Torino: Fiera Internazionale del Libro, eccelle Lagrasta edito da Rotas

E’ da notare il grande successo che la cultura barlettana, rappresentata da Giuseppe Lagrasta e dal suo libro “Italo Calvino. La città e la rivoluzione dello spazio interiore”, in occasione della fiera internazionale del libro di Torino. Riportiamo una delle tante note che premia l’attività culturale barlettana.

Il famoso prof. Alberto Asor Rosa, illustre storico della nostra letteratura, introdotto dall’editore Renato Russo, ha aperto la serie delle presentazioni istituzionali della Regione Puglia, con il libro del preside prof. Giuseppe Lagrasta Italo Calvino. La città e la rivoluzione dello spazio interiore, edito dalla Rotas.

Il prof. Asor Rosa, dopo aver avuto parole di apprezzamento per “la piccola ma eccellente casa editrice capace di titoli così impegnativi”, ha spiegato al numeroso pubblico presente in sala il volumetto di Lagrasta e così – al tempo stesso – la metafora di Calvino quando nei suoi libri parlò dello spazio interiore che si forma nella quotidianità della vita nell’ambito delle nostre città. Il modello del futuro pensato dal grande scrittore ligure è New York dove egli visse due anni, ma non è sempre agevole seguirlo nelle sue peregrinazioni interiori. Certo, però, questo stretto legame fra la nostra spiritualità, la nostra cultura, le nostre esperienze di vita non possono che essere filtrate da questo costante legame con il territorio, le case, le industrie, le strade che percorriamo ogni giorno e che convivono con noi e dalle quali non possiamo prescindere, anche a costo di restarne soffocati.

Asor Rosa approfondisce questi aspetti e spiega così, contestualizzando il messaggio di Calvino con la chiave di lettura che ne offre il suo interprete Lagrasta. Non è un’operazione semplice questa chiave interpretativa, che offre il destro al professore di rispondere alle domande di Russo del perché dell’attualità del famoso scrittore ligure. Quesito complesso, conferma Asor Rosa, ma che egli spiega con la sua abituale abilità di semplificare le cose più astruse, affidando allo scrittore la volontà di mantenere viva una visione classica del passato, però proiettandola al tempo stesso su un futuro dagli imprevedibili sviluppi per i quali dobbiamo attrezzarci per tempo. Non solo tecnologicamente, ma anche culturalmente.

 

 

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