Timori fondati per la presunta diffusione del virus Ebola?

Fratelli d’Italia interpretano una nota dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

“In Africa è tornato il virus Ebola, oltre al Ghana, si parla di diffusione in Senegal, Sierra Leone e Liberia; le autorità ghanesi hanno moltiplicato i controlli alle frontiere e così Togo, Burkina Faso, Costa d’Avorio e Mali, ma di tutto questo la Regione Puglia così come la nostra amministrazione, sembra non essersene accorta.
La propagazione del virus è avvenuta con un’imprevedibilità tale che ad oggi non è possibile fornire dati certi sul numero delle vittime dovute all’epidemia”, questo è quanto testualmente afferma Giuseppe Palmitessa, Portavoce cittadino di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale.

“Secondo quanto diffuso da una nota del WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità) – continua Palmitessa –  si parla di 200 casi clinici, tra cui 135 decessi, 24 gli operatori sanitari contagiati in Guinea, con 13 morti; Casi clinici di Ebola sono stati segnalati a Conakry (47 casi, tra cui 16 decessi), Guekedou (117 con 80 morti), Macenta (22 con 16 morti), Kissidougou (6 con 5 morti), Dabola (4 con 4 morti) e Djingaraye (1 con 1 decesso)”.

“Dunque, un bilancio in considerevole evoluzione rispetto al primo focolaio di infezione individuato il 22 marzo scorso.
Mentre l’Unione Europea si affanna ad elargire un cospicuo supporto economico, aumentando gli aiuti sino ad 1,1 milioni di euro per assistere le popolazioni locali colpite dall’epidemia, l’allarme giunge anche dai Paesi confinanti, dove aumenta il numero di casi sospetti ed in queste ore tange addirittura i confini europei (tanto è vero che alcuni paesi membri hanno già disposto la relativa profilassi) visti i flussi migratori che in questo preciso momento stanno giungendo soprattutto sulle coste italiane già esposte agli sbarchi”.

“Il massiccio ed incontrollato arrivo di ondate di clandestini dalle regioni dell’Africa più esposte al virus, che il Governo favorisce invece di respingere, fa si che l’Italia sia il primo Paese europeo a dover fare i conti con il virus dell’Ebola, tremenda infezione che porta alla morte in poche settimane.
Procedere all’identificazione dei migranti che arrivano sul nostro territorio è un’operazione ai limiti dell’impossibile e la Puglia come la Sicilia (ricordiamo che in questo momento stanno sbarcando centinaia di migranti….), rischia dunque di essere impreparata a fronteggiare quella che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito come la più grave epidemia degli ultimi anni”.

“Nel nostro Paese vi sono già dei casi in osservazione in alcuni centri di identificazione ed espulsione (CIE), ma il lassismo delle autorità ed il solito “buonismo” becero ed insensato potrebbero favorirne ugualmente il diffondersi del temibile virus.
Come avviene in questi casi, le autorità cercano di minimizzare per non creare allarmismi affermando che il rischio di epidemia o di contagio risulta essere limitato; tuttavia, occorre ricordare che il dato che preoccupa maggiormente gli stessi infettivologi è il tempo di incubazione del virus ebola che varia dai 2 a i 21 giorni per la trasmissione a contatto con sangue e secrezioni, ed arriva sino ai 49 giorni per contagio derivante dallo sperma.
Occorre quindi prevedere strutture attrezzate ad ogni tipo emergenza, ricordando che con l’imminente arrivo della stagione estiva i flussi migratori si faranno più intensi ed i (CIE) ancora più affollati di quanto non lo sono”.

“Ad oggi, non è dato sapere se l’Italia abbia attivato o meno procedure di sicurezza in conformità a quanto già disposto dagli altri paesi europei, pertanto Noi di Fratelli d’Italia–AN – conclude Giuseppe Palmitessa – crediamo sia utile ed indispensabile che l’amministrazione comunale disponga apposita istanza alla Regione Puglia, al Governo ed al Ministro della Salute al solo fine di chiarire formalmente se il nostro Paese rischi o meno il contagio e quali siano le misure profilattiche che si intendano adottare a tutela dei cittadini.
Stiamo forse aspettando il primo caso di contagio in Italia per intervenire?”

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