Trent’anni fa la leggendaria promozione in serie B del Barletta

Giunge oggi al termine il nostro racconto della stagione calcistica 1986/87 del Barletta Calcio Sport del compianto presidente Franco Di Cosola. Un romanzo a puntate di cui oggi, a trent’anni esatti da quell’indimenticabile 7 giugno 1987, raccontiamo l’ultimo e più affascinante capitolo, che inizia col il “derbissimo” Barletta-Foggia della dodicesima giornata di ritorno e si conclude con l’apoteosi di Sorrento.

Ma andiamo per ordine. Dopo l’importantissimo successo di Benevento, i ragazzi di mister Marchioro sono attesi dal derby del Comunale contro il Foggia. Una partita carica di tensione sia per ragioni di classifica, sia soprattutto per ragioni di ordine pubblico visti i seri incidenti della gara d’andata.

Ma come di frequente accade in queste occasioni, alle grandi attese della vigilia e al grande spettacolo sugli spalti, fa da contraltare un match troppo teso e scorbutico che non può fare altro che concludersi sullo zero a zero. Un punteggio che costringe ancora una volta il Barletta a rimandare l’appuntamento con la vittoria sui “satanelli” foggiani che ormai manca dal 2-0 del febbraio 1984. Tuttavia le belle notizie per i biancorossi giungono da Siena, dove la Casertana si lascia incredibilmente sconfiggere dai toscani ultimi in classifica, e da Martina Franca dove il lanciatissimo Catanzaro non va oltre il pari contro i pericolanti padroni di casa.

Domenica 3 maggio è ancora tempo di derby. Questa volta in trasferta contro l’ottimo Monopoli di Gianni Balugani che è in piena lotta per un posto nella Coppa Italia dei grandi. Il Barletta va subito in vantaggio con un tocco sotto misura di Paolillo che infila la porta bianco verde rimasta incustodita dopo una respinta del portiere De Toffol. Il Monopoli riuscirà tuttavia ad agguantare il pareggio nella ripresa con Lanci per quello che sarà l’uno a uno finale. 

Del secondo pareggio consecutivo dei biancorossi riesce ad approfittarne solo il Catanzaro, che sconfigge non senza sofferenza l’ostico Campania-Puteolana, mentre il derby campano tra Salernitana e Casertana termina a reti inviolate. Si va quindi all’ultima sosta di campionato con Barletta e Catanzaro appaiati in vetta a 38 punti. Due in più della Casertana che dopo la vittoria sul Barletta nello scontro diretto, pare decisamente in fase calante.

I rossoblu di mister Giuseppe Materazzi, faticano infatti anche nel in casa il pericolante Licata, mentre Barletta e Catanzaro superano col minimo sforzo e il minimo scarto rispettivamente Teramo ( 1-0 al Comunale con il diciassettesimo gol di D’Ottavio) e Nocerina in trasferta. Due squadre che ormai ampiamente salve.

La domenica successiva si gioca la 15esima (e a conti fatti decisiva) giornata di ritorno, col Barletta che non va oltre uno scialbo zero a zero in casa di un orgoglioso ma già retrocesso Siena, col Catanzaro che faticando più del previsto in casa contro il Brindisi riesce ad isolarsi in vetta alla classifica, e soprattutto con la Casertana che perdendo male a Foggia, dice praticamente addio ai sogni di promozione, essendo ora staccata di quattro punti dal Catanzaro capoclassifica, e di tre punti dal Barletta a sole due giornate dalla fine. 

E domenica 31 maggio si gioca Barletta-Catanzaro. Al Comunale di Via Vittorio Veneto sono presenti quasi in ventimila appassionati, grazie anche ad una cospicua rappresentanza di supporters calabresi. Non solo. In via assolutamente eccezionale, per motivi di ordine pubblico, la partita viene trasmessa su RAI TRE, con tra l’altro l’ulteriore onore della telecronaca del grande Nando Martellini.

Il Barletta deve vincere per ottenere la matematica promozione in Serie B, mentre per il Catanzaro è sufficiente un pareggio.

