la stabilità economica per mettere al mondo un bambino. Deluso dall’andamento delle cose, e tradito nelle sue più rosee aspettative, Claudio lancia una provocazione al mondo del web, proponendo l’idea di caricare online un filmato che lo ritrae in atteggiamenti intimi con Anna, ma solo al raggiungimento del goal prefissato. Il successo è immediato: attirati dall’ipotesi di un contenuto sessuale, sono milioni gli internauti che iniziano ad interessarsi morbosamente al suo progetto. Al crescere delle donazioni corrisponde però una curiosità perversa del pubblico, sempre più attratto dall’intimità violata dei due. Quanto vale la sfera privata, a fronte di una cifra che rivoluzionerebbe un’intera vita ? Nel cast, oltre a Leo, Anna Foglietta, Marina Massironi e Rocco Papaleo.

Genius   (9 Novembre)

Dopo il successo internazionale di Ernest Hemingway e F.Scott Fitzgerald, l’editore Max Perkins ha raggiunto lo status di un guru nell’editoria letteraria in lingua inglese. Con reticenza il giovane Tom Wolfe si rivolse nel 1929 a Perkins, il quale accettò incredibilmente il suo primo romanzo, pur tagliandone molte parti, per via dell’indicibile prolissità dell’opera. Il film si concentra sul rapporto tormentato tra i due, sull’amicizia tra uno scopritore di talenti letterari ed un genio incompreso, un uomo irrequieto e turbinosamente avvolto nelle spire della violenza. Il ritratto di Michael Grandage è tutto scolpito nell’umanità di un sodalizio lavorativo tra due grandi personalità del secolo scorso, e si serve di un cast di grande impatto per narrare una vicenda biografica semisconosciuta: protagonista è Jude Law (che il pubblico internazionale sta imparando ad apprezzare anche grazie a The young pope di Paolo Sorrentino), affiancato da nomi quali Colin Firth, Nicole Kidman, Guy Pearce, Dominic West (storico protagonista di The wire) e Laura Linney (moglie di Truman Burbank in Truman Show). Sceneggiatura firmata da una garanzia come John Logan (Il gladiatore ; Ogni maledetta domenica; Lincoln).

Knight of cups   (9 Novembre)

Ultimo lavoro di Terrence Malick, regista statunitense  e apprezzatissimo fautore d’una poetica e di una filosofia filmica che fondono il realismo allo studio dell’uomo tramite l’impressione. Come in The tree of life, ma ad un livello di lettura completamente diverso, che mette in secondo piano la crescita esperienziale in favore del rapporto biunivoco tra l’uomo e l’altro, Knight of cups depone gli strumenti classici della ripresa per incunearsi e penetrare nel sordido e vibrante cosmo di un solo individuo e dei suoi rapporti affettivi, decodificando l’apparato filmico al livello di un’impalcatura che accompagna il soggetto lungo il percorso tracciato. Rick si muove come un corpo estraneo in una vita orgiasticamente protesa al piacere, per celare a se stesso le difficoltà nel relazionarsi con la propria famiglia. Nella sua fuga vi è un incubo che trova nella rinascita la parafrasi più crudele, la più sordida delle condanne, e nella donna il più ingannevole dei rifugi. Sei sono le donne che Rick incontra in questa fase della sua esistenza, tra le quali Elizabeth (Natalie Portman), la spogliarellista Karen (Teresa Palmer), la modella Helen (Freida Pinto) e Isabel (Isabel Lucas), ragazza innocente ed ancora di salvezza per Rick. Nel cast, ruolo da protagonista per Christian Bale, affiancato da attori come Cate Blanchett, Antonio Banderas, Imogen Poots, Wes Bentley e Joel Kinnaman. A chiudere il cerchio Ryan O’Neal, l’indimenticabile Barry Lindon nell’omonimo film di Stanley Kubrick.

La ragazza del mondo   (9 Novembre)

Per la regia di Marco Danieli, un film che non ha mancato di scatenare qualche piccola polemica sui social networks. La questione alla base di La ragazza del mondo è quella, atavica, del limite tra vissuto pieno e rispondenza ai dettami di una fede religiosa. E’ questo il caso di Giulia (Sara Serraioco), prigioniera della comunità dei Testimoni di Geova al punto da rinnegare tutte quelle realtà tipiche della sua età che le permetterebbero di crescere come una donna normale. Persino il percorso di studi universitario è ostacolato dalla rigida osservanza degli orari delle prediche, ma quando nella sua vita entrerà Libero (Michele Riondino) tutto il castello di imposizioni famigliari nel quale Giulia vive da tempo vacillerà, sotto il peso di un amore che per essere vissuto appieno comporta il tradimento della religione. Nel cast anche Pippo Delbono.

