Dopo Marco Lodola, esplosione di Pop Art con Guido Corazziari, Giancarlo Montuschi, Roberto Mazzeo, Roberto Bertoni e Cisky alla Ismi Arte contemporanea di Trani, come già era stato annunciato nei comunicati di inaugurazione della galleria stessa alla fine del 2017.

Ora, in questo momento storico, piu’ che mai la Pop Art si rivela quale espressione piu’ idonea perché chiunque sia raggiunto, divertendo e infierendo.
Cinque artisti di provenienze ed esperienze differenti con linguaggi ed espressioni diverse eppure così vicini nell’intento .
Così li presenta Isabella Michetti per il catalogo presente in galleria:
“……Surreale, nostalgica, per certi versi primitiva, l’arte pop è una favola disseminata di personaggi d’altri tempi fra i pennelli di Giancarlo Montuschi, che a una papera animata vagamente ammiccante affianca i Beatles in versione fumetto variopinto, mentre un vecchio jukebox rilegge sornione una loro hit.

Protagonisti, i colori, vivaci e resi saturi dalla stesura generosa, sfruttano la totale assenza di impianti prospettici per esplodere in ogni punto della tela, riempiendo le retine.
Divertente, arguta arte pop. Guido Corazziari, architetto e docente di arte digitale, gioca con i simboli dei beni di consumo più diffusi. In un panino da fast food morsicato rivede la sagoma del marchio più celebre di prodotti tecnologici; rifinisce la base multimediale a colpi di acrilico, per fissare ulteriormente nel colore la miscellanea eterogenea di immagini e simboli – ed è subito iPop.

Può essere davvero easy, l’arte pop. Si può permettere di citare, con riguardosa leggerezza, i grandi dell’arte moderna, rielaborandone i capolavori. Si può coinvolgere, sotto l’egida del pop, in un progetto rigorosamente aperto – Easypop – persone e attitudini diverse. Si può rinunciare all’individualismo della firma in favore del simbolo più easy che ci sia – uno smile grande abbastanza da diventare rifinitura ultima dell’opera, un po’ marchio un po’ soggetto. Libera irriverenza in regime di libera fruizione di ogni immagine possibile.

Sono altrettanto pop certi ritratti innaturali ed estremamente realistici. Roberto Bertoni sonda meticolosamente i volti, seguendo le pieghe impercettibili di una smorfia appena accennata, le rughe di un pensiero insistente. La macchina fotografica ferma l’istante sulla pellicola, ma nel suo destino ci sono sfondi di pagine di giornale corredate da motti enigmatici. Ne risulta, in omaggio a Warhol ma senza lasciarsi sedurre dalla riproducibilità seriale, una ritrattistica profondamente efficace. Le pennellate stemperano l’innaturale fissità dello scatto fotografico lasciando affiorare tratti essenziali – come a uno specchio sa farsi più fedele, con l’aumentare dell’intensità con cui lo si fissa, l’immagine di chi vi si riflette.
Può essere pop persino la volontà di denunciare l’ingiustizia, la vicinanza empatica a quanti la subiscono.
Cisky guarda alla tragedia del continente nero, allo sfruttamento perpetrato ai danni di intere generazioni di popoli inermi. Gli acrilici sanno amplificare la scintilla di coraggiosa incoscienza negli occhi di due bambini, mentre brillano, sul capo di una giovane donna dal volto emaciato e segnato dallo sconforto, manciate di rubini e diamanti in mostra come a una svendita da grandi magazzini. Lo sfavillio del resto seduce, il glam insidia l’idea della bellezza. Eppure “dai diamanti non nasce niente”; dal trash, invece, può nascere arte pop.”

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