Una Tragedia mai dimenticata: 55 anni fa il crollo di Via Canosa

Indubbiamente trattare il tema che permea questo articolo mi fa alquanto male anche se all’epoca avevo quasi due anni e quindi non in grado di ricordare assolutamente. Però i “racconti” dei miei genitori, testimoni sconvolti ed addolorati e le tante cronache raccolte grazie al mio lavoro, non mi lasciano scampo e per questo, in occasione dell’orrenda e colpevole tragedia, la rimembranza e testimonianza scatta automatica.

Parliamo del crollo di un palazzo in via Canosa al civico 7, avvenuto alle 6,25 del 16 settembre del 1959. Quella accaduta a Barletta è da annoverare tra le sciagure, non causate dalla guerra, più luttuose accadute in Italia in quanto le vittime di quel dannatissimo disastro furono ben 58.

È stato, senza ombra di alcun dubbio, un avvenimento tragico che ha scosso il mondo intero e che ha segnato in maniera indelebile la vita di tantissime persone e delle loro famiglie.

Nella nostra Città il dolore è sempre più accentuato, perché gli avvenimenti successi prima e dopo quel dannatissimo 16 settembre hanno tracciato un sottile e maledetto “file rouge” che li unisce e che ha come ignobile matrice l’insipienza e la mala amministrazione.

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Quel crollo ebbe eco in tutta Italia e nel mondo intero e questo lo si può dedurre dall’abbondantissima documentazione conservata presso la Sezione di Archivio di Stato di Barletta.

Basti, come esempio, il numero delle testate giornalistiche che si occuparono dell’avvenimento, ben 63 tra le più prestigiose e famose d’Italia come il Corriere della Sera, La Stampa e il Tempo oltre, naturalmente, alla Gazzetta del Mezzogiorno.
Altra dimostrazione della partecipazione, quasi planetaria, alla tragedia, viene dagli oltre 200 telegrammi giunti all’allora giovanissimo Sindaco di Barletta Giuseppe Palmitessa, tra i quali vogliamo riportare quello del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi “ …Profondamente addolorato notizie tragico crollo edificio codesta Città giunga alla S.V. e alle famiglie colpite dalla sciagura espressioni di vivo cordoglio e commossa solidarietà e voti affettuosi ai feriti”; del Presidente del Consiglio, dei Ministri Antonio Segni “… Giungemi tragica notizia e La prego presentare alle famiglie delle vittime mie profonde condoglianze e alla Cittadinanza i sensi della mia solidarietà nel dolore” e dell’Avvocato Giovanni Cassandro Giudice della Corte Costituzionale in Roma “… Voglia accogliere Signor Sindaco i sentimenti della mia viva e commossa partecipazione al grave lutto che ha colpito la nostra Città”.

Ma il telegramma che più colpisce per la sua tragicità è quello inviato da Domenico Russo (fig.1), figlio di una delle vittime, il quale trovandosi a Milano così scrive al Sindaco “ … Non fate funerali mamma, arrivo stasera”.

In sole sei parole tutto il dolore e lo sgomento che in pochi istanti ha preso la persona più cara della sua vita.

La partecipazione al dolore della Città di Barletta non è dimostrato soltanto dai telegrammi, ma anche dalle centinaia di lettere provenienti da ogni parte del mondo. Una per tutte quella giunta al Sindaco di Barletta dal signor Frank Williment abitante in Lyall Parade n.2 Wellington Est Nuova Zelanda, il quale appresa la notizia scrive “ … Caro Signor Palmitessa, la triste notizia del crollo è stata pubblicata nel nostro giornale di  Wellington recentemente. Desidero offrire la mia solidarietà a tutti i sofferenti che sopravvivono alle tragedie… Mentre mando a voi e ai vostri cittadini la mia sincera solidarietà e preghiera al Dio di Israele in vostro favore”.

fig.2Alla lettera il signor Williment allega un buono ordinario postale di 5 scellini destinato ai superstiti del crollo e che fa capire come nelle situazioni difficili ogni persona si sente fratello di chiunque soffra.

Ai funerali delle 58 vittime, che si svolsero il giorno 18 settembre, partecipò anche il Presidente della Repubblica Gronchi che per l’occasione annullò tutti i ricevimenti previsti per la concomitante inaugurazione della Fiera del Levante ed incontrò i feriti e i parenti delle vittime rimanendone profondamente colpito e addolorato tanto da inviare un secondo telegramma (fig.2) dove rendeva note le sensazioni provate.

Desidero chiudere con le parole scritte dall’inviato del giornale La Stampa Nicola Adelfi che nell’editoriale intitolato “ La fatalità non basta a spiegare la sciagura” (quanto è attuale questa considerazione!) così concludeva  “ …Ci auguriamo sinceramente che a tutti questi interrogativi gli inquirenti possano dare risposte soddisfacenti dalle quali risulti che il disastro di Barletta è avvenuto non già per la malizia di un costruttore o per la dabbenaggine più o meno interessata di qualche funzionario, ma unicamente per un capriccio del destino… Se invece dovesse risultare il contrario, vorremmo che la severità dei Giudici fosse un esempio per quanti mettono in gioco vite umane al solo scopo di aumentare le loro ricchezze. I colpevoli, in questo caso, anche se si presentano con fattezze umane, hanno nel petto un cuore di tigre”.

Come non dargli pienamente ragione ?

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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