Il via ai lavori della I Commissione per l’istituzione del registro delle unioni civili

La nostra società attuale è sempre in continua evoluzione, nuovi tempi, e nuove esigenze portano a nuove necessità.
Con i mutamenti della società, insorabilmente, cambiano anche le famiglie, quelle nate dal legame matrimoniale non sono più le uniche realtà presenti, numerose sono, infatti, le unioni nate da legami affettivi tra due persone coabitanti sotto lo stesso tetto.
La convivenza è una tipologia di legame sempre più usuale, e sempre più diffusa. Tante sono le famiglie, con figli e senza, che non hanno creduto necessario il vincolo del matrimonio per sancire la propria unità.

Molti sono i diritti che con forza vengono richiesti dai conviventi, battaglie espresse a voce alta da soggetti che pur non essendo sposati, dichiarano l’esigenza di un attenzione legislativa uguale a quella delle coppie sposate.
Se lo Stato rimane ancora silente circa queste necessità sociali, le amministrazioni cominciano a muovere i primi passi per dare voce a tutte queste nuove famiglie.

Proprio per questo, la I Commissione Consiliare Affari Generali ed Istituzionali Annona, Sicurezza e Legalità, ha invitato la cittadinanza barlettana all’incontro tenutosi nella mattinata del 2 Aprile presso la sala rossa del castello svevo, volto a chiarire i diritti e l’impegno dell’amministrazione per la questione dei diritti delle unioni civili.
Il presidente della commisione ha infatti illustrato la volontà dell’amministrazione comunale, di creare un Regolamento di riconoscimento delle unioni civili, un vero e proprio registro anagrafico delle coppie di fatto.
In questo registro, chiarisce, l’avvocato Francesco Pannarale, i due cittadini dichiarano di essere uniti da un legame affettivo e di vivere sotto lo stesso tetto, garantendo così diritti e servizi.

Non sarebbe questo il primo caso di registro di riconoscimento delle unioni civili, l’anno scorso il comune di Bari l’ha già adoperato e attualmente risultano iscritte per le 19 coppie di cittadini.
Molte sono state le osservazioni seguite, alcune volenti sancire il primato della tipologia di famiglia unita dal vincolo del matrimonio, altre volte a sottolineare come il silenzio della legislatura italiana fino ad ora sia fortemente inadeguato per il tipo di realtà sociale attuale.
Infatti come ricordato dagli interventi dell’associazioni giovani avvocati, un disegno di legge in materia di unioni civili giace in parlamento dal 1986 pur comparendo all’interno del codice civile, penale e penitenziario.

Il regolamento riconoscimento delle unioni civili è già usato da centocinquanta comuni, garantendo vantaggi come quello del diritto di assistenza del convivente in caso di malattia.
Qualora sapientemente conosciuto, il registro potrebbe forse essere un utile strumento per questi nuovi nuclei familiari, spetta ora all’amministrazione, ascoltate le osservazioni e le domande della cittadinanza, capire se sia il caso anche per Barletta dare voce alle unioni civili silenti per l’Italia.

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