Valorizzazione Beni Culturali… barlettani rigorosamente out

Sarà sfuggito a molti ma, il 24 novembre nella Sala Rossa del Castello, si è tenuta la conferenza del Professore Giovanni Guzzo, tra i più noti e stimati archeologi italiani, già Soprintendente a Pompei, sul “Mistero della Corazza” esposta nell’ambito della mostra “Annibale un viaggio”.

A quell’avvenimento, inspiegabilmente disertato da tutti, uditorio compreso ( erano presenti non più di venti attente persone), ha partecipato il dott. Fabrizio Vona, Responsabile del Polo Museale Pugliese. il quale al termine della conferenza ha rilasciato un’intervista agli inviati di diverse testate giornalistiche televisive locali e le sue dichiarazioni hanno riguardato, come era ovvio fosse, la situazione del sito archeologico di Canne della Battaglia all’indomani dell’inizio dei lavori che comporteranno, oltre che la chiusura progressiva del sito sino alla totale inaccessibilità,  una spesa di 1 milione e 400mila euro da parte del Ministero Beni e Attività Culturali e Turismo e quindi denari della collettività.

A questo proposito, il dott. Vona ha reso noto che si sta arrivando ad una convenzione accurata col Comune e questo dettato dal fatto che non ci sono altre alternative per la gestione del sito e visto che l’ottanta per cento dell’area è di proprietà comunale, il Ministero Culturale chiede “un aiuto concreto, reale, fattivo da parte del Comune”.

Il “grido d’allarme” e richiesta di aiuto lanciato, deve essere sfuggito perché, gli attori di questa vicenda, distratti da situazioni ben più importanti di quattro sassi gettati lì, non hanno dato segni di vita. Anzi, scusatemi, una risposta c’è stata ed ha riguardato l’annuncio di un progetto per la salvaguardia, riqualificazione e rifunzionalizzazione della ex Cantina Sperimentale di Barletta (si badi bene non di proprietà comunale), trasmesso dall’Amministrazione di Barletta, al Commissario del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (CREA).

Per chi non ha seguito la faccenda, stiamo parlando di una struttura per la quale è stata decretata la chiusura definitiva visto che, nonostante le reiterate richieste di aiuto (tante negli anni passati), nessuno ha voluto e ripeto voluto salvarla, ergo sulla storia “Cantina Sperimentale” è stata posta una enorme e pesantissima croce con su inciso l’acronimo R.I.P. (Requiescant In Pace).

Essendo cristiano cattolico praticante e credendo quindi che i miracoli si possano verificare, spero che per l’ex Cantina sperimentale succeda ma, se il progetto che mira a tutelare e valorizzare il patrimonio culturale  bibliografico, documentario e artistico ed il valore identitario di questa attività nel territorio ( ma per questo non ci sono già le Soprintendenze con gli Archivi a provvedere?), da candidare a co-finanziamenti regionali ed europei, non dovesse essere finanziato, le spese per la progettazione, le pagherà sempre quel simpaticone di Pantalone (ed ho fatto anche la rima)? Qualche ben pensante potrebbe citare l’immarcescibile “Cicero pro domo sua” intendendo, terra terra, pensa prima a quello che è tuo e fra quello che è di proprietà dei cittadini barlettani, c’è ovviamente Canne della esterofilia-3Battaglia per non parlare di Palazzo Bonelli o del Convento di Sant’Andrea e per finire la famigerata ex Distilleria che, con un altro mega progetto, diventerebbe un museo (un vero e proprio libro dei sogni…irrealizzabili). Ma qualcuno ha spiegato a qualcun altro che il vincolo posto il 21 agosto 1990 con decreto del Ministro dei Beni Culturali, impone che il proprietario dell’immobile debba provvedere alla manutenzione della proprietà e ripristinarne lo stato così come prevedeva l’originale progetto (si parla di un paio di decine di milioni)? Come dice ancora qualche pazzo “La Legge non ammette ignoranza”.

Ma si sa ed è universalmente riconosciuto, che i barlettani sono irriducibili esterofili e le ultime conferme sono arrivate dalla presentazione delle manifestazioni per la Disfida 2016, venerdì 9 settembre scorso alle ore 12.00 nella sala stampa della Presidenza della Regione Puglia, ovviamente a Bari e la recentissima comunicazione che il giorno 2 dicembre la Pinacoteca di Palazzo Della Marra diventa “Casa De Nittis” (ma la storica casa natale del Pittore barlettano non era “strada Cordoneria” oggi Corso Vittorio Emanuele n.23?). E se ancora non bastasse, a corroborare l’amore verso l’erba del vicino, giunge la notizia che la realizzazione del nuovo allestimento della Pinacoteca De Nittis a Palazzo con relativo catalogo della collezione (Editrice Adda ovviamente e rigorosamente non di Barletta alla faccia dell’aiuto all’editoria locale), è stato affidato all’ACIT (Associazione Culturale Italo-Tedesca della Terra di Bari che si occupa della diffusione della lingua e della cultura tedesca…il buon Tonino Di Pietro avrebbe sentenziato “Che c’azzecca?”) con il contributo scientifico della prof.ssa Christine Farese Sperke.

esterofilia-4Mamma mia che brutta fine hanno fatto la Pro Loco, l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo ed i vari Valdemaro Vecchi, Don Peppuccio Damato, il Cavalier Daddato e tanti altri Barlettani (per nascita o per passione) illustri e le Associazioni del territorio.

E poi c’è ancora qualcuno che si chiede come mai, la nostra giovane Provincia, nell’annuale classifica sulla qualità della vita nei capoluoghi italiani commissionata da Italia Oggi all’Università “La Sapienza” di Roma, ottiene la peggior performance regionale, precipitando dal 67° all’82° posto.

La strada per l’ultimo posto è lastricata di…esterofilia (mi scusi Karl Marx)!

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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