E divisione della posta sarà, con le emozioni in campo limitate soltanto alla prima mezz’ora di gioco, quando al sollecito vantaggio ospite dell’esperto attaccante Vittorio Cozzella, il Barletta ha risposto con una fucilata su calcio di punizione di Castagnini al 29esimo del primo tempo. Nel secondo tempo si è invece assistito ad una stucchevole e fastidiosa melina a centrocampo da parte delle due squadre, di quelle che oggi, colmi di indignazione, chiameremmo “biscotto”. Ma ormai quel che accade in campo è pura formalità ed al fischio finale dell’arbitro hanno inizio: la grande festa del Catanzaro, aritmeticamente promosso in B; lo storico gemellaggio tra le due tifoserie che dura tutt’oggi. 

Ma soprattutto ha inizio a Barletta una lunga festa che si protrarrà dal fischio finale di Barletta-Catanzaro, sino alla settimana successiva il match del 7 giugno in quel di Sorrento. Si perché la gara dello Stadio “Italia” tra il Barletta e i ragazzi di mister Faustinho Canè, ormai da settimane retrocessi in C/2, sarà poco più che una formalità. 

Scarnecchia e compagni saranno seguiti in quel di Sorrento da oltre quattromila barlettani festanti, pronti ormai a scatenare la più grande festa popolare che la nostra città ricordi. Un sogno lungo 55 anni che diventa splendida realtà quando il bomber di scorta di mister Pippo Marchioro, il napoletano Roberto Rovani, infila di testa il portiere sorrentino Nunziata, per quello che sarà si l’unico goal della sua stagione, ma che forse è il goal che rimarrà per sempre nella memoria di tutti i tifosi biancorossi di una certa età.

Al gol di Rovani e a partita ancora in corso, sia a Sorrento che a Barletta ha inizio una specie di Carnevale di Rio, anche perchè nel frattempo il già promosso Catanzaro sta letteralmente passeggiando dinanzi al suo festante pubblico su quel che resta della Casertana. Il Barletta è finalmente in Serie B dopo una storia prima fatta di sali-scendi tra la vecchia Serie C e la Serie D, poi con l’amara retrocessione in C/2 per un solo goal nel 1978/79, poi con la rinascita ed il record di imbattibilità interna durato oltre quattro anni (marzo 1980-maggio 1984) ed infine con l’avvento della presidenza Di Cosola e con il decisivo salto di qualità.

Per la cronaca, il 7 giugno 1987 il Barletta sale in serie B con il Catanzaro mentre retrocedono in serie C/2 Martina, Benevento, Siena e Sorrento. Che gioia quei momenti, che bello averli vissuti e quanta amarezza ci pervade a ripensarli oggi che non c’è una squadra, non c’è (per ora ) una società e si naviga in Eccellenza tra vicissitudini del presente e del recente passato tutt’altro che chiare. A tutto questo si aggiunge l’ulteriore amarezza di una città e di un’amministrazione che nulla ha organizzato per celebrare gli eroi dell’87, e che nulla ha fatto per celebrare il trentennale di quella che è stata si una festa sportiva, ma che per anni ha portato alla ribalta nazionale la nostra città. Ribalta nazionale che al giorno d’oggi siamo capaci di ottenere soltanto tramite le Iene o Striscia la Notizia, quando va bene.

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Cosimo Campanella
Cosimo Campanella nasce a Barletta il 3 settembre del 1974. Entra nel mondo della fotografia come aiutante nel 1990 e dopo due anni di alterne fortune è costretto nel maggio del 1993 a lasciare per svolgere il servizio militare. Riesce a rientrarvi come aiutante video-maker affinando nel contempo la propria tecnica fotografica per un progetto a lungo termine. Nel febbraio 2011 inaugura lo studio fotografico Arte e Immagine a Barletta. Specializzatosi nella fotografia per cerimonie e nel video-editing non disdegna digressioni anche nel campo della fotografia in ambito storico-culturale e folkloristico. Cosimo Campanella collabora da marzo 2016 con il magazine Barletta News , scrivendo di sport, attualità, politica e cultura

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