Riportiamo di seguito la lettera inviata alla redazione di BarlettaNews dall’avvocato Michele Cianci, Presidente Operazione Aria Pulita BAT:

Faccio riferimento alla visita effettuata dal sindaco Pasquale Cascella, dall’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema e dai familiari di Alfredo Reichlin, a Barletta per partecipare alle manifestazioni organizzate dal Comune a un anno dalla scomparsa dell’illustre concittadino,  grande politico e giornalista. “Nell’occasione – ha sottolineato Andrea Camaiora, responsabile delle relazioni esterne di Timac Agro Italia – Timac è stata ben lieta di accogliere l’invito del sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, per far visitare ai familiari di Alfredo Reichlin, lo stabilimento in cui è presente il pregiatissimo esempio di architettura industriale che un tempo ospitava i lavoratori della Montecatini“. 

Ho ricevuto gli interrogativi di numerosi cittadini, che hanno visto su giornali, tv e siti web, alcuni sponsorizzati, il resoconto di quella visita. Superfluo sottolineare  che il desiderio della famiglia di visitare lo stabilimento in cui ha lavorato il proprio antenato sia comprensibile. Nulla da eccepire. Ma l’azienda è tuttora sottoposta a sequestro giudiziario con facoltà d’uso: il che comporta che non possa essere oggetto di visita da parte di delegazioni, per effetto di una ordinanza della dott.ssa Silvia Curione, sosituto presso la Procura di Trani, titolare del fascicolo di indagine sull’inquinamento nella zona industriale di Barletta. A seguito delle inadempienze della stessa azienda in merito alla bonifica del sito, il Comune ha deciso di intervenire comunque. In sostanza, dovranno essere i contribuenti a farsene carico sotto il profilo economico, visto che la giunta, guidata proprio dal sindaco Cascella, ha così deliberato, salvo  agire successivamente in danno all’azienda.

A questo punto, è lecito domandarsi: è stata chiesta ed ottenuta un’autorizzazione alla magistratura per effettuare tale visita? Se non è stata richiesta o non è stata rilasciata, non si configura forse  violazione dei sigilli in una azienda sottoposta a sequestro giudiziario, fatto di per sè molto grave, avvenuto per di più  alla presenza del sindaco di Barletta che è  ben a conoscenza della vicenda? Il 1° maggio dello scorso anno, ad esempio, proprio per l’assenza di qualsivoglia richiesta o permesso, fu negata da parte delle autorità la possibilità di accesso dell’icona della Madonna dello Sterpeto per il tradizionale omaggio “inchino”.

Quanto avvenuto, se non autorizzato dalla magistratura, oltreché inopportuno, è fortemente lesivo dell’immagine dell’Amministrazione comunale che ha preso atto, nella delibera di Giunta n.23, del 26 gennaio 2018, dell’omesso adempimento delle ordinanze di bonifica, risalenti a ben tre anni fa circa, pertanto sostitunedosi alla Timac, a spese dei contribuenti, per l’adempimento della bonifica medesima. La Montecatini dei tempi del nonno di Reichlin era una realtà diversa dalla Timac di oggi, un’azienda che continua a produrre pur non provvedendo integralmente agli adempimenti che la legge prescrive in materia di tutela dell’ambiente. La facoltà d’uso, concessa all’azienda da parte della Procura, è stata rilasciata esclusivamente per dare la possibilità ai lavoratori e nel solo esclusivo interesse di questi ultimi, di non interrompere la propria attività, non certamente per organizzare cerimonie e poi pubblicizzare le stesse con affermazioni inesatte e soprattutto non complete. Sarebbe interessante sapere se la famiglia Reichlin fosse consapevole di entrare all’interno di un immobile sottoposto a sequestro giudiziario penale, a causa dell’inadempimento della bonifica imposta prima dalla Provincia di Barletta, Andria, Trani e poi dalla Procura di Trani, atteso che oramai i cartelli dei sigilli, apposti dalla Polizia Giudiziaria, non esistono più a causa delle intemperie di questi tre anni. Questo è ciò che vogliono sapere i cittadini che respirano la stessa aria, si bagnano nello stesso mare e si nutrono dello stesso cibo, giusto per non sentirsi presi in giro.”

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