Vacanze, sole, mare e spiagge nel ‘900: quando il litorale di Barletta era il più famoso dell’Adriatico – Parte II

Un anno dopo, il 21 agosto 1935, anche il Giornale d’Italia si occupava della nostra spiaggia e in un articolo intitolato “La spiaggia di Barletta nel magnifico suo scenario” tesseva le lodi della litoranea di levante affermando che “… è impossibile negare che la spiaggia di Barletta è fra le più belle d’Italia. Infatti non pochi metri quadrati di arena ma chilometri e chilometri di sabbia finissima racchiusa in un magnifico scenario: da una parte il Castello Svevo, superba costruzione con i suoi bastioni a lancia e dall’altra il porto ampio, profondo ( !!!! ), sicuro, ricco di navi, pulsante di traffici con sullo sfondo un verde promontorio ( il Gargano) che si insinua dolcemente nel mare. La strada d’accesso, alberata ed asfaltata ( ???? ) non manca di nulla: né caffè, né ristoranti, né musica ed il pubblico affluisce perché trattato bene. Infatti molti sono i giuochi esistenti: dal tennis al football, ognuno nei loro campi e tutti hanno i loro appassionati cultori: non mancano le partite al mediatore, gioco di carte tipico del posto, con le relative discussioni. La sera poi tutta la spiaggia si accende di mille luci: è uno spettacolo fantastico con gli stabilimenti balneari che sono più vivi che il mattino”.  Qualcuno potrebbe pensare, leggendo l’articolo del Giornale d’Italia, che l’autore fosse obnubilato dai fumi dell’alcool quando scriveva il suo reportage ed invece era tutto vero.

Detto questo parrebbe proprio che in quegli anni tutto fosse stato rose e fiori: niente di più sbagliato. Già allora, infatti, erano presenti due grossissimi problemi e cioè quello dei prezzi elevati  e dell’inquinamento, seppur lieve, delle acque.

In una petizione inviata al Sindaco di Barletta il 5 giugno 1945, primo firmatario Camillo Esperti fu Gaetano, i cittadini facevano presente che “… quest’anno dopo tanti anni di guerra, si è rimessa in funzione la spiaggia di levante. è a nostra conoscenza che la ditta concessionaria chiede per il fitto di una cabina l’iperbolica somma di £.10.000 (oggi intorno ai 1.000 euro cioè due milioni delle vecchie lire!), mentre ci sono altre ex ditte concessionarie disposte a cedere cabine per £.5.000 e forse meno. Non si tratta Signor Sindaco di lusso o di divertimento, ma di necessità di vita, di pulizia, di salute specie per i bambini che purtroppo ne hanno bisogno ”.

Una richiesta che fu immediatamente accolta dal Sindaco dell’epoca Isidoro Alvisi il quale affidò la concessione a Giuseppe Marchisella proprietario dei Bagni Teti.

Dopo sei anni il Sindaco Alvisi dovette affrontare un problema ancor più grave e cioè l’inquinamento del mare. All’indomani di un’ispezione del medico provinciale, il 17 maggio 1951 il dott. Alvisi inviava una missiva al direttore della Società Montecatini e gli comunicava che  “… il grave inconveniente igienico-sanitario cagionato dal ristagno formatosi a ridosso della muraglia dello stabilimento di codesta Società, già varie volte segnalato, non è stato ancora eliminato. Il medico provinciale ha ordinato assolutamente l’eliminazione di tale inconveniente entro tutto il mese in maniera che, con l’inizio della nuova stagione balneare la spiaggia si presenti in perfetta efficienza igienico-sanitaria ”. La società Montecatini, messa alle strette, dovette adoperarsi per eliminare il grave inconveniente che “… danneggia e svalorizza una zona ad alta concentrazione turistica ”.

È passato più di mezzo secolo ma i problemi della litoranea di levante pare proprio che si ripropongano, ingigantiti, ogni stagione.

A questo punto non resta che augurare a tutti: Buon bagno e buona fortuna !

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteBasket on the Beach: presentato l’evento in programma per Sabato 19 e domenica 20 a Barletta
Articolo successivoWhat’s UP ? I film in uscita al Cinema… dal 14 Luglio
Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here