Riportiamo di seguito il comunicato pervenuto in redazione da Nino Vinella su Pietro Mennea:

“Sul lungomare Pietro Mennea manca il monumento a Pietro Mennea. Allo stadio Puttilli la pista di atletica dedicata a Pietro Mennea è impossibile da utilizzare. Nell’atrio della stazione c’è un mezzo busto niente affatto somigliante. Barletta dimostra così quanto inadeguata sia stata, in questi sei anni dalla morte, “città di Pietro Mennea” più a parole che nei fatti.

 

Ha senso scriverlo? E giusto alla vigilia del 28 giugno, quando saranno esattamente sessantasette anni dalla nascita del Campione, avvenuta quel giorno di sabato del 1952 nella modesta casa-bottega a piano terra dei genitori, mamma Vincenza, casalinga, e papà Salvatore, sarto, in via Porta Reale numero 20.

 

Manca quel monumento a chi, per diciassette anni da quel 1979, è stato l’uomo più veloce del mondo, e lo è tuttora in Europa, con quel mitico record di 19”72 sui duecento metri (Mexico City) che sarà ricordato nel prossimo Mennea Day del 12 settembre in un quarantennale più che mai stracarico di nostalgia e di rimpianto.

 

E manca, quel monumento tante volte promesso e ripromesso dalla politica nostrana, proprio su quel lungomare dove tante attenzioni diverse si stanno concentrando in questi giorni. Attenzioni che niente hanno a che vedere con Pietro Mennea: nuove palme, nuova illuminazione, sistemazione dei marciapiedi a favore, pensate un pò, di un evento come il Jovabeach Party programmato nel giorno anniversario dello sbarco umano sulla luna, mezzo secolo fa, 20 luglio 1969.

 

Immaginate solo per un attimo se le migliaia e migliaia di persone attese in questa giornata per lo sbarco di Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti sulla litoranea di Ponente si fossero trovate davanti il monumento a Pietro Mennea…

 

Sentimenti contrastanti oggi. Nostalgia e rimpianto verso chi ha portato il nome di Barletta sul tetto del mondo. Rabbia e indignazione per l’inadeguatezza della classe dirigente di questa nostra città in rapporto alla figura di Pietro Mennea ed a quella sua particolare eredità, eredità dove i suoi più autentici “ori”, le medaglie più irraggiungibili restano ancora oggi d’esempio: spirito di sacrificio, determinazione elevata a potenza ed oltre, forza nello sport ed intelligenza nella vita umana quanto professionale, presenza pubblica nelle istituzioni d’Europa.

 

Ecco perché, caro Pietro, noi che ti abbiamo conosciuto, ti vogliamo e ti vorremo bene. Per sempre.”

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