Via Ten. Col. Domenico Senatore tra dimenticanze e inesattezze

Ho pensato molto a come dare inizio al mio intervento e poi mi è venuta in soccorso la rete ed ho trovato questo aforisma di anonimo “Scusarsi non significa sempre che tu hai sbagliato e l’altro ha ragione. Significa semplicemente che tieni più a quello che rappresenti del tuo buon senso”.

L’aforisma si adatta perfettamente ad una vicenda che chiamare grottesca vuol dire essere benevoli nel giudicarla…ma molto benevoli.

Mi sembra più che giusto fare chiarezza su un avvenimento che un po’ di mesi fa ha attirato l’attenzione di tantissimi e della quale oggi, come al solito, nessuno ricorda più che cosa trattasse, con grave nocumento per persone “tirate” in ballo e sulle quali si sono trinciati giudizi (vocabolario Treccani -trinciare- formulare in modo avventato, superficiale, sbrigativo) che non intendo riportare.

Il riferimento è alla tragicommedia “Intitolazione strada al Tenente Colonnello Domenico Senatore” molto simile, nel suo iter, a quell’altra distorsione burocratica che porta il nome di “Affaire Aldo Musti” il quale solo per sapere che fine avesse fatto la variante ’79, ha dovuto attendere la bazzecola di “62 mesi” e non si è vista ancora la parola fine.     

Va bene, anzi va malissimo, ma ritorniamo a Senatore e la sua via, si signori, la sua via e questa è la realtà e lo dimostro.

Partiamo da un dato certo e cioè che tutto nasce da una effettiva ed impellente necessità del Comune di Barletta, quella cioè di denominare  alcune strade popolate, oltre che da abitazioni private, da un numero notevole di attività commerciali ed officine. La zona è quella della “Tramvia”.

Ho voluto specificare tale situazione per far comprendere, in modo inequivocabile, che la genesi di tutto è stata opera dell’ente comunale.

Assodato questo, passo all’iter burocratico della vicenda.

Il giorno 6 giugno 2016 viene inviata ai componenti della Commissione toponomastica, la convocazione per il giorno 13, dello stesso mese, con all’ordine del giorno, tra l’altro, “Denominazione di alcune strade di Barletta prive di denominazione” con allegato elenco dove è inclusa “Traversa di via Tranvia”. Nella lettera di accompagnamento la convocazione, si legge “Scusandosi per i tempi brevi della convocazione…” che fa chiaramente intendere come fosse impellente la necessità di denominare quelle strade per non creare ancora problemi agli abitanti della zona. 

La riunione si svolge regolarmente e per le vie in questione vengono prese in considerazione, nel ventaglio di proposte pervenute, due richieste di intitolazione, avanzate da privati cittadini, relative a Vincenzo Palmieri ed appunto a Domenico Senatore. Questo perché i due nominativi sono decorati al valor militare e quindi in perfetta sintonia con la denominazione del quartiere “Medaglie d’Oro” del quale fanno parte le due vie. 

La commissione toponomastica, esaminata (attenzione!) la “dettagliata documentazione”, non i “si dice”, fornisce il “parere” positivo che viene fatto proprio dal Sindaco, Presidente della Commissione e portato in Giunta Comunale per essere ratificato. La qual cosa avviene, all’unanimità degli assessori, il 4 agosto 2016 con delibera n.148.   

Ovviamente l’iter non si conclude con l’atto di Giunta ma prosegue con l’invio alla Prefettura, come prevede la normativa, della delibera per ottenere l’autorizzazione ad intitolare aree di circolazione. L’ufficio Territoriale del Governo, ricevuta la deliberazione, la gira, il 28 settembre 2016, alla Società di Storia Patria di Bari chiedendo “di voler esprimere il parere di competenza sulla delibera n.148 del 04/08/2016, riguardante l’intitolazione delle indicate aree di circolazione”.

Il parere, favorevole (non poteva essere diversamente perché espresso studiando la documentazione), datato 20.01.2017 a firma del prof. Pasquale Corsi, Presidente della Società di Storia Patria di Bari, giunge alla Prefettura che, il 20/02/2017, invia il decreto prefettizio n. 2224 con il quale si autorizza “L’intitolazione delle aree di circolazione con le denominazioni via Vincenzo Palmieri, via Ten. Col. Domenico Senatore, via Antonio Patricolo e via Dr. Francesco Mele”.

E qui termina l’iter burocratico completato, rispettando rigorosamente e lo ripeto rigorosamente tutti i passaggi previsti dalla normativa, che ha denominato un’arteria cittadina al Tenente Colonnello Domenico Senatore e da qui non si scappa. L’ultimo atto pratico, ovviamente, l’apposizione della targa toponomastica, incombenza, però, non ancora assolta per meri problemi pratici (a quando l’apposizione della già pronta targa toponomastica?)

Ovviamente, tutto quanto riportato, è verificabile perché i vari passaggi corrispondono ad atti che, essendo pubblici, possono essere visionati da chiunque ne faccia richiesta.

Nel mezzo della lunga “trafila”, una serie di pensieri espressi ad alta voce, anche in consessi istituzionali ed ovviamente sui mezzi di comunicazione, che niente hanno avuto a che vedere con la realtà dei documenti, al contrario  sono frutto di scarsa conoscenza di persone, fatti e relative valutazioni inequivocabilmente personali.

Desidero ricordare, ancora una volta, che la Commissione toponomastica è un organo esclusivamente consultivo dell’Ente comune e che si riunisce ogni qual volta il Sindaco lo ritenga necessario, al fine di esprimere pareri, studiata la documentazione (repetita iuvant!), essendo attenta“…nella scelta delle personalità sono da privilegiare quelle cittadine e quei cittadini barlettani che sul territorio comunale e fuori da esso si siano particolarmente distinti in diversi ambiti e settori di attività: culturale, sociale, civile, militare, del volontariato e sportivo ” e la Commissione è stata attentissima a far proprie queste indicazioni.

Il sunto conclusivo spetta, alla pari dell’inizio, ad un aforisma, questa volta di Markuu Envall il quale afferma  “Una istituzione non chiede scusa. Cambia argomento, l’ordine del giorno e alla fine il personale”.

Spero di venir al più presto smentito!

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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