Docufilm sulla folgorazione di Van Gogh per l’arte del Sol Levante

   La nuova stagione della Grande Arte al Cinema debutta con lo splendido docufilm diretto da David Bickerstaff che propone un viaggio meraviglioso tra le bellezze della Provenza, l’enigma del Giappone e le sale della mostra ospitata nel 2018 al Van Gogh Museum di Amsterdam.

“Van Gogh e il Giappone” in programma martedì 17 settembre alla Multisala Paolillo (ore 19.30 – 21.45) rivela la profonda folgorazione dell’artista nei confronti del Sol Levante, paese mai visitato dal pittore. Oltre a indagare la tendenza del japonisme, il docufilm guida il pubblico in sala attraverso l’arte del calligrafo Tomoko Kawao e dell’artista performativo Tatsumi Orimoto per comprendere appieno lo spirito e le caratteristiche dell’arte del Sol Levante.

Quando il periodo Edo terminò, nel 1868, e il Giappone si aprì all’Occidente, Parigi venne infatti inondata da oggetti decorativi e stampe orientali impresse con matrici di legno denominate “ukivo-è” (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”).

Van Gogh rimase affascinato da tutti gli elementi di questa singolare cultura visiva e dal modo in cui potevano essere adattati alla ricerca di un nuovo modo di vedere. Lesse le descrizioni, acquistò stampe per tappezzare la sua stanza e studiò attentamente le opere giapponesi soffermandosi sulle figure femminili nei giardini o sui bagnasciuga, su fiori, alberi e rami contorti: apprezzava di quei lavori linee e purezza compositiva tanto da farne una fonte d’ispirazione imprescindibile per la sua pittura.

Nel 1888, del resto, Parigi, era divenuta per Vincent una città troppo frenetica, di qui la decisione di partire per la Provenza alla ricerca di nuovi spunti, di un paesaggio magnifico, una luce potente, una popolazione dai costumi tradizionali e per certi versi “esotici”, capaci di dialogare con la sua visione idealizzata del Giappone e con il suo sogno giapponese. Quelli che seguirono furono anni prolifici, ma anche estremamente travagliati, che dettero vita ad alcune delle opere più iconiche della sua intera produzione, come “I Girasoli” e i suoi celebri ritratti.

Spiega il regista David Bickerstaff: “La cosa stupefacente nel lavorare a un film su Van Gogh è la ricchezza delle intuizioni che emergono dalle sue lettere o anche solo osservando da vicino le sue opere. Pensi di conoscerle, perché sono famosissime, ma ogni visione rivela qualcosa di nuovo. L’intensità del sentire di Van Gogh mentre lotta con la sua arte è messa a nudo con ogni segno che marca sulle tele. È la ricerca di una semplicità potente che ha attratto Vincent verso l’arte del Giappone”.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it.

Gli altri appuntamenti della prima parte della Stagione 2019 – 2020 prevedono alla Multisala Paolillo il prossimo 22 ottobre “Ermitage. Il potere dell’arte” e il 26 novembre “Frida. Viva la vida”.

 

 

 

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here