Troppi antibiotici… Puglia seconda sul podio. La Regione interviene con una delibera.

 

 

“Uso inappropriato di antibiotici”.

Non può che essere questa la ragione per la quale la Puglia si “classifica” seconda  nel farne uso. Evidenti e più volte palesate le gravissime conseguenze che a tale comportamento seguono.

Infatti, l’abuso di tali farmaci apre la strada all’antibiotico-resistenza, fenomeno per cui molti batteri acquistano la capacità di resistere all’azione dell’antibiotico che quindi diventa inefficace.

Ad allarmare maggiormente è la consapevolezza che a farne un uso eccessivo sono anche i bambini.

La resistenza batterica agli antibiotici è divenuta negli ultimi anni un serio problema a livello mondiale tanto da render necessario l’intervento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

A livello europeo, a gennaio del 2017, il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) ha pubblicato i dati forniti dallo European Antimicrobical Resistance Surveillance Network circa il consumo di antibiotici nei 28 Paesi dell’Unione Europea e i fenomeni di resistenza.

In generale, il rapporto sottolinea la preoccupante presenza di resistenze nei batteri gram-negativi.

Continua infatti  ad aumentare la resistenza in due specie di batteri sotto sorveglianza: Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae. Queste due specie, responsabili di infezioni urinarie e altre infezioni nosocomiali, mostrano un aumento nelle percentuali di resistenza alle cefalosporine di terza generazione, fluorochinoloni ed aminoglicosidi.

A livello nazionale, con il chiaro intento di “porre un freno” all’uso eccessivo degli antibiotici, l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) è da diversi anni impegnata nella campagna “Senza regole gli antibiotici non funzionano”; trattasi di campagna avente la finalità di sensibilizzare i pazienti sull’importanza di non assumere antibiotici per curare l’influenza, infezioni virali o raffreddori non di origine batterica e di ricorrervi solo quando necessario e dietro prescrizione medica, seguendo scrupolosamente dosi e tempi della terapia per non inficiarne gli effetti.

Se è vero però che a volte il paziente consuma autonomamente tali farmaci (residui di una confezione non esaurita)  è altrettanto vero che questi spesso vengono prescritti superficialmente dal medico.

Con tale consapevolezza, evidentemente, la  Giunta della Regione Puglia, in data 14 febbraio, ha approvato una delibera riguardante “Misure urgenti per la razionalizzazione della spesa farmaceutica territoriale -Interventi volti ad incrementare l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci Antibiotici”.

I dati che si evincono – riscontrati dal Sistema informativo Tessera sanitaria del Ministero dell’Economia e delle Finanze, con riferimento al periodo gennaio-novembre 2016- sono allarmanti.

La delibera illustra gli antibiotici di cui fino ad oggi si è fatto maggiormente uso e che hanno fanno si che la Puglia risultasse  tra le prime due regioni a più alta spesa e consumo.

Si tratta soprattutto dei farmaci ad ampio spettro di azione come:

Cefalosporine di Terza Generazione (ATC J01DD); Associazioni di Penicelline con inibitori della Beta-Lattamasi (J01 CR);  Fluorochinoloni (ATC J01MA); Macrolidi (J01FA); Altri antibatterici -Amfenicoli (J01XX) con particolare riferimento alla Fosfomicina.

Soltanto i predetti rappresentano il 92% del totale della classe degli antibiotici.

L’elenco offerto dalla delibera non sorprende se si considera che l’Aifa già nel 2016  ha denunciato che nel territorio nazionale e soprattutto al Sud, il 41% dei soggetti con diagnosi di affezioni virali delle prime vie respiratorie (influenza, raffreddore, laringotracheite acuta) riceve una prescrizione di antibiotico assolutamente inutile in presenza di virus. A tanto aggiungeva che  i macrolidi, fluorochinoloni e cefalosporine vengono erroneamente prescritti in un caso su tre per la terapia della faringite o della tonsillite acuta e le cefalosporine  iniettive e i fluorochinoloni per il trattamento della bronchite acuta in assenza di diagnosi di asma o BroncoPneumopatia Cronica ostruttiva.

La delibera regionale al fine di evitare il protrarsi del citato uso scorretto degli antibiotici, sia in età adulta che pediatrica, prevede un sistema di monitoraggio bimestrale al fine di verificare la corretta applicazione della delibera stessa.

Mediante il sistema regionale Edotto saranno verificati gli andamenti prescrittivi e in caso di comportamenti anomali verranno avviati procedimenti disciplinari ed amministrativi.

A consentire  il raggiungimento di tali obiettivi saranno, oltre i citati procedimenti, un’adeguata informazione nei confronti degli assistiti nonché l‘organizzazione di eventi formativi mirati circa l’uso appropriato degli antibiotici.

Ci si chiede a questo punto a cosa porterà tale delibera.

E’ stata stimata una riduzione nel 2017 della spesa farmaceutica convenzionata, relativa agli antibiotici, di almeno l’80% del gap riscontrato per le menzionate categorie di antibiotici a maggiore spesa, tra la Puglia e la media nazionale.

E’ stato conseguentemente stimato un risparmio annuo pari a circa 20 milioni di euro.

Sicuramente a beneficiarne sarà anche la salute dei pugliesi e magari… il prossimo anno non saremo  più sul podio!

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Maria Teresa Caputo
Maria Teresa Caputo è nata a Barletta nel 1977. Dopo il diploma di ragioneria conseguito nel 1996, si è laureata in giurisprudenza nel 2003 presso l’Università degli Studi di Bari con votazione 110/110. Nel 2006 ha superato l’esame di avvocato presso la Corte di Appello di Bari, conseguendo l’idoneità. Durante l’esercizio della professione legale si è dedicata in particolare al diritto civile, partecipando a numerosi seminari.

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