Vino, Coldiretti Puglia: ‘Smascherato falso IGP Pinot grigio’

“Incredibile l’audacia di quanti sfruttano l’immagine del territorio e delle produzioni di eccellenza, ‘sporcando’ le pregiate denominazioni pugliesi e italiane. Esprimiamo ancora una volta un vivo ringraziamento alle forze dell’ordine, in questo caso all’Ispettorato Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole e alla Guardia di Finanza di Treviso, che hanno sequestrato oltre 130 mila litri di vino etichettato falsamente come Igp “Puglia” Pinot Grigio”. Le imprese vitivinicole in Puglia hanno scelto di intraprendere un difficile ma importante percorso di qualità che ha fatto da traino anche per gli altri comparti agricoli. La qualità e la tipicità nel comparto vitivinicolo sono divenuti presto elementi di carattere non solo economico, ma connaturati alla capacità imprenditoriale che va salvaguardata a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificità dei prodotti pugliesi sul mercato globalizzato. La popolarità anche internazionale di eccellenze varietali uniche quali Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia, il successo di importanti vini a DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citare i più conosciuti, espongono il comparto a rischio frodi e speculazioni. Ecco a cosa servono i controlli serrati, a difenderci dagli attacchi dei falsari e a valorizzare la tipicità e la localizzazione del prodotto. La rintracciabilità ed i marchi, peraltro, non sono meri principi teorici e filosofici, piuttosto valori economici che vanno tutelati e valorizzati”. E’ il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, ad esprimere plauso per l’attività degli organismi di controllo che stanno alacremente portando avanti ‘l’opera di pulizia’. Per questo secondo il Presidente Cantele “è prezioso il lavoro di Ispettorato Centrale Repressione Frodi, Nas, Corpo Forestale, affiancati negli ultimi anni dagli organismi di controllo terzo delle DOP e IGP, relativo ai controlli in campo, per la verifica del rispetto delle rese per ettaro sia delle uve fresche che di quelle appassite sulla pianta”.

In quest’ottica va tutelata la campagna vitivinicola 2016, ottima per qualità e per un aumento di produzione del 15% grazie ad un andamento stagionale in genere favorevole fino ad oggi, caratterizzato da un buon germogliamento, una fioritura abbondante che, per alcune varietà, ha risentito delle basse temperature minime di inizio maggio, condizionando la successiva allegagione.

“E’ il risultato di un mix vincente di fattori che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – passando per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi, alla lungimiranza della politica regionale che negli ultimi 10 anni ha indirizzato risorse importanti sugli investimenti in tecnologia e sulla promozione, ma anche grazie a un ponderoso sistema di controlli che il settore si è dato in Italia, dopo aver toccato il punto più basso che si potesse immaginare con lo scandalo del metanolo. Per questo è bene stigmatizzare che svendere, attraverso operazioni poco chiare, per pochi euro in più l’immagine e il valore di DOC o IGT affermatesi con grandi sacrifici e sforzi da parte di tutti, porta inevitabilmente a un danno collettivo incalcolabile”.

Ad oggi sono 6 le IGT (Indicazioni Geografiche Tipiche) ‘Tarantino’, ‘Valle d’Itria’, ‘Salento’, ‘Murgia’, ‘Daunia’, ‘Puglia’ e 29 i vini pugliesi DOC (Denominazione di Origine Controllata) che detengono un valore inestimabile, intrinseco al prodotto agroalimentare ed alla professionalità imprenditoriale, che va salvaguardato a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificità dei prodotti regionali sul mercato globalizzato. Ed i risultati della scelta di qualità degli imprenditori agricoli pugliesi non hanno tardato a farsi vedere: è aumentata del 37% la produzione DOC e DOCG (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita).

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