Una Bici per Francesco

03Una catena umana di solidarietà è quella promossa dall’associazione “Barletta sui Pedali”, nella persona del Presidente Carmine Dellaquila, per dare avvio ad una raccolta fondi finalizzata all’acquisto di una speciale bicicletta “triciclata” da offrire in dono a Francesco Vurchio, un  ragazzo di 12 anni affetto dalla sindrome autistica.

<< Abbiamo conosciuto Francesco, un bambino affetto da Autismo – spiega Carmine Dellaquila– durante le iniziative organizzate dall’associazione “Barletta sui Pedali” che mi onoro di presiedere. Siamo un gruppo di amici, più che di soci, legati dalla passione per la bicicletta – chiarisce Dellaquila- passione che abbiamo deciso di mettere al servizio della comunità attraverso una struttura associativa che ci ha consentito di promuovere sul territorio passeggiate in bicicletta, e per sensibilizzare i cittadini al suo utilizzo e per poter legare le nostre iniziative a pratiche virtuose indirizzate non solo alla salvaguardia dell’ambiente ma anche volte ad offrire un contributo con finalità di utilità sociale sia per i soci che per i terzi. Ma torniamo a parlare di questo progetto denominato “ una lattina per Francesco”- prosegue Dellaquila- progetto che “ Barletta sui pedali” ha messo in campo grazie alla preziosa collaborazione di altri soggetti che sono stati coinvolti e che ne hanno reso possibile la realizzazione, attraverso altre iniziative alla stessa collegate.

Difatti, è stato possibile raggiungere la quota necessaria all’acquisto della bicicletta da donare a Francesco, non solo con i fondi derivanti dalla campagna di sensibilizzazione per la raccolta del materiale di alluminio e dal torneo di Burraco da noi organizzato presso la libreria Cialuna nel mese di dicembre, il cui ricavato è stato interamente devoluto per finanziarne l’acquisto, bensì anche per merito di una tombolata di beneficenza organizzata dai bambini della scuola elementare “Massimo D’azeglio”, nonché grazie alla collaborazione di altri istituti scolastici, quali le scuole elementari “ Musti-Dimiccoli”, “Fraggianni”, i cui studenti hanno donato a Francesco una struttura realizzata con una parte delle lattine colorate raccolte, “Modugno” ( plesso S. Ruggiero) , la scuola media “G. De Nittis”, istituto scolastico frequentato da Francesco. Inoltre – precisa Dellaquila- abbiamo potuto godere del sostegno economico di quanti, tra gli esercenti presenti sul territorio, si sono mostrati sensibili alla storia di Francesco e hanno ritenuto di non far mancare il loro contributo.. Doverosi ringraziamenti sento di esprimere anche ad altri collaboratori che hanno aderito all’iniziativa, in particolare al Comitato salviamo le periferie Barletta, alla ditta Bellino riciclo metalli, alla ASD Barletta Sportiva, al Molo 28, Lounge, wine Bar, Ristorante a buffet e alla Vurro Motors che ha fornito materialmente la bicicletta. Un’iniziativa benefica, dunque, dal profondo significato sociale che si è raccordata anche con la pratica virtuosa della raccolta e della vendita dell’alluminio, uno dei materiali più semplici da riciclare sfruttando la possibilità di rivenderlo. Trattasi, dunque, di un primo importante progetto- conclude Dellaquila- messo in campo dalla nostra associazione che si prefigge di andare oltre, nel prossimo futuro, con l’intento di orientare il proprio impegno verso altre iniziative a sfondo sociale>>.

L’iniziativa “Una Lattina per Francesco” si è svolta domenica mattina 28 dicembre, alla presenza del Presidente del Consiglio comunale, Avv. Carmela Peschechera, gentilmente intervenuta in rappresentanza delle istituzioni locali. Un plauso va rivolto anche ai cittadini che numerosi hanno partecipato all’iniziativa proposta, sfidando le avverse condizioni metereologiche e stringendosi intorno a Francesco in un abbraccio virtuale che ha suscitato grande commozione tra i presenti intervenuti.

