Tutta la verità nient’altro che la verità secondo Franco Caputo

La vivacità dell’ex -segretario PD si affaccia  in questa giovanile  analisi politico-amministrativa che  testualmente pubblichiamo, proponendosi  , a ragion veduta o meno ( decidano i lettori),  a  ruolo di una opposizione frastagliata e sonnolenta. Buona lettura:

La confusione politica e la lentezza dell’azione amministrativa, ad oggi registrate, mal si conciliano con il crescente disagio sociale ed economico. Pur essendo trascorso quasi un anno dall’elezione del Sindaco Cascella non se ne percepisce il progetto politico-amministrativo e si avverte, per di più, una sensazione di sostanziale staticità accentuata probabilmente da irrisolti nodi politici che, come di solito, hanno come cassa di risonanza la Giunta Comunale. Quella Giunta che, nel suo nascere, aveva visto il Sindaco godere di ampie prerogative accordate dai Partiti nella scelta degli Assessori che, nel volgere di pochi mesi, ha visto venir meno prima il Prof. Villani e successivamente il Dr. Chieppa.

Il Primo, apprezzatissimo studioso e docente universitario, autentico “viatico elettorale” del Sindaco, fortemente voluto a presidio della “legalità”, poi dimessosi per “motivi personali” soltanto poche settimane dopo; il Secondo, nominato in quota Scelta Civica (?!!), affermato commercialista ed esperto di temi economici che avrebbe dovuto prendersi cura delle politiche di bilancio, sfiduciato sin dalle prime battute e fatto dimettere dai rispettivi Consiglieri Comunali (Lanotte e Maffione). Un vero atto di forza fatto passare in gergo politichese come: “espressione politicamente non rappresentativa di Scelta Civica”.

Sullo sfondo, accanto a queste vicende, la grana irrisolta della rappresentanza in Giunta in quota alla Lista del Sindaco nella persona dell’Assessore Tonino Rizzi, anch’egli messo in discussione a più riprese dai Consiglieri Comunali (di “serie B”) Mazzarisi e Calabrese.  I Due infatti, a differenza dei Consiglieri di Scelta Civica, rischiano di fare, come suol dirsi, la parte dei “pesci in barile”. Il loro “agitarsi” sembrerebbe già neutralizzato con la recente costituzione “a sanatoria” dell’Associazione “Barletta Insieme”, formata in larga parte da coloro che erano candidati nella Lista Civica “Cascella Sindaco Insieme”.

Nel volgere di pochi giorni, dopo lunghi mesi di sonno profondo durante i quali si erano perse le tracce della Lista del Sindaco alcuni hanno deciso di creare ex-post un nuovo “soggetto politico”, di cui peraltro farebbero parte l’Assessore Rizzi e lo stesso Sindaco. E’ sin troppo facile scommettere sull’esito che produrranno le “sofferte decisioni politiche” dell’Associazione all’esito delle lunghe controverse discussioni che saranno inevitabilmente di segno opposto rispetto a Scelta Civica, lì il cambio, qui la conferma: l’Assessore Rizzi non si tocca. Quando si dice “gli amici”!

A guardar bene, un insieme di questioni tanto assurde quanto incongruenti che denotano quantomeno uno stato di generale approssimazione e mancanza di regole politiche chiare. Non si tratta di facile critica, non è “gufismo”, né si è complici di qualche complotto che possa turbare i sonni del Sindaco. Si è purtroppo innanzi a dati di fatto che, complice il silenzio dei partiti, non possono risolversi a suon di comunicati stampa. Se persone autorevoli come il Prof. Villani “abbandonano” la nave, o figure competenti come il Dr. Chieppa, impegnato in un difficile lavoro in materia di Programmazione e Bilancio, devono soccombere ai soliti giochetti di certa politica, e se altri interessi ancora possono ingenerare ulteriore instabilità allora è giusto, anzi doveroso, che si facciano emergere le responsabilità.

Apprendere dalla stampa che taluni ruoli politici e istituzionali possano essere surrogati da improvvisati quanto rispettabili “comitati di tecnici ed esperti” in materia fiscale e di bilancio (ipotesi peraltro non supportata dalla vigente normativa), semplicemente perché non si riesce a nominare un Assessore, è l’ennesimo segnale della scarsa capacità di armonizzare istituzioni e politica, per mettere quest’ultima nella condizione di esercitare pienamente il ruolo che le compete. Né giova ammantare certe scelte di puro ripiego come esempio di processo partecipativo. La partecipazione, benché necessaria e auspicabile, rimane un processo complementare rispetto alla politica, cui compete, attraverso i Partiti, il primato e la responsabilità delle scelte per il governo delle comunità. Se ci si lamenta della “insufficienza” dei Partiti (spesso motivata) è ancor più necessario stimolare la piena partecipazione di essi, in tutte le sue componenti (istituzionali e non), prima ancora di attivare illusorie e pretestuose forme di partecipazione della società civile.

Si è agenti del cambiamento autentico nella misura in cui si è capaci di esercitare quella intransigenza tanto vagheggiata con chiarezza e trasparenza, a tutela dei cittadini, delle Istituzioni e della politica (per quel che rimane).

Franco Caputo

(ex- segretario PD)

 

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