“The Blues Legends”, intervista a una delle protagoniste Silvia Di Stefano

index3Il 7 e 8 novembre, in occasione della nuova stagione teatrale del Teatro Team a Bari, è stato rappresentato il nuovo musical diretto da Chiara Noschese, “The Blues Legends”. Tra i tanti protagonisti di questo spettacolo ci sono Loretta Grace (anche protagonista di “Sister Act – Il Musical” e “Ghost”) e Silvia Di Stefano, che ha gentilmente accettato di essere intervistata.

Silvia Di Stefano è una figlia d’arte: sua madre è la famosa Lena Biolcati. Questo ha influenzato molto la sua vita e la scelta della sua carriera professionale, come si evincerà dall’intervista. La sua carriera come performer di musical l’ha vista prendere parte a spettacoli tra i più importanti sulla scena italiana: “Pinocchio – Il Grande Musical” per la regia di Saverio Marconi, “François – Versailles Rock Drama” di Andrea Palotto (riadattamento teatrale del celebre cartone animato “Lady Oscar”), “Cabaret” sempre per la regia di Saverio Marconi, “Blues Mama Club” , “A Tempo di Musical”, “Sindrome da Musical”, ”Aladin” per la regia di Fabrizio Angelini, “Cercasi Cenerentola” con Paolo Ruffini e Manuel Frattini (suo collega in molti altri spettacoli) e dulcis in fundo “The Blues Legends” per la regia di Chiara Noschese.

Tu nasci come cantante, cosa ti ha spinto verso il teatro?

Io in realtà non nasco come cantante, ma come attrice. A diciannove anni ho deciso di fare questo mestiere. Io volevo fare il musical, quindi ho iniziato a studiare come attrice e poi danza e canto. Però essendo parte di un famiglia di cantanti pop ho iniziato a lavorare con loro: seguivo mia madre in tournè, facevo la corista nei suoi concerti, incidevo i cori negli album di entrambi. Quindi grazie ai miei genitori mi è stata aperta la strada verso la musica, ma io volevo fare esclusivamente musical!

Tra i vari ruoli che hai interpretato in teatro, qual è quello che ti è rimasto più nel cuore?

Ne sono due in realtà, per motivi diversi: il primo è la Volpe di Pinocchio – Il Grande Musical , perché è stato quello che ha segnato la mia carriera, essendo il primo lavoro, e anche quello che ho interpretato più a lungo (470 repliche). Pinocchio è lo spettacolo che ho nel cuore. A livello di studio del personaggio, invece, l’altro è Lady Oscar. E’ stato un personaggio che mi è tanto piaciuto studiare ed interpretare, era uno spettacolo con un allestimento molto pesante, per il quale ho dovuto fare anche mesi di training attoriale per prepararmi al meglio.

C’è qualche personaggio che vorresti interpretare?

Primo tra tutti Funny Girl (film con Barbra Streisand) che è il mio sogno proibito, ma anche un personaggio di Rent, uno a caso, anche un uomo…e poi mi piacerebbe tanto interpretare Elphaba di Wicked!

Cosa ne pensi della situazione del teatro in Italia?

Bisogna considerare che lo Stato non ci aiuta minimamente , anzi invece di sostenere il teatro, tende ad ucciderlo. Basti vedere tutti i teatri che negli ultimi tre anni sono stati chiusi proprio per mancanza di fondi e aiuti statali. Il teatro ormai è diventato un’entità sconosciuta. La gente non lo frequenta più come una volta. Mi sono resa conto, infatti, che l’età media del pubblico che va a teatro è di 45 anni. Non c’è più il ricambio generazionale ed è una tragedia e ciò significa che tra vent’anni non avremo più pubblico. Purtroppo il teatro non è più un punto di riferimento per i giovani d’oggi. Le produzioni italiane non hanno la possibilità di investire tanti soldi in marketing per gli spettacoli e non possono contare neanche sull’aiuto dello Stato: questo porta alla situazione di stallo in cui il teatro attualmente si trova.

Tu ti dedichi molto alla formazione dei nuovi performer, proprio qui in Puglia sotto la direzione di Stefano D’Orazio ti occupi di Apulia Musical. Cosa ti motiva a dedicarti a questa attività e soprattutto quanto credi nel progetto di Apulia Musical?

Apulia Musical è il mio orgoglio, ci credo tantissimo! Anche prima di iniziare il progetto di Apulia, venivo spesso in Puglia a tenere degli stage di musical, tutto questo poi si è evoluto in Apulia Musical. Vorremmo farlo diventare un punto di riferimento a livello di stage per la formazione dei nuovi performer. Sono fermamente convinta che noi “vecchi” quando insegnamo non dobbiamo trasmettere il sapere, ma che per fare questo mestiere bisogna essere dei fuoriclasse, bisogna avere un fuoco dentro che non ti ferma, devi essere preparato, quello è fondamentale! Ma dobbiamo fare vedere che anche le nuove generazioni sono dei fuoriclasse, che quando salgono sul palco devono essere delle bombe che esplodono, devono mantenere la loro diversità attoriale e non omologarsi semplicemente a quello che gli viene insegnato nelle accademie da cui escono tutti bravissimi e preparatissimi.

