Telefisco 2017…capodanno fiscale  ma senza brindisi!

Si è da poco conclusa la 26° edizione dell’appuntamento con gli esperti, chiamati a fare il punto sulle tante novità fiscali introdotte con il D.L. 193/2016 e con la Legge di Bilancio 2017.

Lo scenario che ha visto impegnato “Telefisco 2017”, in data 2 febbraio, non è dei migliori se si considera che molte delle novità oggetto dei chiarimenti sono al centro dello sciopero dei commercialisti, indetto dal 26 febbraio al 6 marzo.

Ben centotrenta le sedi che in tutta Italia hanno ospitato l’evento -per i professionisti iscritti all’Ordine di Trani la sede è stata Cinemars ad Andria-  e per chi non ha avuto la possibilità di  partecipare, non è mancata l’opportunità di seguire l’evento in diretta streaming audio-video.

Tante le novità affrontate  per far chiarezza ai non pochi dubbi di consumatori e professionisti; il tutto tra le polemiche di alcuni relatori che hanno  auspicato, per il futuro, un confronto con gli operatori in fase di predisposizione della normativa piuttosto che -a giochi oramai fatti- in fase di chiarimento.

Ma iniziamo a parlarne.

Per quanto attiene alla rottamazione delle cartelle (o definizione agevolata)  degli affidamenti ad Equitalia, questa è stata introdotta con l’art. 6 del D.L. 193/2016 e va idealmente collegata alla confluenza di Equitalia all’interno dell’Agenzia delle Entrate, da attuarsi a partire dal 1° luglio prossimo con l’istituzione dell’ente pubblico “Agenzia delle Entrate-Riscossione”.

La rottamazione comprende gli affidamenti ad Equitalia effettuati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016.

I vantaggi della definizione agevolata consistono nell’azzeramento delle sanzioni e degli interessi di mora.

Restano invece dovuti la sorte capitale, gli interessi affidati all’agente della riscossione, il costo di notifica della cartella e di eventuali procedure esecutive, l’aggio sulle somme della definizione.

Ammesse alla rottamazione sono tutte le entrate con le sole eccezioni stabilite dalla legge tra cui: dazi, accise e Iva all’importazione.

Il termine per la presentazione della domanda è il 31 marzo prossimo ed è previsto che entro il 28 febbraio venga spedita ai debitori una comunicazione avente ad oggetto le somme in carico a Equitalia in relazione alle quali la pretesa non sia stata ancora formalizzata nei riguardi del debitore stesso.

Entro la fine di maggio la società di riscossione invierà ai soggetti che hanno presentato domanda la comunicazione di accoglimento o di rigetto della stessa, indicando l’importo da pagare.

Gli importi potranno essere versati in un massimo di cinque rate, con scadenza nei mesi di luglio, settembre e novembre 2017 e nei mesi di aprile e settembre 2018.

In merito alla decadenza è prevista la perdita di tutti i benefici di legge anche con il ritardo di un solo giorno nel pagamento di una qualsiasi delle rate; ovviamente in caso di decadenza rivivrà il debito originario, comprensivo di sanzioni ed interessi di mora e il debito residuo non potrà più essere rateizzato.

Si è evidenziato che la rottamazione rappresenterà una buona opportunità soprattutto per i soggetti aventi debiti residui con un’elevata componente  sanzionatoria. 

Nuove regole in vigore dal 1° aprile 2017 anche per i depositi Iva; previsto infatti l’allargamento delle operazioni interne ammesse al particolare regime sospensivo e la previsione di uno specifico meccanismo di riscossione dell’imposta al momento dell’estrazione dei beni dal deposito.

Si mira ad attenuare il carico dell’imposta nelle operazioni interne.

Ulteriore novità affrontata da Telefisco concerne l’introduzione del Gruppo Iva la cui entrata in vigore è prevista per il 2018.

Potranno riunirsi in un Gruppo Iva tutti i soggetti passivi Iva stabiliti nel territorio dello Stato, esercenti attività di impresa, arte o professione per i quali ricorrano congiuntamente i vincoli finanziario, economico e organizzativo.

Così facendo i soggetti diventeranno un unico soggetto passivo.

La durata del Gruppo sarà triennale, a rinnovo automatico. 

La fattura elettronica, attualmente obbligo per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi delle pubbliche amministrazioni, dal 1° gennaio 2018  sarà obbligatoria anche per lo sgravio dell’Iva nelle vendite a turisti extraUe ma utilizzando una specifica procedura.

Incentivazione previste per la fatturazione elettronica tra privati.

Un’ulteriore novità – a decorrere dal 1° aprile 2017- concerne l’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate tramite distributori automatici. 

