Via Vitrani by night (e non solo!): benvenuti nella giungla!

Le foto allegate a questo articolo non raffigurano l’emergenza rifiuti a Roma, non rappresentano realtà difficili come Scampia o Secondigliano, né le discariche a cielo aperto di qualche megalopoli latino-americana, ma illustrano semplicemente ciò che i residenti di Via Vitrani sono costretti a sopportare da anni ogni estate, ogni sera, ogni notte che il buon Dio manda in terra.
Lo spettacolo è oggettivamente desolante tra avanzi di pizzeria, cartacce sporche di olio, lattine, bottigliette di plastica abbandonate per terra, sulle panchine e in quel che resta della aiuole che tanto bella resero questa zona della città. Il tutto ovviamente condito con le immancabili cartine sparse qua e là.
Oltre a tutto ciò, non di rado da queste parti si assiste durante le notti di estate a giovani autisti che alzando il volume a palla (come da slang demenzial-rappista usato dai nostri “pargoli”) si improvvisano provetti DJ,  oltre a cimentarsi in ever green come gare di rutti o partite di calcio. Il tutto rigorosamente nella fascia oraria che va dalla mezzanotte alle 4.00-5.00.
E’ il problema di Via Vitrani, ma potrebbe essere il problema del centro storico come potrebbe essere il problema di Borgovilla – Patalini quello di una generazione di ragazzi troppo spesso senza né arte né parte che annientano  la loro “paghetta” settimanale( quando va bene!!!) tra libagioni di birra o cocktail tra l’esotico e il cafonal sino a notte inoltrata senza minimamente preoccuparsi ad esempio di imparare un mestiere e costruirsi un futuro,  infastidendo troppo spesso chi di notte vorrebbe giustamente riposare dopo una dura giornata di lavoro.

Certo questo genere di denuncia  non è nuovo tra gli organi di informazione cartacei e soprattutto on line dove il lettore può commentare quanto scritto dal cronista. E tra i vari commenti di chi segue le testate on line, su questo spinoso argomento ve ne sono generalmente di due tipi: una maggioranza che stigmatizza giustamente comportamenti al limite e spesso ben oltre il vivere civile della nostra gioventù-by night,  ed una minoranza a volte fastidiosa che critica aspramente chi vorrebbe mantenere un minimo standard di senso civico nella cosiddetta “movida” magari uscendo sene con la solita frase:” volete la città turistica ma non ne volete pagare il prezzo!!!”. A questi ultimi genii vorrei chiedere: è turismo lasciare cartacce e lattine per terra? E’ turismo la gara di rutti o giocare a pallone alle 4.00 del mattino? E’ turismo fumare spinelli? E’ turismo urinare nei vicoli? E’ turismo vomitare per strada dinanzi a famiglie con bimbi piccoli dopo essersi ingozzati di alcolici e superalcolici? Pensate un po’, chi scrive credeva che turismo a Barletta fosse valorizzare il Castello, la Cantina della Sfida, le Cento Chiese, Canne della Battaglia, ripristinare lo storico viale della Madonna dello Sterpeto al posto dell’attuale schifezza immonda ecc.
Ed è proprio questo il punto. Certo le responsabilità di tali fenomeni vanno suddivise tra famiglie troppo spesso iperprotettive verso questi ragazzi teneri rampolli in casa ma spesso emeriti imbecilli fuori, scuole oramai diventate troppo lassiste (si guardi l’andamento percentuale di bocciature degli ultimi trent’anni) spesso timorose della reazione di genitori, come già detto troppo giustificazionismi nei confronti dei loro figli. Del resto cosa aspettarsi da una generazione (quella degli odierni genitori della quale chi scrive fa parte), la quale a suo tempo per dirla alla Fantozzi, avrebbe crocifisso in sala mensa chi non indossava jeans Levis , scarpe Timberland o Ray Ban alla Top Gun?
E non meno responsabile dell’inciviltà delle nuove generazioni è certo la nostra politica, la quale ha pensato giustamente di fare della nostra città una capitale della “movida” e del turismo, ma lo ha fatto come se per costruire una casa si dovesse partire dall’intonaco e dal tetto (apertura locali nel centro storico) anziché partire dalle fondamenta e dai pilastri (efficienza,educazione, senso civico, valorizzazione siti storici e culturali).  Un edificio destinato a crollare miseramente, come in effetti è accaduto dopo i primissimi anni di sviluppo della cosiddetta “movida”.
Già, la movida, termine prepotentemente diventato di moda nella nostra città grazie a chi ha avuto in mente il progetto di fare della nostra città una piccola Miami o forse una piccola L’Avana che tanto fa più figo.

Ecco, viste le barbare usanze di tanti dei nostri giovani by-night, diciamo che per il momento la nostra città più che una piccola Miami o una piccola L’Avana sembra più una piccola Medellin.

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Cosimo Campanella
Cosimo Campanella nasce a Barletta il 3 settembre del 1974. Entra nel mondo della fotografia come aiutante nel 1990 e dopo due anni di alterne fortune è costretto nel maggio del 1993 a lasciare per svolgere il servizio militare. Riesce a rientrarvi come aiutante video-maker affinando nel contempo la propria tecnica fotografica per un progetto a lungo termine. Nel febbraio 2011 inaugura lo studio fotografico Arte e Immagine a Barletta. Specializzatosi nella fotografia per cerimonie e nel video-editing non disdegna digressioni anche nel campo della fotografia in ambito storico-culturale e folkloristico. Cosimo Campanella collabora da marzo 2016 con il magazine Barletta News , scrivendo di sport, attualità, politica e cultura

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