Molte delle persone che ti seguono sanno che possiedi una riproduzione della DeLorean DMC-12, la macchina del tempo di Ritorno al Futuro. Se potessi viaggiare nello spazio – tempo, chi andresti a conoscere?

Sicuramente andrei nel passato, mai nel futuro. Non voglio sapere come sarò o cosa farò tra dieci anni. Forse prima di tutto andrei a conoscere Barbra Streisand e le proporrei un duetto, magari prima che diventi famosa e poi girerei nel passato…ho sempre amato la storia.

indexIl nuovo spettacolo di cui fai parte “The Blues Legends” è una full immersion nella musica anni 60-70 e stai lavorando con artisti come Loretta Grace sotto la direzione di Chiara Noschese. Cosa sta lasciando nel tuo bagaglio di esperienze questo nuovo progetto? E perché la gente dovrebbe venirlo a vedere?

Prima di tutto dovrebbero venirlo a vedere perché è una bomba di energia, con brani che sono nel nostro DNA, conosciuti da tutti e infatti tutti a teatro durante lo spettacolo cantano con noi. È  comunque un’esperienza nuovissima perché non avevo mai lavorato con Chiara Noschese e mi sono trovata benissimo con lei. E’ una persona che cura tantissimo i dettagli attoriali, non lascia nulla al caso, vuole che le si rivolgano domande se non è chiaro qualcosa e poi in sala prove si muore dal ridere perché è di una comicità pazzesca. Si lavorava in un’atmosfera molto tranquilla, il gruppo che Chiara ha messo insieme è meraviglioso. Chiara Noschese ci dice sempre che questo spettacolo siamo noi: vincono la sinergia e l’energia che scaturiscono dal gruppo e non dal singolo, essendo uno spettacolo che si può definire corale.

Cosa consigli ai ragazzi che nel loro futuro vorranno essere dei performer?

Di studiare, non sempre nello stesso modo. A parte un corso in un’accademia che dura due – tre anni, di girare, andare anche all’estero per vedere cosa succede, come lavorano. “Entrare nel giro” non è facilissimo! Alla fine dei conti siamo pochi in Italia a fare musical in maniera professionale, quattrocento su per giù. Per questo è importante fare tanti stage, farsi conoscere da registi, coreografi, così quando si vanno a fare le audizioni non si appare come uno sconosciuto. A tutto questo poi non deve mancare la professionalità, elemento essenziale per fare questo lavoro: il talento senza professionalità viene visto come un elemento destabilizzante del lavoro di gruppo e non va bene.

Il fulcro centrale di questo spettacolo potrebbe riassumersi in questa frase: “La Musica è la nostra missione.” Solo attraverso questa riflessione possiamo comprendere il motivo che spinge sei uomini a ribellarsi alla loro vita monotona e alle loro donne (cosa non troppo facile). Fare musica, vivere di musica non significa essere dei poveracci, ma ribellarsi ad una vita che ti sta appiattendo. Due ore di spettacolo per un musical che ti coinvolge, sia per la full immersion nella musica anni 60 – 70 (magistralmente suonata live) sia per la storia che si avvolge alle note dei brani blues più famosi di sempre. La storia ai più sarà sembrata banale, ma questo non significa che non sia veritiera. Chi più di noi sa cosa significa avere il coraggio di lasciare le proprie sicurezze per inseguire un sogno?

A cura di Ilda Dinuzzi

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Ilda Dinuzzi
Ilda Dinuzzi nasce a Trani il nel 1992. Durante la sua infanzia sviluppa l'interesse per la musica e decide di percorrerne la strada studiando per dieci anni solfeggio e violino; da tredici anni è parte attiva della corale polifonica "Il Gabbiano" di Barletta, con la quale ha potuto vivere molteplici esperienze musicali. Nel 2010 si diploma presso l'IPSSAR di Margherita di Savoia e nel febbraio 2016 consegue la laurea in “Scienze dei beni culturali” presso l'Università degli studi di Bari "Aldo Moro". La sua propensione alla bibliophilia la porta nel 2014 a decidere di aprire il blog, un spazio in cui dove condivide le sue opinioni e riflessioni sui vari libri letti, passioni ed esperienze vissute. Attualmente è redattrice di Barletta News occupandosi prevalentemente di musica, libri e teatro ed è anche in attesa di continuare il suo percorso di studi in Archivistica e Biblioteconomia presso l'università La Sapienza di Roma.

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