Dopo una pausa di 14 anni, torna il Certame Cavalleresco nella suggestiva cornice del fossato del Castello. Va bene il racconto dell’evento storico, i fuochi d’artificio e la cavalcata in costume per le principali vie della città, ma se questa scenografia è accompagnata dal Certame la sua carica spettacolare non può non fare presa sul pubblico. Con prospettive anche di crescita per l’economia della città, se dovesse essere programmato annualmente e rientrare nel calendario nazionale degli eventi standardizzati come il Palio di Siena, la Giostra della Quintana di Foligno o il Palio di Asti. Finché non si potrà sapere con dodici mesi di anticipo la data esatta della manifestazione, considerandola costante, essa non potrà però essere inserita nei circuiti nazionali e internazionali delle agenzie turistiche. Datazione consolidata che porterebbe un incremento straordinario di presenze, e a quel punto non saremmo più noi a suggerirla nel calendario nazionale, come evento estemporaneo, ma l’Agenzia Nazionale delle rievocazioni storiche a proporla come un evento stabilizzato. Il che già avviene a livello regionale a cura della Gazzetta del Mezzogiorno, che nel pubblicizzare, mesi fa, una “Guida alle rievocazioni storiche pugliesi e lucane”, introduceva il fitto inventario (110 eventi, di cui ottanta pugliesi) proprio con la Disfida di Barletta. Pubblicazione certificata da una introduzione degli assessori Loredana Capone (Turismo) e Raffaele Piemontese (Bilancio).

Ma anche a livello nazionale la nostra Disfida ha recentemente ricevuto una gratificante valutazione, quando – a una nostra domanda di sostegno al Certame – il Mibac, cioè il Ministero della Cultura, ha risposto positivamente con un congruo appoggio economico, classificandoci al secondo posto delle rievocazioni storiche che ne avevano fatto richiesta.

Segnale che quest’Amministrazione, e in particolare il sindaco Cannito, hanno intrapreso un promettente percorso finalizzato alla organizzazione annuale del Certame con l’intento di far rivivere il famoso avvenimento come il più importante degli appuntamenti storico-rievocativi nella vita socio-culturale della città. Anche un modo per attrarre turismo destagionalizzato, e al tempo stesso promuovendo territorio e cultura. Con una speciale attenzione per i più piccoli, gli alunni delle nostre scuole.

E l’annoso problema dei costi, che aveva fin qui scoraggiato qualsiasi iniziativa? A parte lo stimolante sostegno del MIBAC, l’esperienza della Federcultura calcola che una manifestazione storica registra in media 24.000 presenze e occupa circa 450 persone (volontari compresi). Un’economia che può autofinanziarsi per il 60% delle sue necessità, fra sponsorizzazioni, vendita dei prodotti e ricavo dai biglietti, a condizione che si crei e si stabilizzi una struttura organizzativa efficiente e collaudata. Al di là dei numeri, pur sempre approssimativi, le dinamiche legate alla organizzazione di una rievocazione storica possono animare una piazza come quella di Barletta trasformandola in un palcoscenico capace di attrarre migliaia di turisti.

È auspicabile una rievocazione in chiave spettacolare, doverosamente sostenuta dalla conoscenza della avvincente vicenda, quale è quella del riscatto dell’italico orgoglio in un tempo dominato dalle divisioni e dalle guerre.

 

 

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Un po’ di storia

 

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di fare un po’ la storia delle manifestazioni che sono state realizzate nel corso degli anni, risalendo alle prime due cavalcate storiche per le vie cittadine, nelle giornate 12-13 febbraio del 1965 e del 1966, promosse dal Comitato Organizzatore “Madonna della Disfida”, di cui si resero promotori mons. Peppino Damato, il cav. Damiano Daddato soprannominato “Scavott”, col sostegno del presidente della Pro Loco avv. Gaglione, del sindaco Michele Morella e dell’assessore allo Sport e Turismo Vittorio Grimaldi, sotto il patrocinio dell’EPT (Ente Provinciale per il Turismo). Presidenti onorari il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e del Consiglio Aldo Moro.

Apprezzata la rievocazione per le strade cittadine, ma la vera grande aspirazione, fin dall’inizio, era realizzare il Certame, e per questo evento bisognò aspettare il coinvolgimento nel 1967, dell’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo. Il primo Certame Cavalleresco, sotto l’impulso di coordinamento operativo dell’Azienda e del suo direttore Vittorio Palumbieri, si svolse nel vecchio campo sportivo “Lello Simeone” ed ebbe un insperato successo.

Gli attori-cavalieri furono eccezionali nel far rivivere il Certame sulla base della cronaca dell’“Anonimo Autore di Veduta”. Insomma la Disfida era partita e la Televisione, a rete unica, non si lasciò sfuggire l’occasione di riprenderla e mandare in onda le sequenze più significative, inserendo così l’evento fra i più apprezzati del panorama nazionale.

