Torna in sala “Per un pugno di dollari”, capolavoro di Sergio Leone

Curare il monumento cinematografico nella sua splendente interezza, assicurarsi che le piaghe del tempo non intacchino la sua fragile e incommensurabile bellezza, è un’opera di per se nobilissima negli intenti, pur  ignorando volutamente il valore o il proposito del risultato finale. La presentazione della celebre “trilogia del dollaro” al 67° Festival di Cannes è stata infatti perunpugnodidollariaspramente criticata da chi, come Angelo Draicchio di Ripley’s Film, avendo già curato un ottimo restauro nel lontano 2007 con la Cineteca Nazionale di Roma, ha rinvenuto in questa decisione una nemmeno tanto velata iniziativa promozionale, con protagonista la cineteca di Bologna, per essere presenti alla preziosa kermesse. Le voci e i pareri si rincorrono, ma l’Arte rimane, incorruttibile agli occhi di chi la sa apprezzare.

Ed eccoci di nuovo  immobili ad ammirare la potenza visionaria e mitologica di un Cinema nel quale si stagliano figure scolpite nella roccia, tali da riverberarsi vivide e immortali perché incastonate in un mondo eretto in loro onore. Un pistolero di nome Joe arriva in un villaggio dell’estremo sud degli Stati Uniti, al confine con il Messico. Egli, notata la forte contrapposizione vigente in città tra le due potenti famiglie dei Rojo e dei Baxter, si schiera segretamente con entrambe per metterle l’una contro l’altra. Dopo essere stato catturato dai Rojo e dal pericoloso Ramon, riesce a liberarsi non prima di aver salvato la bella Marisol e la sua famiglia. Il duello finale tra Joe e Ramon nella via principale di San Miguel, si concluderà con la vittoria del primo, ristabilendo giustizia nelle strade assolate della cittadina.

L’ambientazione curata da Leone rivive di una forza propria perché violentemente sconnessa da un inquadramento prettamente storico, ed è questa informe teatralità del fattore spazio-temporale a rappresentare il punto di rottura definitivo tra l’epica del western all’americana e quello spaghetti’s. Il luogo in Sergio Leone (per l’occasione sotto lo pseudonimo di Bob Robertson, a fini esclusivamente commerciali) si fa beffe dei tempi e dei perché, facendosi terreno per la genesi di confronti titanici assoluti e annullando l’importanza della giustificazione morale nella contrapposizione primitiva degli sguardi. Ne discende un universo denudato dal senso delle azioni, che prende corpo esclusivamente nel passaggio della cinepresa come proscenio perunpugnodidollari1dell’Uomo e delle sue scelte, assorbito da un Eastwood carnalmente diviso tra eroe e anti-eroe. Un capolavoro che ha un in sé un germoglio infantile, assieme ad una caratterizzazione morbosamente erotica e rivoluzionare che scioglie nella delimitazione dell’inquadratura il significato istintivo di una violenza catartica.

A questo si affianca un sottotesto simil-cavalleresco, una rivisitazione stereotipata ma non priva di un certo fascino rustico dell’individualismo in chiave moderna, realizzata ed amplificata dalla semplicità situazionistica e dall’inutilità di una qualsivoglia immedesimazione ed interpretazione etica del racconto. In tal modo il trasporto emotivo del western americano e della sua classificazione valoriale lascia il posto alla visceralità di figuri come il Ramon di Gian Maria Volontè, al primitivismo della sopravvivenza pura e semplice che non si interroga ma guarda al grilletto come alla più giusta delle divinità e al più misericordioso dei destini.

“Al cuore, Ramon ! Se vuoi uccidere un uomo devi colpirlo al cuore ! ”

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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