Riportiamo di seguito la lettera inviataci dall’Avv. Michele Cianci, Presidente del Comitato Operazio e aria Pulita Bat, a proposito della situazione in cui versano i lavoratori della Timac.

Egregio Direttore,
siamo rammaricati per quanto accaduto oggi, noi siamo fortemente dalla parte dei dipendenti TIMAC e siamo pronti a scendere al loro fianco per la tutela del loro lavoro e delle loro famiglie, facendo nostre tutte le loro contestazioni. Pertanto, invitiamo il Dott. Cannito, immediatamente alla sua proclamazione, che ci auspichiamo avvenga al più presto, ad attivare le procedure per la bonifica che potrà eseguire attraverso la formazione di una cooperativa specializzata, nella quale inserire i lavoratori TIMAC in base alle proprie competenze, perché chi meglio di loro è in grado di adoperarsi per la bonifica dei terreni di un’azienda nella quale hanno lavorato da sempre?

La situazione, a nostro avviso, richiederà in primis la creazione di un tavolo tecnico operativo fra l’amministrazione comunale, che dovrà farsi carico delle attività di bonifica, e rappresentanti dei lavoratori già impiegati nei vari comparti produttivi della TIMAC per mettere a punto in tempi brevi una strategia per il reimpiego del personale che abbia come principale obiettivo la valorizzazione della mansioni specifiche dei singoli dipendenti. Coloro che possiedono particolari attitudini tecniche e operative sarebbe auspicabile coinvolgerli in una cooperativa di servizi ambientali che potrà supportare nelle attività di Messa in Sicurezza di Emergenza in corso e nella Bonifica che il comune, ahimè, dovrà sostenere non essendo intervenuta l’azienda. Salvo il recupero successivo della spesa.

Quindi, urge conoscere capacità e caratteristiche di ciascun dipendente per poter valutare la fattibilità di una cooperativa di servizi ambientali. Fondamentale è di sicuro un percorso di formazione di elevato livello professionale per coloro che possiedono competenze e titoli di base per essere impiegati in una società cooperativa di bonifiche ambientali, ma anche per coloro che hanno movimentato merci e materiali; queste persone potrebbero essere utilizzate per movimentare i materiali escavati durante le operazioni di bonifica o le acque sotterranee emunte dagli impianti di Messa in Sicurezza di Emergenza.

I dipendenti di una siffatta cooperativa di servizi ambientali dovranno essere quindi in grado di leggere un progetto operativo di bonifica al fine di poter intervenire in totale sicurezza per se stessi, per gli altri e per l’ambiente.

Dovranno essere adeguatamente formati sulla normativa ambientale e sulle principali procedure operative per gestire in sicurezza terreni e materiali contaminati, per scongiurare gli errori compiuti da talune aziende che hanno operato nella zona e che hanno contribuito a determinare problematiche sanitarie ed ambientali non di poco conto, vedi per esempio le criticità ambientali in falda e nei terreni della zona rilevate dalle determinazioni analitiche del protocollo intesa fra CNR-IRSA, ARPA Puglia, Regione, Comune di Barletta e Provincia BAT.

Quindi, imprescindibile prima di intervenire sul sito un’attività di formazione e coordinamento da parte di professionisti che abbiano esperienza nel settore specifico delle bonifiche su siti contaminati.

La crisi in cui oggi si trovano i dipendenti della TIMAC deve diventare il volano per reimpiegare questi padri di famiglia in un indotto legato alla bonifica delle matrici ambientali (laboratori, impianti di soil washing, centro di ricerca bonifiche, ecc.) riutilizzando anche i capannoni esistenti e non utilizzati della zona industriale.

I fondi regionali/comunali per la bonifica sono già attivi e vanno utilizzati al più presto. In tal modo, con gli stessi, si potrà sostenere ambiente e lavoro, sarebbe un esempio sociale da espandere in tutta la nazione. Inoltre, concordo pienamente con il Sindaco che quei terreni non dovranno assolutamente essere oggetto di speculazione edilizia ne ora e ne mai! Una volta terminata la bonifica gli operai dovranno avere sempre una priorità assoluta per l’impiego in attività comunali in genere. Solo così si potrà adempiere ai doveri costituzionalmente garantiti della salute e del lavoro.

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