What’s UP? I film in uscita al cinema… dal 3 agosto

Settimana dedicata all’horror, con due titoli tecnicamente diversissimi ma a loro modo simili e appartenenti allo stesso sottogenere: quello delle possessioni demoniache. Buona visione!

Angoscia   (3 agosto)

Inutile dire che questo lungometraggio nulla ha a che vedere con lo splendido noir a tinte mistery interpretato da Angela Lansbury e da Ingrid Bergman a metà anni ’40, film che valse alla svedese il meritato oscar come migliore attrice protagonista. Il film di Sonny Mallhi, che arriva in Italia due anni dopo la sua uscita, abbandona, al netto di paragoni ingombranti e sprecati da più parti, ogni legame con la costruzione “scientifica” dell’orrore.

Quello dello statunitense è un cinema di soluzioni registiche, in cui il silenzio è il compagno più gradito. Il modo in cui Mallhi approccia il genere, evidentemente non da veterano, essendo questo il suo primo lungometraggio dietro la mdp, ci dice molto della sua distanza dai grandi del nostro tempo. Il suo horror non sfrutta il riferimento spaziale per captare il terrore, immagazzinarlo, e restituircelo all’improvviso, ma procede nella direzione di un disagio suggerito, in cui lo studio del particolare anticipa e nega l’importanza della composizione. Anzi, proprio privando la composizione di una certa ricercatezza, e affidandosi alla desolazione della provincia rurale americana, Mallhi potrebbe aver ottenuto non solo una giustificazione “scenica” al suo approccio, ma un catalizzatore ambientale non indifferente per un film che fa dell’angoscia, appunto, il suo primo ed unico centro di gravità.

Una sorta di anti-Polanski, se pensiamo a Repulsione (e come non pensarvi, quando al cinema compaiono delle mani su un muro?). Piace o non piace? Ai posteri l’ardua sentenza, ma non è un caso se molti operatori del settore abbiano classificato il film come “drammatico”.

Al centro dell’intreccio c’è Tess, adolescente con turbe psichiche appena trasferitasi in provincia con la madre, con la quale ha un rapporto a dir poco conflittuale. In quel paese è accaduta, tempo prima, un’immane tragedia che ha colpito proprio una coppia di donne, madre e figlia: la giovane Lucy ha perso la vita in un incidente stradale. Progressivamente, Tess inizia a “soffrire” la vicinanza al luogo in cui la tragedia si è consumata, fino ad un severo peggioramento delle sue allucinazioni. Ma quanto di ciò che vede è solo frutto della sua mente? Protagonista è l’attrice Ryan Simpkins, che qualcuno di voi ricorderà piccolissima in A single man di Tom Ford. Nel cast anche Annika Marks e Karina Logue.

Annabelle 2   (3 agosto)

Iniziamo con due “stranezze”: la prima è la permanenza, nel circuito dell’horror che conta, dello svedese David F. Sandberg; il che ha del miracoloso, dopo il tonfo qualitativo del suo primo vero horror, quel Lights out tratto proprio da un suo omonimo cortometraggio di successo distribuito gratuitamente su youtube. Il secondo motivo di perplessità (se sottointendiamo quanto sia strano che un produttore attento come James Wan gli affidi un progetto del genere) è che Sandberg neghi palesemente se stesso, puntando su quella morbidezza nell’uso della cinepresa e nella definizione dell’ambientazione che era stata, in verità senza risultati eccelsi, dell’ultimo Mike Flanagan di Ouija: l’origine del male.

I toni caldi e fiabescamente edulcorati degli anni ’70 e del primo Annabelle qui rivivono non solo nei costumi di scena, ma nella scelta del cast, in cui compare non a caso anche la bravissima Lulu Wilson già vista nel sopracitato secondo capitolo di Ouija. Eppure John Leonetti non aveva affatto deluso nella prima parte di questo interessante prequel e spin off di The conjuring, ma era forse portatore di uno stile registico troppo personale persino per Wan, che da buon accentratore potrebbe aver preferito puntare su un cavallo sicuro e addomesticabile come Sandberg. Misteri della produzione che in fondo non ci competono, soprattutto se pensiamo a come Leonetti, in questo stesso periodo, sia stato impegnato con un personalissimo progetto, quello del teen horror Wish upon.

La trama ha come incipit la morte di una bambina, figlia di un costruttore di bambole. Quando, tempo dopo, la casa appartenuta alla famiglia è trasformata in un orfanotrofio per un gruppo di ragazze guidate da Charlotte (Stephanie Sigman), strani fenomeni iniziano a verificarsi. Tutto porta al rinvenimento di un’inquietante bambola, la cui presenza nella casa potrebbe essere collegata alla morte della bimba, avvenuta anni prima. Nel cast spicca la presenza di Miranda Otto, che ricorderete come moglie del personaggio interpretato da Tom Cruise in La guerra dei mondi di Steven Spielbeg, e di Anthony LaPaglia, già visto nel thriller “grishamiano” Il cliente.

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