Ultime battute per la riforma delle Province: quale sarà il futuro dei lavoratori?

elezioni provinciali

Un punto comune di tutte le primissime dichiarazioni fatte dal neo-presidente della Provincia Barletta-Andria-Trani, Francesco Spina, è stato quello delle imminenti difficoltà economiche dell’ente a causa della progressiva diminuzione degli aiuti economici provenienti dallo Stato in favore degli enti locali.

Come infatti si è già precedentemente discusso, entro il 2017 i tagli ammonteranno ad un totale di 6 miliardi di euro, una cifra che teoricamente porterebbe si all’eliminazione delle province, ma per una loro, usando un termine improprio ma molto comprensibile, “bancarotta”.

Ad arginare queste preoccupazioni sono arrivate alcune dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, nonché firmatario della riforma dell’ente stesso, Graziano Delrio, il quale ha assicurato che i taglia arriveranno, ma in misura sostenibile da parte dei destinatari, purché le Province si adoperino per raggiungere i livelli di efficienza richiesti. In parole povere, bisognerà far bastare quello che arriverà, o meglio, quello che non arriverà.

La preoccupazione più impellente, dopo le più volte criticate elezioni che hanno portato alla nomina dei nuovi presidenti e dei nuovi consigli, è quella riguardante il destino degli impiegati di questo ente intermedio. Entro il 31 dicembre, infatti, ci dovrà essere la definitiva delega delle funzioni dalla Regioni alle Province e, a seconda di quante e quali funzioni permarranno o meno nell’ente provincia, bisognerà stabilire quali lavoratori dovranno essere trasferiti.

Le prime stime restituiscono un quadro poco confortante: saranno circa 20mila i dipendenti delle Province a rischio trasferimento, con 28mila che invece non subiranno trasferimenti e che manterranno il loro posto all’interno delle “nuove” Province;  una frazione consistente di quest’ultimo gruppo – almeno 10mila – sarà incaricata di occuparsi delle relazioni sempre più complesse che si avranno tra regioni ed enti locali.

Anche a questo riguardo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha speso parole rassicuranti, assicurando che, in collaborazione con i ministeri della Pubblica amministrazione e degli Affari regionali, si sta predisponendo un piano nazionale ad hoc per rendere questa transazione il più indolore possibile.

I dubbi tuttavia permangono: nonostante i consistenti tagli che l’ente subirà,  il costo delle sole retribuzioni dei suoi dipendenti raggiungeranno comunque una cifra totale di oltre un miliardo e mezzo di euro, a cui andranno sommati gli oneri a carico del lavoratore e ulteriori costi di gestione, per raggiungere dunque una somma pari ad oltre 2 miliardi e 200 milioni.

Resterà quindi da vedere se davvero il Governo riuscirà a conciliare efficacemente i pesantissimi tagli e regolare la trasformazione dell’ente Provincia secondo quanto prospettato dalla riforma Delrio, senza pregiudicare i diritti dei dipendenti e una ininterrotta fornitura dei servizi essenziali che fanno capo alla Provincia stessa.

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