Masterminds : i geni della truffa   (9 Novembre)

Che il Cinema americano ami ricamare sulla truffa come sentiero di una fantasiosa (e pericolosa) realizzazione personale è cosa risaputa. Scolpiti nella storia recente della commedia a stelle e strisce, sceneggiature come quella della saga inaugurata da Ocean’s eleven di Soderbergh, e persino lo spielberghiano Prova a prendermi. Siamo qui a un livello inferiore, più vicino alla comicità spicciola di titoli come Dick e Jane: operazione furto o Tower heist, con una trama che si dipana attraverso il classico riscatto dell’uomo medio americano nella spirale criminosa. E’ il caso di David Ghantt (Zach Galifianakis, amato dal grande pubblico per l’interpretazione in Una notte da leoni), mediocre e buffo autista, impiegato giornalmente nel trasporto mattutino di un blindato, contenente milioni di dollari. Innamorato perso della sua collega Kelly, David si farà convincere dalla donna a rischiare quel poco che ha in una rapina, affidando l’esecuzione del colpo ad un gruppo guidato da Steve Chambers (Owen Wilson). Quando la rapina, per l’incredibile ammontare di 17 milioni di dollari, andrà a segno, David si troverà a sua volta truffato dai rapinatori, ricercato dalla polizia, e braccato da un misterioso sicario. Nel cast Kristen Wiig, Leslie Jones, Ken Marino e Jason Sudeikis. Alla regia Jared Hess, autore di modeste commedie, tra le quali spicca Napoleon dynamite.

Morgan   (9 Novembre)

In bilico tra thriller e horror, Morgan potrebbe rappresentare assieme una conferma ed una scoperta: in primis ci riferiamo a Anya Taylor-Joy, giovanissima attrice che ha in rapidissimo tempo, come da noi anticipato qualche mese fa in questa rubrica, attirato le attenzioni dei grandi producers e directors americani. Dopo The witch trattasi del suo secondo film da protagonista, anche se in tal caso divide la scena con Kate Mara, apprezzatissima interprete del serial House of Cards e del film The martian. Accanto a questa piacevole (ri)scoperta è Luke Scott, figlio ormai quasi cinquantenne di Ridley Scott, sotto la cui egida ha lavorato proprio per The martian, la novità assoluta propugnataci da Morgan. Decisosi finalmente ad abbandonare la protezione di un gigante della Storia del Cinema per tentare la strada di una personale filmografia, è il brivido il banco di prova di questo figlio d’arte, sul quale si addensano già le critiche dei malpensanti. Per quanto concerne la trama, Morgan è una ragazza figlia di un esperimento segreto di laboratorio ( qualcuno ha detto Splice ?), la cui improvvisa ed inaspettata violenza, unita al rapidissimo apprendimento di cui è capace, l’hanno resa un individuo talmente pericoloso da costringere i suoi creatori ad isolarla forzosamente in una stanza segreta, monitorandone i progressi senza il rischio di essere aggrediti. La situazione precipiterà quando Lee (Kate Mara) sarà inviata in gran segreto al laboratorio, in qualità di apprezzata problem solver, per fronteggiare alcuni strani eventi lì verificatisi. Nel cast, di buon livello, troviamo Jennifer Jason Leigh (straordinaria in The hateful eight), Rose Leslie (Ygritte in GOT), Boyd Holbrook (La preda perfetta), Toby Jones (lo ricordate ne Il racconto dei racconti di Matteo Garrone ?) e, dulcis in fundo, una star assoluta come Paul Giamatti, del quale si erano perse un po’ le tracce dopo 12 anni schiavo.

Sing street   (9 Novembre)

Sedicenne innamorato di Raphina, Conor deciderà di mettere in piedi una band allo scopo di conquistarla, proponendole d’essere la modella filmata nei videoclip delle canzoni scritte. Conor troverà nei suoi amici, nella musica e nell’amore, il modo per superare le tensioni di una problematica situazione famigliare. Quella dell’irlandese John Carney con il film musicale è una lunga storia d’amore, cominciata con l’osannato Once e proseguita con il piacevolissimo Tutto può cambiare, con Mark Ruffalo e Kiera Knightley. Se i primi due lavori seguivano, pur con un tono differente, un canovaccio similissimo, con la storia d’amore che nasceva proprio dalla condivisione della passione per la musica, in Sing street le cose cambiano: al centro della trama c’è lo sviluppo in età adolescenziale, la decisione su quale sentiero seguire, l’innamoramento nella e per la musica, e… gli anni ’80 dublinesi, tra mille influenze artistiche e musicali. L’impressione è che Sing street rappresenti una sorta di summa della carriera registica di Carney, il punto di equilibrio perfetto tra l’atmosfera più felicemente scanzonata di Tutto può cambiare e la seriosità che abbraccia il realismo di Once. Nel cast Maria Doyle Kennedy, Jack Reynor (Una notte con la regina) e Aidan Gillen.