I Giardini De Nittis  e viale Giannone hanno fatto da cornice allo svolgimento dell’ evento che rientrava nella due giorni patrocinata dall’amministrazione comunale, in occasione della ricorrenza delle festività natalizie, che ha promosso una serie di attività, svoltesi tra sabato 27 e domenica 28, all’insegna dell’animazione e dello sport,  con esposizione di stand enogastronomici.

Un programma interessante dedicato al fine settimana che ha avuto il suo “momento clou”, domenica, la cui mattinata è stata interamente dedicata alla famiglia, in particolare ai bambini, anche attraverso la collaborazione dell’associazione Aninformando.

<<L’Autismo è una malattia complessa – spiega il sign. Vincenzo Vurchio, papà di Francesco- caratterizzata da gravi disturbi della comunicazione, del comportamento e dell’interazione con gli altri. L’Autismo infantile è, dunque, una sindrome che fa paura poiché, all’inizio, a parlare sono i silenzi del bambino, i suoi comportamenti bizzarri, la sua rabbia, il suo isolamento e le sue frequentissime ecolalie. Difatti –prosegue il papà di Francesco-  un bambino autistico è un bambino con cui è difficile relazionarsi, stabilire un contatto e un legame, almeno nel modo in cui ci si aspetta di consueto di poter fare con i bambini. I genitori, a causa del disturbo, sono in difficoltà nel comprendere i problemi del bambino e nell’avviarsi  all’interazione con lui. Un  percorso lungo e affannoso quello che abbiamo dovuto affrontare per giungere alla diagnosi di nostro figlio. Un cammino tutto in salita nel percorrere il quale spesso ci siamo sentiti impotenti, soli! >>.

Non nasconde l’emozione, il papà di Francesco nel raccontare il suo viaggio nella mente impenetrabile di suo figlio. <<Purtroppo le istituzioni sono spesso assenti –precisa il sign. Vurchio- le famiglie si trovano a dover combattere da sole una dura battaglia contro un nemico di cui si parla poco e che si conosce ancora meno. Mancano le strutture adeguate per poter accogliere ed ospitare i bambini ed i loro genitori, non sufficienti sono le risorse che vengono stanziate per sostenere le famiglie con un figlio autistico. Il senso di responsabilità dei genitori con figli autistici è elevatissimo poiché il futuro per un bambino autistico è un’incognita e i genitori non sono eterni!>> 

Un appello accorato quello che il papà di Francesco rivolge alle istituzioni  affinchè si adoperino per creare sul territorio una vera e propria rete di sostegno e di servizi,  accessibile nonchè efficace.

Le famiglie che si trovano a dover combattere “lo spettro” dell’autismo hanno un disperato bisogno di aiuto che non sia concesso “una tantum” ma che le supporti economicamente, psicologicamente e concretamente offrendo alle stesse una consulenza permanente. Le isituzioni dovrebbero farsi carico

del futuro del bambino, prima e di quello dell’uomo autistico, poi, quando non vi sarà più la guida amorevole della famiglia a sostenerlo.

L’iniziativa “Una lattina per Francesco” è nata, dunque, con la finalità di realizzare, attraverso l’attività di volontariato, il sogno di un bambino autistico: possedere una bicicletta e finalmente accompagnare il papà nelle sue passeggiate. Ora il testimone passa alle istituzioni affinchè si facciano promotori di politiche volte a garantire a ciascun bambino autistico il migliore futuro possibile, poiché, come ha ben sottolineato il papà di Francesco, la famiglia non potrà occuparsi dei propri figli autistici, o affetti da qualsivoglia forma di inabilità irreversibile, in eterno. L’auspicio è, dunque, quello che coloro che ci governano, a tutti i livelli, nazionale, regionale, provinciale e comunale, non diventino a loro volta “autistici” chiudendo occhi e orecchie per non sentire, per non vedere, per non cercare soluzioni e finendo per isolare dalla società proprio chi della società ha più bisogno.

Foto gentilmente concesse dal sig. Salvatore Princigalli

 

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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