“C’e’ da riflettere sulla esasperazione manifestata dai lavoratori della Timac al passaggio della processione con l’icona della Madonna dello Sterpeto che quest’anno lungo il suo percorso dal Santuario verso la Cattedrale di Barletta non è entrata, come da lunga tradizione, all’interno dello stabilimento. Quei lavoratori erano all’esterno di un cancello chiuso perché da circa due anni la magistratura ha disposto il sequestro, sia pure concedendo la facoltà d’uso proprio per conciliare l’attività produttiva con la bonifica degli elementi di contaminazione emersi nel tempo. Ognuno avrebbe dovuto fare la propria parte per evitare che quella possibilità venisse meno. Purtroppo così non deve essere stato se quella facoltà d’uso non è stata prorogata, ma si può e si deve recuperare. C’è una delibera del Comune che ha disposto la progettazione delle attività di bonifica in sostituzione dell’azienda. Tocca ora a tutti gli altri soggetti coinvolti dimostrare lo stesso impegno e interesse a misurarsi con la pesante condizione che ha spinto i lavoratori a manifestare le proprie preoccupazioni con un concreto impegno per lo sviluppo sostenibile a Barletta”.

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