L’edizione del 1968 ebbe un successo ancora maggiore perché si operò con largo anticipo, con un adeguato sostegno del Ministero della Cultura, evitando gli errori dell’esperienza precedente. Venne confermata la fiducia al maestro Musumeci Greco per la preparazione del combattimento mentre la regia venne affidata all’architetto Enzo Del Prato che si valse dell’aiuto del giovane Francesco Gorgoglione. Questa volta però la data della manifestazione venne spostata al 7 e all’8 luglio, nel pieno della stagione turistica. Il successo fu indiscusso, Barletta addobbata con trofei, bandiere spagnole e tende per gli accampamenti; cavalli, stuntmen e costumi di prim’ordine curati in ogni particolare e indossati, oltre che dai cavalieri, da splendide fanciulle e atletici giovanotti. Bellissimi i manifesti che ne hanno lasciato un bel ricordo, ma il Ministero del Turismo, per la successiva edizione, fu sordo ad ogni tentativo di sostenere l’iniziativa, così il presidente dell’AAST, Biagio Capacchione, si dimise irrevocabilmente. Per questo motivo il Certame fu sospeso e nei quattro anni successivi ci si limitò solo a realizzare il corteo rievocativo.

Poi, per dodici anni, dal ’73 all’84, le Amministrazioni comunali che si succedettero e l’Azienda di Soggiorno e Turismo – sotto la guida del Presidente Ruggiero Dimiccoli, del direttore Vittorio Palumbieri e col sostegno della Regione – riuscirono a valorizzare la rievocazione del Certame: nel ’73 e ’74 l’Amministrazione Tupputi, nel ’75 quella Palmitessa, nel ’76 Messina e nel ’77 e ’78 Borgia. Nel triennio ‘81/’83 Frezza, nell’84 Russo. E fu l’ultima.

Quindi un lungo intervallo, una pausa dovuta a un concorso di fattori: le sistematiche crisi politiche, quella dell’AAST, la interruzione del sostegno regionale, l’inagibilità del terreno dello stadio…

 

 

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Fino ai Certami del 1999, 2000 e 2001, realizzati nel fossato del Castello sotto l’impulso del sindaco Francesco Salerno, e finalmente, nel 2003, il Certame in occasione della ricorrenza del V Centenario della Disfida. Un anno straordinario segnato da una molteplicità di eventi, con la partecipazione di enti, associazioni e sponsor. L’edizione del 2003 si avvalse dell’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica, del Parlamento Europeo, della Regione Puglia, della Provincia di Bari e dell’ANCI. Alla copertura delle spese concorsero anche la Banca d’Italia, la Camera di Commercio, l’Acquedotto Pugliese, la Bar.S.A. e alcuni privati.

Il calendario degli eventi, una sequenza ininterrotta di iniziative che esordirono il 12 febbraio 2003 nel Teatro Curci con un convegno intitolato “Il contesto e la memoria”. Il giorno dopo fu presentato il francobollo della Disfida. La festa del V Centenario durerà sette mesi, ricchissima di iniziative, e si concluderà il 14 settembre con un memorabile Certame, il più sontuoso di quanti ne erano stati celebrati fin lì.

Cominciato con il giuramento in piazza Marina, la sera del 13, sullo sfondo della grande porta, si completerà il pomeriggio del giorno successivo nel fossato del Castello, spettacolare cornice all’imminente scontro fra i cavalieri italiani e francesi. Gli uni di fronte agli altri, ciascuno trattenendo il proprio destriero, in mezzo ad uno scintillio di armature e al multicolore spettacolo offerto dai variopinti abbigliamenti. Non si aspettava che lo squillo delle trombe per dare inizio all’epico scontro che si concluse con la vittoria dei nostri campioni. Per le vie della città sembrava di rivivere la cronaca dell’“Anonimo Autore di Veduta”, il primo cronista dei fatti di quel memorabile 13 febbraio 1503: “li fuochi per le strade, li lumi alle finestre, le musiche di variati suoni e canti, che non se ne potrian per humane lingue narrare…”.

E veniamo ai giorni nostri. Sembrava che dopo 14 anni dall’ultimo Certame (2005) se ne fosse perduto anche il ricordo, tanto s’era sbiadito col trascorrere del tempo, e invece il sindaco Cannito, nel suo programma, l’anno scorso, aveva annunciato la volontà di ripristinarlo. Sembrava una promessa di circostanza, fatta a beneficio di una velleitaria prospettiva… E invece Cannito ci ha creduto veramente e ha organizzato in sordina l’evento, cominciando tuttavia con una dichiarazione pessimistica, che poco di buono lasciava intravedere: “Non ci sono risorse…”. E allora? “Intanto partiamo, poi si vedrà”. Si partì da una somma modesta, che progressivamente si andò rimpinguando. Fin quando, inaspettatamente, nei giorni scorsi, è giunto un contributo del Ministero della Cultura, a premiare il nostro evento turistico come il secondo per importanza e notorietà su un palcoscenico nazionale. Di buon auspicio per gli anni venturi. Bisogna pensarci, se si vuole che la Disfida prenda stabilmente piede fra gli eventi nel calendario delle manifestazioni turistiche che contano… Ed oggi, eccoci alla vigilia dell’epico scontro!!

Sarà anche questa volta festa di popolo, oggi come allora, il pomeriggio di sabato 21 settembre 2019, e la sera per le strade, oggi come in quel memorabile 13 febbraio del 1503, anche questa volta, nello sbandieramento di cento gagliardetti, nel rullare dei tamburi, tra sbandieratori e giocolieri, e giochi pirotecnici, le armi italiche avranno ancora ragione di quelle francesi, riaffermando, una volta di più, l’ardimento e il coraggio dei nostri invitti campioni.

 

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