What’s UP? I film in uscita al cinema… dall’11 gennaio

barlettanews - benedetta follia film in uscita

What’s UP torna con i film in uscita al cinema dall’11 gennaio, questa volta in un singolo appuntamento. Solo quattro i nuovi titoli in sala questa settimana, mentre si fa spasmodica l’attesa per “Tre manifesti ad Ebbing, Missouri”, anche se sia “The midnight man” che il ritorno di Carlo Verdone punteranno certamente a discreti risultati al botteghino. Buona visione a tutti da What’s UP!

Benedetta follia   (11 gennaio) primo film in uscita al cinema

Non si pensi a Benedetta follia come a una riproposizione delle tematiche di Io, loro e Lara. I due film, entrambi curata nella regia da Carlo Verdone, insistono su personaggi i cui cammini si intersecano senza mai generare parallelismi caratteriali o situazionistici tali da farci pensare a un ritorno del comico e attore romano su sentieri già percorsi. Io loro e Lara partiva dalla perdita personale della fede, dalla crisi di un’identità spirituale sempre più labile. Nel suo ultimo film da attore e regista, Verdone rimescola le carte in gioco, proponendoci una visione certamente più laica, che attiene ad una crisi più valoriale che espressamente cristiana, peraltro indotta da un singolo avvenimento traumatico. Così Guglielmo è costretto a fare i conti con il crollo delle certezze sulle quali ha eretto la sua vita quando sua moglie, dopo ben 25 anni di matrimonio, deciderà di allontanarlo. L’uomo, che per vivere manda avanti un negozio di articoli religiosi, sarà travolto, in un momento così delicato, dall’arrivo di Luna (Ilenia Pastorelli), che si candiderà come commessa per il negozio. La ragazza, dai modi diretti ed ingenui, instraderà il composto Guglielmo nel mondo dei siti e delle app d’incontri, con risultati imprevedibili ed esilaranti. Auspicabile un deciso passo in avanti dopo la fallimentare critica di sistema in cui si risolveva L’abbiamo fatta grossa, film del 2016 in cui Verdone è affiancato da Antonio Albanese. Una nuova possibilità per la Pastorelli, decisamente convincente nel noir supereroistico Lo chiamavano Jeeg Robot. Nel cast anche Lucrezia Lante Della Rovere e Maria Pia Calzone.

Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa   (11 gennaio) secondo film in uscita al cinema

Leo Da Vinci, di Sergio Manfio, è un film d’animazione ispirato alla vita e alle gesta del grande pittore e inventore rinascimentale. Da Vinci qui rivive in vesti molto più giovanili rispetto alle rappresentazioni cui siamo abituati, in una selva di scoperte e invenzioni prive di ogni riferimento temporale ma che faranno incuriosire certamente il mondo dei più piccoli. Leo è un ragazzo vivace e ingegnoso, con un grande sogno nel cassetto: riuscire a volare. Quando una banda di perfidi pirati rapirà la sua amata Lisa, Leo si metterà in testa di salvarla a tutti i costi, mettendo a frutto tutto il suo potenziale, tra fantasmagoriche trovate e strumenti che nessuno aveva mai immaginato prima. Decisamente azzeccata, da un punto di vista commerciale, la scelta di affidare la canzone principale del film a Riki, idolo tra le teenagers nostrane dopo la partecipazione al talent show “Amici”. 

