Urbanizzazioni “Primarie” per la nuova 167, a quando?

Necessario intervento questo che ci propone Franco Caputo,  già amministratore di  Barletta. Ripercorre le fasi più cruciali della oramai famigerata 167, la cui piena fruibilità da parte dei cittadini e ben lungi dall’essere definita.  

 

La mancata conclusione della procedura per l’appalto dei lavori delle urbanizzazioni primarie nella nuova 167 è l’ennesimo esempio dei guasti che possono ingenerarsi nel tessuto socio-economico di un territorio a causa delle ricorrenti inefficienze che caratterizzano la Pubblica Amministrazione. Una storia che si inserisce nel filone degli appalti pubblici, notoriamente caratterizzato da lungaggini burocratiche e perditempo di ogni genere, spesso consumati all’ombra di una politica opaca, disattenta e talvolta anche connivente, come spesso narrano le cronache. Una giungla di norme, codicilli, regolamenti e “buone prassi amministrative” in cui è oggettivamente difficile,  se non impossibile, individuare esattamente le responsabilità. Insomma il classico “scarica barile” all’italiana.

I pesanti ritardi ad oggi registrati, oltre ad aumentare il discredito verso le Istituzioni, costringono di fatto i malcapitati cittadini ad una precarietà insopportabile per mancanza di servizi e infrastrutture essenziali (strade, parcheggi, spazi a verde, illuminazione, fogna bianca, trasporti, ecc.). Donne e bambini spesso costretti a percorrere a piedi sentieri polverosi o laghetti artificiali, secondo le stagioni, con notevoli rischi per la sicurezza e per la salute. Beffa e danno allo stesso tempo, se si  considera che il procedimento è in larghissima parte autofinanziato, in ragione del pagamento dei relativi oneri già sopportato dai soci delle cooperative.

Una condizione che oltretutto, sul piano fiscale, potrebbe far venir meno per Comune il presupposto per cui possa esigere da quei cittadini il pagamento di alcune imposte, ad esempio la TASI (Tassa Servizi Indivisibili).

Ma tornando al mancato affidamento dei lavori, giova ricordare che si tratta di una procedura di gara avviata dal Comune nel lontano novembre 2011 che, a distanza di oltre 800 giorni dalla data di insediamento della Commissione esaminatrice (09.02.2012), non ha ancora scontato tutti gli steps procedurali, eccezion fatta per la recente ”aggiudicazione provvisoria”. Prevederne la cantierizzazione e la fine dei lavori è impresa assai difficile, qualcosa che rientra più nel campo  della “veggenza”, non certo in quello ancor più aleatorio di Tecnici o Assessori. Ad oggi, tenuto conto della durata teorica dell’appalto prevista in 700 giorni, e al netto di ulteriori “contrattempi” per  probabili ricorsi delle Imprese non aggiudicatarie, le opere potrebbero essere presumibilmente ultimate non prima della fine del 2016.

Un tempo oggettivamente spropositato che si è volatilizzato tra avvicendamenti della guida politica (dall’ex-Sindaco Maffei al Commissario Straordinario, fino all’attuale Sindaco Cascella) e  eccessivi turnover di Dirigenti del Settore Lavori Pubblici, in totale 6 di cui 4 durante la gestione Cascella.

Per inquadrare il fenomeno, senza voler essere leziosi, è utile ricordate date e cifre. Una analisi dettagliata dei tempi porta ad osservare che: dal 09 febbraio 2012 (data di insediamento della prima Commissione di gara) al 30 giugno 2014, sono stati “consumati” 831 giorni; dai 261 dell’ex-Sindaco Maffei (09.02.12 – 27.10.12) ai 187 del Commissario Manzone (06.12.12 – 11.06.13) sino ad arrivare ai 383 giorni dell’attuale Sindaco  Cascella  (12.06.13 – 30.06.14). Una “distribuzione” che non significa soltanto maggiori o minori responsabilità, ma che rappresenta inequivocabilmente, senza soluzione di continuità, la “crono-sciagura” di un autentico disastro politico e amministrativo.

Un lungo periodo di tempo caratterizzato peraltro da una comunicazione scarna da parte di una Amministrazione notoriamente avvezza ai comunicati stampa. Sul piano del controllo politico, oltre a 2 interrogazioni, va registrata e apprezzata l’azione “meritoria” svolta dalla laboriosa Commissione Consiliare Lavori Pubblici che pur riunendosi ben 21 volte, tra il 17 gennaio e il 09 maggio 2014 (dati sito web Comune), non ha mai ritenuto di inserire tra i “fantasiosi” ordini del giorno l’argomento delle “Urbanizzazioni Primarie della 167”.

Tempi assurdi, anzi “biblici”, i circa 28 mesi sin qui trascorsi che mal si conciliano con le esigenze di un territorio in grave crisi, nel contesto generale del Paese in cui a fatica si cerca di avviare le famigerate grandi riforme e altri cambiamenti strutturali per provare a mettere in moto l’economia. Verrebbe da chiedersi: ma se il “solerte” e funambolico Presidente Renzi dice di voler “rivoluzionare” il Paese nell’arco di 1000 giorni, come può il Comune di Barletta giustificare l’impiego più o meno dello stesso tempo per portare a termine una semplice procedura di gara, ancor più se si considera la rilevanza economica dell’appalto (oltre 12 milioni di euro) e le positive ricadute che esso può generare?

Si osserva invece, su questo e su altri fronti, una persistente lentezza in piena continuità con il passato, rispetto alla quale non si ha percezione di una effettiva inversione di tendenza. Rimane irrisolta, invero da molti anni e da più Amministrazioni, una questione di tipo culturale, prima ancora che politica. Sono numerosi infatti i procedimenti amministrativi (Urbanistica e Lavori Pubblici in primis) che frequentemente si inceppano oltre che per cause “fisiologiche” anche per talune forme di “artificiose”diffidenze politiche. Gli atti amministrativi, per loro natura, soprattutto se riconducibili a progetti rilevanti economicamente e/o prioritari per il pubblico interesse, vanno sorretti con determinazione. Diversamente, se considerati oggettivamente errati o inattuabili, con la giusta dose di coraggio, vanno revocati o annullati secondo le norme del diritto amministrativo.

a cura di Franco Caputo

 

 

 

 

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