Vacanze, sole, mare e spiagge nel ‘900: quando il litorale di Barletta era il più famoso dell’Adriatico – Parte I

Finalmente ci siamo: le tanto sospirate vacanze sono arrivate! Le aspettiamo per undici lunghi mesi e alla fine giungono puntuali ed attese come nessun altro momento. Naturalmente, come nella maggioranza dei casi, i mesi scelti sono giugno, luglio ed agosto e la meta verso la quale puntare è il mare. Per nostra fortuna, parlo degli italiani e dei barlettani in particolare, questo elemento naturale non ci manca, tutt’altro, se si aggiunge poi che il litorale cittadino è sabbioso, possiamo considerarci veramente fortunati.

Fig. 1
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Ma (peccato che ci sia sempre un maledettissimo “ma”) la felicità di passare un periodo in tutta rilassatezza godendoci sole, mare e tranquillità, viene spesso incrinata dai tormentoni che si ripresentano immancabili ogni estate e cioè l’inquinamento delle acque, i costi sempre più elevati e l’affollamento diventato un vero e proprio assillo per i vacanzieri che si impegnano in maniera maniacale nella ricerca di posti sperduti e deserti. Non pensate però che questi “rompicapo” estivi appartengano esclusivamente ai tempi presenti e alle nostre generazioni di vacanzieri; nient’affatto e questo perché i corsi e ricorsi storici si ripresentano immancabili anche nel campo “vacanze”.

Il “Big Bang” dei problemi estivi lo si deve associare con la data stessa dell’invenzione dei lidi che possiamo fissare nel 1733 presso Scarborough piccolo centro di pescatori sulle coste dello Yorkshire in Inghilterra. Fu proprio lì che si ebbe l’idea di sfruttare turisticamente la villeggiatura marina a quell’epoca prerogativa esclusiva della famiglia reale, dell’alta nobiltà, dei “ begl’ingegni” o delle personalità alla moda e in voga.

Quando la borghesia trendy inizia a frequentare i luoghi balneari, ciò avviene in funzione di altri ritmi e diversi costumi, indipendentemente dal suo desiderio di pura e semplice imitazione.

Se dunque la matrice ideologica della città balneare è sicuramente di stampo settecentesco, lo sviluppo e la struttura architettonica si riallacciano alla impostazione della città dell’Ottocento. La cultura del viale o delle passeggiate, trova riscontro nell’unione fra i lidi e la Città storica. Quindi dai primi centri balneari inglesi, l’uso della villeggiatura marina si sviluppa anche in Italia e il primo centro in cui si pubblicizzano i bagni di mare è Livorno dove i primi stabilimenti sono composti da stanzette poste lungo il mare nelle quali sono collocate delle tinozze che, riempite di acqua marina, offrono un bagno freddo o riscaldato.

Fig. 2
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Gli amministratori del nostro Comune, in quei tempi sempre attenti (sic !) alle iniziative che potevano accrescere la visibilità in campo nazionale del proprio settore turistico e soprattutto arricchire le attività cittadine collegate a questo importantissimo business, si adeguarono presto e bene. Tutto fu fatto in maniera tale che, dopo 70 anni, le uniche strutture balneari presenti nella nostra Città sono ancora le stesse. La spiaggia di levante era considerata un vero e proprio gioiello della nostra comunità e dell’intera costiera adriatica.

In un articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno il 15 agosto 1934 si faceva notare che “… il viale Regina Elena (fig.1) è diventato la più frequentata arteria della Città. è un andirivieni continuo di vetture (calessi o break) e di auto, oltre ad un economicissimo ( andata e ritorno £. 0,80 ) servizio di autobus che proviene dalle principali vie cittadine. La spiaggia larga dalla sabbia pulita, fine ed asciutta ( a ri sic ! ) (fig.2) si svolge per chilometri. Ivi il mare, raramente burrascoso, poiché protetto dal molo di levante, è limpido, terso e cristallino ( a riri sic ! ). La vita scorre da mattina a sera sana ed igienica, tra il mare e il sole, nella calda sabbia salutare, od al rezzo di ampi ricoveri; e le naiadi (bagnanti di sesso femminile) se la spassano in allegre cicalate e molli riposi, fra il piccolo ricamo, mai completo ed i lontani sogni azzurri cullati dal murmure luminoso del mare  (più che un articolo una vera e propria lyrica). Le Autorità seguono con molta cura le iniziative  private per la spiaggia che è destinata al più brillante avvenire ( mai previsione fu più errata! ). Gli stabilimenti balneari si stendono per oltre un chilometro con numerose cabine ampie, comode e variopinte ”.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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