Trasmissione telematica prevista, altresì, per i dati di tutte le fatture emesse e ricevute nonché  per i  dati delle liquidazioni periodiche.

Con l’obiettivo di controllare quanta Iva manchi all’appello, ci si chiede se i nuovi provvedimenti sortiranno l’effetto sperato!

L’intrastat acquisti è soppresso per le operazioni dal 1° gennaio 2017, sia per i beni che per i servizi (la direttiva obbliga alla presentazione dei soli elenchi delle operazioni attive).

Il decreto fiscale ha riscritto, altresì, l’agenda degli adempimenti per i professionisti!

Per i versamenti a saldo e a titolo di prima rata di acconto delle imposte sui redditi, dell’Irap e dei contributi previdenziali, i termini di scadenza sono prorogati con decorrenza 1° gennaio 2017 ( e quindi avendo già riguardo al saldo 2016 e al primo acconto 2017) dal 16 al 30 giugno.

La proroga si applica anche ai versamenti dovuti dalle società di persone relativi ai periodi di imposta derivanti da operazioni straordinarie, pertanto presentazione entro l’ultimo giorno del 9° mese successivo e versamento entro l’ultimo giorno del 10° mese successivo a quello di efficacia dell’operazione straordinaria.

Per i soggetti IRES il termine di versamento viene spostato dal 16 all’ultimo giorno del mese di riferimento.

Resta salva la regola generale che permette di effettuare i versamenti entro il trentesimo giorno successivo alla scadenza con una maggiorazione dello 0,40%.

Possono beneficiare dello slittamento al 30 giugno anche i contribuenti Iva che intendono versare il saldo dell’Iva annuale, in scadenza al 16 marzo entro il termine per i versamenti a saldo delle imposte sui redditi.

Si potrà quindi versare il saldo Iva 2016 entro il 30 giugno 2017 pagando l’imposta con la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successiva al 16 marzo.

Per i versamenti della prima rata di Imu e Tasi rimangono invece ferme le scadenze del 16 giugno.

Novità anche nel contenuto della dichiarazione precompilata: da quest’anno sono tenuti a trasmettere al Sistema tessera sanitaria le spese dell’anno precedente le parafarmacie, gli iscritti agli albi degli psicologi, infermieri, ostetriche, tecnici di radiologia medica, veterinari ed ottici.

Da comunicare anche i rimborsi delle spese universitarie.

Gli amministratori di condominio entro il 28 febbraio di ciascun anno dovranno trasmettere all’agenzia delle Entrate le spese sostenute nell’anno precedente per il recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica e per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinato all’arredo delle parti comuni dell’immobile ristrutturato.

Nuovi termini per le scadenze degli intermediari abilitati che potranno completare entro il 23 luglio:

-le comunicazioni del risultato finale delle dichiarazioni;

-la consegna al contribuente della copia della dichiarazione e del prospetto di liquidazione;

-l’invio telematico delle dichiarazioni predisposte.

E’ richiesta, tuttavia, come condizione, che entro il 7 luglio  abbia luogo la trasmissione di almeno l’80% delle medesime dichiarazioni.

I 730 precompilati, gestiti direttamente dai contribuenti potranno essere inviati telematicamente all’Agenzia entro il  23 luglio.

Novità anche in merito alla responsabilità degli intermediari che viene stemperata in caso di errore nell’apposizione del visto.

E’ infatti previsto che l’infedeltà del visto potrà essere sanata con una dichiarazione rettificativa anche dopo il termine del 10 novembre dell’anno di presentazione della dichiarazione errata.

Le certificazioni uniche dovranno essere consegnate agli interessati entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui le somme sono state corrisposte, in luogo del precedente termine fissato al 28 febbraio.

La nuova disposizione si applica già a partire da quest’anno con riferimento alle certificazioni uniche riguardanti il 2016.

Trattasi di semplificazione apparente atteso che resta confermato il termine del 7 marzo per l’invio telematico delle stesse che pertanto dovranno essere pronte già per tale data.

Cambiano le regole concernenti l’obbligo di utilizzo del Modello F24 per i contribuenti senza partita Iva in quanto la nuova normativa prevede la possibilità di eseguire i versamenti d’imposta con il modello F24 cartaceo anche quando l’importo da versare è pari o superiore a 1.000 euro.

Per i titolari di partita Iva invece nulla cambia, restando questi obbligati a presentare telematicamente il modello F24 per pagare tributi e contributi.

Confermata la riapertura dei termini di accesso alla procedura di collaborazione volontaria (voluntary disclosure).

