Torna a casa… Capitaneria di Porto! Dopo 70 anni nuova destinazione per l’ex mercato ittico – Parte II

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fig. 1

L’Amministrazione Comunale dell’epoca, guidata dal Podestà cav. Violante, si attivò prontamente per dotarsi di una struttura utile ad eliminare ogni problema collegato alla distribuzione del prodotto pescato. Da premettere che con deliberazione n.104 del 31.1.1936 e n.609 del 6.6.1936, il Comune si era dotato di un regolamento, approvato dal Ministero dell’Agricoltura e Foreste, per il funzionamento del mercato all’ingrosso del pesce e quasi contemporaneamente (il 1939 n.d.r.) l’Ufficio Tecnico aveva proposto il progetto per un mercato ittico al coperto. Lo stesso doveva “ …comprendere alcuni locali per la Direzione e contabilità, rilievi statistici ecc. a disposizione dell’Istituto che gestirà l’Amministrazione e la Cassa. Il salone per le vendite di m.13,70 x 18,00; n.4 locali riservati agli astatori ed alla Polizia Urbana ed inoltre n.3 celle frigorifere, aventi le dimensioni di m.3,60 x 5,60 x 2,80, con anticella per l’eventuale conservazione della merce invenduta,l’impianto per la produzione di 350 kg/h di ghiaccio ed il locale per la conservazione del ghiaccio predetto, la sala macchine con due compressori. Vi sono inoltre alcuni locali per deposito da cedersi in affitto a privati e produttori per ricovero attrezzi ”. La spesa prevista per la realizzazione dell’immobile (tempo di ultimazione dei lavori fissato in 12 mesi) fissata in £. 317.767,76 e per la fornitura e posa in opera dell’impianto frigorifero £. 237.000

Il progetto dell’Ufficio Tecnico redatto dall’Ingegnere Capo Raffaele La Regina in data 15 marzo 1939 (figg.1 e 2), veniva approvato e i lavori della costruzione affidati, con contratto del 18 marzo 1940, alla ditta Ceci Donato & Figli, mentre l’appalto per la fornitura dell’impianto frigorifero veniva aggiudicato alla ditta Officine Meccaniche ing. Dell’Orto di Milano.

Capitaneria 3
fig. 2

L’ammontare della spesa previsto inizialmente per £.317.767,76 passò prima a £.350.000 ed infine a £.357.432,64 conteggiando gli interessi per ritardati pagamenti (poco più di £.7.000 un’inezia!!!). Nella sua relazione sul conto finale, il direttore dei lavori iniziando l’esposizione premetteva che “ … La costruzione del mercato del pesce, si può dire, ha una vera e propria storia tante furono le vicende che si susseguirono dall’inizio alla fine, costruzione che non si potette completare per le cause che saranno illustrate nella presente relazione”.

Il collaudo dei lavori fu effettuato dall’Ingegnere Capo del Corpo Reale del Genio Civile di Lecce Ing. Comm. Valerico Maggiorotti in data 18 maggio 1944 e l’inaugurazione il giorno 22 del successivo mese di giugno.

Neanche il tempo di sistemare tutti gli addetti alla nuova struttura che il 1950, cioè solo sei anni dopo, l’Amministrazione Comunale, Sindaco Isidoro Alvisi,  avvertì la necessità di apportare modifiche al mercato e con delibera n. 63 del 5 maggio 1950 argomentava che “ … tale impianto completato durante la recente guerra, ha subito alternative fortunose (?) varie, fra cui l’occupazione da parte di truppe estere donde manomissioni e deterioramenti che hanno reso il frigorifero inutilizzabile e parti dello stabile seriamente danneggiate … delibera l’effettuazione di lavori per ripristinare le parti danneggiate e concede in uso all’amministrato sig. Digiovinazzo Savino i locali annessi al mercato ittico costituenti il frigorifero di detto mercato ”.

Da allora gli interventi sulla struttura sono andati via via aumentando fino ad arrivare ad una totale dismissione dello stabile. Come è frequente in questi casi, da quel momento in poi si riproponeva periodicamente il grosso problema della riqualificazione e destinazione sia dell’area circostante che, soprattutto, dell’immobile. In tempi non sospetti (subito dopo l’istituzione della nuova provincia) riportavo in uno dei miei pezzi un pensiero non proprio sbagliatissimo e cioè chiedevo “ … In questo periodo di dubbi amletici sul reperimento di immobili per la neonata Provincia, pensare ad un riutilizzo della sede dell’ex Mercato Ittico è un’idea così peregrina ?

Come diceva qualcuno “ dai e dai una giusta eppur la dici ”.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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