Di seguito una nota di Daniela Cascella come portavoce dell’Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista di Barletta a proposito dell’ultima nota della Timac Agro pubblicata e diffusa di recente dalle testate giornalistiche.

Spettabile Redazione,

vi scriviamo in merito alla nota diramata dalla Direzione della Timac in merito al sequestro del sito.

Ci aspettavamo in detto comunicato un’accelerazione di ciò che in questi ultimi 2 anni non è stato fatto, ovvero la comunicazione dell’inizio dei lavori riguardanti la Bonifica della falda sotterranea chiesta per ben 2 volte dalla Provincia oltre che della  messa in sicurezza disposta dalla Regione e sinora mai attuata. Anni trascorsi con l’ottenimento da parte della Timac di varie deroghe concesse della Magistratura della facoltà d’uso dell’impianto.

Invece, nella nota,  si legge l’ennesima legittimazione da parte della dirigenza stessa, quasi come fosse una sorta di vittima sacrificale da parte della Magistratura. E per la prima volta in 2 anni si legge che tale bonifica della falda sotterranea deve esser fatta ad impianto chiuso.

Tale comunicazione per noi, Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista di Barletta è inaccettabile ritenendola solo una puerile giustificazione a quello che viene scritto solo nelle ultime righe e che invece per la sua importanza andava posto in maggior risalto, ovvero l’essere loro: “costretti a procedere tramite l’apertura di una procedura di licenziamento collettivo per cessazione attività”.

Questo ci pone delle domande: Da chi son stati costretti ad avviare la procedura di licenziamento collettivo? Dalla Magistratura che si pone solo il rispetto delle leggi? Che c’entra porre la situazione occupazionale al pari dell’operato della Magistratura? Perché dopo 2 anni si son resi conto che tale Bonifica andava fatta ad impianto chiuso?

Sembrerebbe che tale affermazione nel pieno della campagna elettorale per l’elezione del nuovo Sindaco di Barletta sia una sorta di ricatto il quale sarebbe moralmente inaccettabile. Ovviamente speriamo di sbagliarci e che nelle prossime ore ci sia un passo indietro della Timac ovvero il ritiro di tale provvedimento e l’inizio immediato della Bonifica. Questo nel buon nome dell’azienda stessa e del suo rispetto dei suoi lavoratori e della città stessa di Barletta.

Se questo non avverrà ci impegneremo a chiedere un Fondo di solidarietà per i suddetti lavoratori legati ad una serie di iniziative di rivalsa verso la stessa azienda a tutela dei lavoratori e della Città stessa e per tale scopo chiediamo l’immediato consenso di tutte le forze politiche in campo.

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