Vendola su Piano Azione Coesione: il Governo toglie alla Puglia 230 milioni di euro

Non posso non esprimere soddisfazione per la limpidezza del documento approvato dalla Conferenza delle Regioni che chiede al governo di sopprimere una norma che scippa risorse fondamentali per il futuro delle nostre comunità. Ma è una soddisfazione che non attenua l’amarezza e lo sgomento per le scelte di un governo che continua a usare le risorse destinate agli investimenti per lo sviluppo territoriale per le proprie azioni di propaganda o addirittura  per la spesa corrente.

Con il paradosso che ad essere più penalizzate da quest’opera sistematica di saccheggio sono non solo le regioni del Sud ma proprio le regioni che hanno imparato a spendere e a spendere bene. Oltre a norme penalizzanti, come quelle contenute nelle leggi di finanza pubblica, ci troviamo di fronte a interpretazioni abnormi e indecenti delle stesse norme, che cancellano impegni sottoscritti a Roma e a Bruxelles. Abbiamo, come tutti, aderito al Piano di azione e coesione, che vincolava risorse su obiettivi strategici nazionali ma con l’impegno della territorialità delle risorse: ciò che era della Puglia doveva rimanere alla Puglia.

E facendo fede al Patto con il governo abbiamo sulle risorse di quel Piano assunto impegni giuridicamente vincolanti. Abbiamo autorizzato i Comuni a investire con quelle risorse in opere fondamentali, come l’efficientamento energetico degli edifici scolastici, la rigenerazione urbana, i servizi sociali e socio-sanitari, opere strategiche per la logistica e i trasporti. I Comuni hanno fatto o stanno facendo le gare, in alcuni casi ci sono già i cantieri. Ma ora rischiamo di chiudere quei cantieri e di annullare quei bandi. Rischiamo di privare il territorio di opere importanti, di privare i cittadini di servizi e di privare le imprese di opportunità di lavoro. Questo perché il governo ci toglie 230 milioni di euro. Lo fa senza alcuna ragione e con criteri di palese irragionevolezza.  Con quei soldi vogliono finanziare incentivi all’occupazione.

Ci fanno chiudere i cantieri per incentivare l’occupazione? Davvero paradossale. E’ un mondo alla rovescia che trasforma le politiche di coesione territoriale in una barzelletta. Io mi appello all’Anci, a tutti i Comuni pugliesi, a tutti i parlamentari, affinché si impedisca questo scempio. E annuncio che la Regione Puglia ricorrerà in ogni sede contro la palese violazione del precetto costituzionale della leale collaborazione tra le articolazioni dello Stato, contro le norme e i regolamenti e le scelte che offendono i nostri diritti e privano la Puglia di ciò che le è dovuto.

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