The midnight man   (11 gennaio) terzo film in uscita al cinema

The midnight man è il frutto di un viaggio di andata e ritorno nelle terre del web. Non solo la forma dello “sconosciuto” attiene, nella delineazione fenomenica del terrore, alla pervasività dell’indefinito in una morfologia della paura: trattasi in questo caso, senza mezzi termini, di un fenomeno indotto non dalla dimensione mediatica della rete, ma dalla sua natura di contenitore ed amplificatore culturare “di massa”. Parliamo naturalmente di quelle leggende metropolitane e di quei rituali che rimbalzano tra i più giovani tramite le piattaforme di videosharing, come il “Rituale dei tre re”o la “Charlie Charlie Challenge”. Alex ritrova, nella soffitta di casa, le istruzioni per un terrificante gioco. Le regole rinvenute, se eseguite correttamente, risveglieranno l’uomo di mezzanotte, un essere demoniaco e mortale. È forse la parte “senior” del cast il motivo d’interesse maggiore per questo film in uscita, con Lin Shaye e Robert Englund che guidano da icone dell’horror gli interpreti più giovani. Se la Shaye è forse più ricordata per i suoi ruoli per James Wan nella saga di Insidious, a Englund si deve un apporto fondamentale nell’iconografia della paura nella settima arte, viste le sue notevoli e imperiture interpretazioni nei panni di Freddy Krueger in una della saghe più longeve di questo genere: Nightmare. In un rafforzamento delle tendenze di depersonalizzazione in seno all’orrore, il suo mostro onirico è certamente in aperta rottura con il momento attuale dell’horror commerciale, troppo ancorato alla costruzione di una tensione epidermica con il visivo e il sonoro, terreno ben poco fertile per personalità ingombranti come quella di Krueger. Nel resto del cast segnaliamo soprattutto Emily Haine e Gabrielle Haugh. Alla regia Travis Zariwny, che ha lavorato come attore al fianco di Englund nel discreto Behind the mask.

Tre manifesti ad Ebbing, Missouri   (11 gennaio) quarto film in uscita al cinema

Una donna, una madre, si misura con il dramma della scomparsa di sua figlia, in una cittadina del Missouri. L’omicidio e lo stupro della ragazza, rimasti impuniti a causa della negligenza delle forze di polizia locali e della passività nelle indagini, accendono il fuoco della determinazione in Mildred Hayes. Un anno dopo i fatti, la donna si oppone con forza ad un ambiente grottesco che sembra aver dimenticato la tragedia che l’ha colpita, e decide di affittare tre cartelloni pubblicitari per muovere offese e pesanti critiche all’operato dello sceriffo locale, William Willoughby. L’uomo investito in prima persona dalla vicenda, risponderà alle accuse, scatenando una serie di vicissitudini ai limiti dell’assurdo, che coinvolgeranno anche il suo vice, Jason Dixon. Ovvi i rimandi alla filmografia dei Cohen, con un’America segnata nel profondo da una scollatura tra porzioni di Stato perennemente sotto la luce dei riflettori e luoghi periferici ed estranei ai modelli sociali contemporanei, persino in rapporto ai principi educativi e relazionali più diffusi. Si sprecano i riferimenti cinematografici a quelle atmosfere di miserrima rassegnazione tipiche di film come Dogville di Lars Von Trier o a perle dimenticate come l’interpretazione di Spencer Tracy nel film di John Sturgess Giorno maledetto. Il riferimento ai Cohen, e in particolare al conglomerato dell’assurdo che in Non è un paese per vecchi diveniva metafora ambientale della solitudine umana, è indotto anche dalla presenza nel cast della sensazionale Frances McDormand, attrice moglie di Joel Cohen da più di trent’anni e fautrice, anche grazie alla sua interpretazione, del premio per la miglior sceneggiatura riscosso da Tre manifesti ad Ebbing, Missouri all’ultima Mostra di Venezia. La candidata (e vincitrice) ai Golden Globe interagisce nel cast con attori del calibro di Woody Harrelson, Sam Rockwell, anch’egli trionfatore ai Golden Globe come miglior attore non protagonista, il bravissimo Caleb Landry Jones, Abbie Cronish e Peter Dinklage. Alla regia ritroviamo con estremo piacere il vero autore di quello che si segnala essere uno dei titoli più interessanti tra quelli in uscita in Italia nel 2018: parliamo di Martin McDonagh, autore anche della sceneggiatura del film, come nei precedenti In Bruges e 7 psicopatici.

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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