La finalità è quella di offrire l’opportunità ai contribuenti italiani, che detengono attività finanziarie all’estero, di sanare le violazioni eventualmente commesse con riferimento a tali attività.

Per accedere alla procedura di collaborazione volontaria i contribuenti dovranno presentare l’istanza di ammissione entro il 31 luglio 2017 e inviare entro il 30 settembre la documentazione e la relazione di accompagnamento.

Il contribuente potrà provvedere spontaneamente al versamento di quanto dovuto entro il 30 settembre. 

In applicazione delle indicazioni dell’Unione Europea, dal 2016 le categorie di imprese previste dal codice civile sono suddivise in base alle grandezze di bilancio, con differenti obblighi contabili: micro-imprese, imprese che redigono il bilancio abbreviato e imprese che redigono il bilancio in forma completa.

Tra le novità esaminate: l’eliminazione delle componenti straordinarie di conto economico, l’impossibilità di capitalizzare i costi di pubblicità e di ricerca tra le immobilizzazioni immateriali che pertanto costituiranno costi di periodo da rilevare a conto economico nell’esercizio in cui sono sostenuti, i costi di sviluppo che non dovranno più essere ammortizzati entro un periodo di cinque anni ma in funzione della loro vita utile.

Per le agevolazioni  alle imprese, la legge 208/2015 aveva introdotto per il 2016 il bonus fiscale per l’acquisto di beni strumentali nuovi, prevedendo la maggiorazione figurativa del 40% da applicare al costo di acquisto del bene.

La legge di bilancio 232/2016 ha prorogato tale disposizione per tutto il 2017, introducendo due nuove categorie di beni agevolabili: investimenti effettuati in beni materiali strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico, per i quali il costo di acquisizione è maggiorato del 150% e gli investimenti in beni immateriali strumentali effettuati da soggetti che hanno acquistato beni materiali, per i quali il costo di acquisizione è maggiorato del 40%.

Condizione per poter usufruire dei benefici è che gli investimenti siano effettuati fino al 31 dicembre di quest’anno.

E’ prevista, tuttavia, un’estensione al 30 giugno 2018 a condizione che entro il 31 dicembre 2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.

La legge di bilancio 2017 ha previsto la proroga dei termini per le operazioni di assegnazioni e cessione agevolata dei beni ai soci, di trasformazione in società semplice e di estromissione dell’immobile strumentale dell’imprenditore individuale.

Le assegnazioni, le cessioni e le trasformazioni potranno essere poste in essere entro il 30 settembre 2017 e i versamenti dell’imposta sostitutiva dovranno essere effettuati entro il 30 novembre 2017 e il 16 giugno 2018.

Le estromissioni degli immobili strumentali andranno effettuate tra il 1° gennaio 2017 e il 31 maggio 2017 per beni posseduti al 31 ottobre 2016 e i versamenti dovranno essere effettuati entro il 30 novembre 2017 e il 16 giugno 2018. 

L’iri è la nuova imposta sul reddito di impresa, introdotta dalla legge 232/2016 con decorrenza dall’esercizio 2017.

Consiste in una tassazione proporzionale con aliquota al 24% del reddito non distribuito (utili trattenuti in società).

L’opzione per l’Iri è consentita alle imprese individuali, alle Snc e Sas che adottano la contabilità ordinaria.

Il nuovo sistema di tassazione è attivabile su opzione del contribuente, vincolante per cinque anni, da esercitare nella dichiarazione dei redditi con effetto dal periodo di imposta cui la stessa dichiarazione è riferita.

La percentuale fissa nella misura del 24% andrà a sostituire le aliquote progressive Irpef.

Saranno indubbi i vantaggi rappresentati da tale tassazione che risulterà infatti minore per le  imprese e società che realizzano utili di importo rilevante da destinati a riserva.

Scende il coefficiente per il calcolo dell‘Ace, l’incentivo alla capitalizzazione delle imprese. Per il 2017 si applicherà il 2,3%.

Previste, altresì, nuove regole di contabilità per le imprese in regime di contabilità semplificata che,  con decorrenza dal 1 gennaio 2017, determinano il reddito mediante il criterio di cassa, così come avviene da sempre per l’esercizio di arti e professioni.

Queste le novità fiscali, tra malcontento, chiarimenti e ancora molti dubbi a cui gli esperti nei prossimi giorni continueranno a fornire risposte; soprattutto in merito alla prevista e tanto discussa comunicazione trimestrale Iva!

Nella consapevolezza che il fisco richiede agli operatori del settore  un costante e  considerevole impegno, voglio concludere con le parole di uno dei relatori:”Se si riesce a sopravvivere…il fisco ci fa tornare giovani!

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