Fai bei sogni   (10 Novembre)

Presentato all’ultima mostra del Cinema di Venezia, Fai bei sogni è l’ultimo film del nostro Marco Bellocchio. L’autore di Il regista di matrimoni, Bella addormentata, I pugni in tasca, aggiunge un’altra pietra alla sua fin qui cinquantennale carriera da regista. Tratto dal romanzo di Massimo Gramellini, è la storia di Massimo, che alla tenera età di nove anni scopre di aver perso sua madre. Anni dopo, Massimo è un giornalista, che fa i conti con un passato indecifrabile, dal quale è stato tenuto all’oscuro da chi conosceva la verità. Solo l’amore di Elisa può redimerlo, rendendolo finalmente un uomo libero dai ricordi e desideroso di scoprire la verità per poter finalmente andare avanti. Nel cast Valerio Mastandrea nei panni del protagonista, affiancato dalla bellissima Bérénice Bejo di The artist, Roberto Herlitzka, Piera Degli Esposti, Miriam Leone e Guido Caprino, che collaborano per il serial I medici. Fotografia affidata ancora una volta al fantastico Daniele Ciprì.

Gabo   (10 Novembre)

Gabo è il documentario sulla figura indispensabile di Gabriel Garcia Marquez, premio Nobel per la Letteratura nel 1982 grazie ad opere scolpite nella Storia della Letteratura sudamericana e mondiale, come Cent’anni di solitudine e Cronaca di una morte annunciata. Il film diretto da Justin Webster pennella l’uomo al di là della sua dimensione artistica e del realismo magico, riflettendo sul suo essere giornalista e individuo impegnato socialmente, anche per le numerose e celebri amicizie politiche che ha coltivato, come quella con Fidel Castro.

La leggenda di Bob Wind   (10 Novembre)

Diretto da Dario Migianu Baldi, il film è ispirato alla vita di Roberto Cimetta, tra i registi teatrali italiani di avanguardia e sperimentazione più geniali e al contempo meno noti del nostro paese. Morto nel 1988 a soli 39 anni ha collaborato con Luca Ronconi, Roberto Benigni, Lucia Poli, Roberto Citran e ha ispirato profondamente una generazione di artisti. Nel 1987 crea il Festival internazionale di Lisbona e dopo la sua morte nasce a Parigi il Fondo internazionale Roberto Cimetta per la mobilità degli artisti nel Mediterraneo, tuttora operante, a dimostrazione di quanto la sua figura abbia lasciato il segno. Il film vede protagonista Anna, interpretata da Lavinia Longhi, giornalista italo-francese di successo che decide di mettersi sulle tracce di una storia che potrebbe far luce sul suo passato. Arrivata dalla Francia in Italia, cerca di scoprire chi era Roberto Cimetta, interpretato da Corrado Fortuna. Inizia così un percorso graduale di disvelamento che la porterà sulle tracce del figlio di Roberto per scoprire, come in un puzzle, pezzi di verità che daranno senso alla sua storia. Nel cast, Paolo Brisuglia e Lavinia Longhi.

I cantastorie   (10 Novembre)

Gian Paolo Cugno, siracusano con la Sicilia nel cuore, aveva già diretto un atto d’amore verso la sua terra baciata dal sole, ma attanagliata da una triste realtà lavorativa. Da La bella società, I cantastorie si differenzia nell’essere un racconto singolare, ma non privo del fascino primitivo dell’uomo che nella semplicità riscopre il senso della propria vita. Angelo (David Coco), impresario di successo a Roma e la moglie Anna (Tiziana Lodato), giovane avvocato in carriera, devono fare i conti con la crisi economica che attanaglia l’Italia, causando la perdita del lavoro dell’uomo – che finisce col fare il manovale alle dipendenze di un suo ex operaio – e anche la fine del loro amore. Anna lascia Angelo e lui decide di ritornare in Sicilia, dopo trent’anni di assenza, con la figlia Maria Teresa (M.T. Esposito), che lo segue nell’avventura. Fino a quando un furgone e un anziano cantastorie gli cambiano la vita, convincendolo che quell’antico mestiere può essere un biglietto di sola andata per la felicità.

 

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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