Il tempo non è mancato alla Timac Agro Italia e agli altri soggetti coinvolti perché si assolvesse a quanto prescritto dalla provincia prima, con due ordinanze risalenti al 2015, e dalla procura di Trani poi, che dopo il sequestro preventivo con obbligo di bonifica, aveva concesso diverse proroghe della facoltà d’uso all’azienda.

Il tempo è scaduto e l’amministrazione comunale, come previsto dalla legge, si è sostituita al soggetto inadempiente nell’obbligo di bonifica, a spese dei cittadini – contribuenti e dei lavoratori di Timac.

Come già sottolineato dal comitato che in città si occupa di questa ed altre emergenze ambientali, OAP, rappresentato dall‘avvocato Michele Cianci, la proroga non sarebbe durata in eterno e fra l’altro non aveva motivo d’essere dal momento in cui il comune, a garanzia della salute pubblica e della legalità, è intervenuto.

Ora però non si giochi sulla pelle dei lavoratori che devono essere garantiti nei loro diritti. Ieri i lavoratori hanno manifestato tutto il loro disappunto rispetto a tale situazione al passaggio dell’icona della Madonna dello Sterpeto. La loro presenza sul posto di lavoro, con i cancelli chiusi, è il segno forte di un disagio che non deve essere solo il loro, ma di tutti i barlettani.

Ciascuno si assuma le proprie responsabilità, ciascuno faccia la propria parte, l’azienda, i sindacati, gli enti e i soggetti chiamati in causa.

Cosimo Cannito

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