Massimiliano Vaccariello su microchip e sterilizzazione: “È necessario l’avvio di una vera campagna di sensibilizzazione”

massimiliano Vaccariello

Riportiamo di seguito il comunicato dell’Avv. Massimiliano Vaccariello, Responsabile del Movimento Animalista per la Provincia Barletta-Andria-Trani, nonché candidato al Consiglio Comunale di Barletta con la lista civica “Noi con Barletta” per le Elezioni Amministrative del 10 giugno 2018.

Vi piacerebbe sapere che la città di Barletta non conta neanche più un gatto o un cane randagio? Stareste meglio nel constatare che i volontari animalisti non ricevono più decine di chiamate per soccorrere animali feriti o constatarne la morte? Quanto sarebbe bello non assistere più alla raccapricciante scena dell’abbandono di un animale o di intere cucciolate? E quanto sarebbe appagante sapere che canili e rifugi non sono più le prigioni di tante povere creature? Tutto questo non è impossibile. Questi sogni possono trasformarsi in realtà partendo dalla corretta informazione. Ed è per questo che oggi vi parlerò di sterilizzazione e microchip.

La castrazione (per il maschio) e la sterilizzazione (per la femmina) hanno lo scopo di evitare l’accoppiamento sessuale e, quindi, le nuove nascite, specialmente in esemplari costretti a vivere in strada la cui riproduzione non controllata non fa altro che aumentare il fenomeno del randagismo, del sovraffollamento di canili e rifugi, e le varie problematiche connesse. Sarebbe auspicabile che tale pratica trovasse maggiore diffusione anche tra cani e gatti di proprietà.

La sterilizzazione è un intervento chirurgico di routine, che viene effettuato in anestesia generale e adottando piccoli accorgimenti per il controllo del dolore, l’animale ha un totale recupero in breve tempo. Oltre a contrastare il fenomeno del randagismo previene neoplasie e altre malattie dell’apparato genitale (es. tumore mammario, tumore testicolare, prostatite, carcinoma alla prostata, endometrite, carcinoma ovarico, pseudo gravidanza, mastiti).

Controllare le nascite a Barletta come in qualsiasi altra regione del Sud Italia non può che rivelarsi un’arma vincente contro questa piaga, a patto che sia giustamente finanziata e sostenuta dall’amministrazione comunale.

Già la finanziaria 2007 aveva stabilito che le Regioni e le Province, nell’ambito della programmazione regionale, devono dare priorità ai piani di controllo delle nascite destinando una quota non inferiore al 60% delle risorse stanziate per la lotta al randagismo alle sterilizzazioni e ad altre iniziative intese a prevenire il fenomeno del randagismo.

Gli operatori del settore, i volontari, ma anche tutti gli altri cittadini, possono constatare facilmente che a Barletta non esiste un’adeguata politica di prevenzione (dell’abbandono e del randagismo), lo si denota anche dalla mancanza di campagne di sensibilizzazione sull’identificazione e l’iscrizione all’anagrafe degli animali d’affezione da parte della stessa amministrazione; a tal proposito, infatti, l’unica attività di sensibilizzazione viene effettuata dalle associazioni volontaristiche.

Chiariamo subito una cosa: mettere il microchip al vostro cane ed iscriverlo all’anagrafe canina è obbligatorio per legge. Perché dovremmo farlo? In primis è utilissimo in caso di smarrimento; infatti, è possibile rintracciare l’animale proprio grazie a questo minuscolo apparecchio che si infila sottopelle con una procedura ultra rapida e indolore. È un semplice transponder, una capsula di vetro biocompatibile, del tutto inerte, delle dimensioni di 11×2 millimetri che non provoca reazioni di rigetto al cane e non permette la penetrazione interna di liquidi organici. Inoltre, il microchip non emette nessuna onda ed è “leggibile” solo da veterinari abilitati, canili e Asl muniti di apposito lettore.

In secondo luogo il microchip è un utilissimo deterrente contro gli abbandoni di qualche scellerato padrone che dovesse pensare di abbandonare il proprio cane; con il microchip, il padrone reo dell’abbandono sarebbe facilmente rintracciabile e perseguibile.

In verità in Italia manca del tutto un sostegno, anche minimo, per chi adotta un cane o un gatto e infinite sono le possibilità che un’amministrazione diligente potrebbe mettere in atto al fine di incentivare le adozioni e le sterilizzazioni; ad esempio, la previsione di un ticket unico da pagare per la sterilizzazione del proprio cane o gatto o per cure veterinarie di un certo tipo, consentirebbe a chi ha un animale, ma scarse capacita economiche, di accedere ad un servizio pubblico compartecipato (ovvero con costi, almeno condivisi tra l’amministrazione ed il cittadino). Piccole accortezze del genere aiuterebbero non poco a ridurre il numero degli abbandoni, delle uccisioni e dei sovraffollamenti delle strutture che ogni giorno accolgono gli animali senza casa.

In tal modo, molta più gente si rivolgerebbe ai canili sanitari o ai rifugi, evitando a questi animali la reclusione a vita in una struttura o una triste esistenza ai margini delle strade.

Mentre leggete queste mie parole i volontari animalisti della nostra città sono alle prese con decine e decine di cani e gatti randagi, adulti, cuccioli, malati o feriti, che ogni giorno ricevono nutrimento e cure nella speranza di essere adottati per non finire nuovamente in strada. Mi chiedo se non sia finalmente giunta l’ora di mettersi una mano sul cuore e di pensare anche a chi non ha voce ma solo infinito e incondizionato amore da trasmettere senza chiedere nulla in cambio.

Parlare di sterilizzazione e microchip è un primo – per molti ancor inconsapevole – atto d’amore.

Per chi volesse ulteriori informazioni può richiederle alle seguenti pagine:

https://www.facebook.com/movimentoanimalistabat/

https://www.facebook.com/enpabarletta/

 

 

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