Teatro e Cinema a Barletta nel XX Secolo: quando andarci era decisamente un evento – Parte I

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fig. 1 – Teatro Politeama Di Lillo

La maggior parte delle pubblicazioni sui teatri e i luoghi dove venivano rappresentati pubblici spettacoli, opera di illustri ed autorevoli studiosi, hanno avuto come tema dominante il lato architettonico o i diversi passaggi che avevano condotto questi edifici alle varie destinazioni ( leggi Teatro Politeama Di Lillo (fig. 1), oggi sede dell’Ufficio Postale n.d.r.), all’oblio più desolante per diversi decenni per poi rinascere, fortunatamente “più belli che pria” e continuare nella loro iniziale destinazione come il nostro bellissimo Teatro Comunale “G.Curci” sul quale tutto o quasi è stato scritto relativamente alla sua costruzione e ai vari lavori effettuati nell’arco di un secolo e più di vita, oppure scomparire desolatamente, per far posto ad un palazzo, come la “Gran Sala Umberto”  (foto in copertina) che colpiva immediatamente i viaggiatori giunti a Barletta e scesi alla Stazione.

Non vogliamo, però, soffermarci su questi aspetti, bensì desideriamo “raccontare” come si viveva il divertimento quando i teatri o i locali preposti alla bisogna, ospitavano spettacoli che erano lo specchio della varia umanità che affollava i locali ed assisteva, gustandosi o contestando, le performance degli artisti.

Prima di parlare dettagliatamente degli spettacoli veri e propri, desideriamo, orgogliosamente, dimostrarvi come, agli inizi del secolo passato, il Comune di Barletta era molto avanti, dal punto di vista organizzativo, ad altre città ben più importanti  o addirittura alla Capitale stessa.

Nel 1905 il sindaco di Barletta Arcangelo Cafiero, in vista della stesura del regolamento da adottare per il Teatro Curci, inviava una lettera ai Sindaci delle città di Ancona, Bari, Bologna, Foggia, Livorno, Napoli, Roma e Trani con la quale chiedeva cortesemente “ … di farmi tenere copia del regolamento teatrale di codesta Città”. Purtroppo le risposte furono tutte negative in quanto alcuni sindaci giustificarono il rifiuto adducendo problemi di indisponibilità momentanea dei regolamenti perché in “ristampa” o come il sindaco di Roma il quale, nella sua risposta, specificava che “ … siccome in Roma non è esercìto alcun teatro per conto dell’Amministrazione Comunale (!!!) così non sono in grado di soddisfare la richiesta fattami, di una copia del regolamento teatrale”. Qualcuno potrebbe trasecolare ( più moderno dire meravigliarsi ) ed esclamare “Sogno o son desto ? Come la Capitale d’Italia che non gestiva alcun teatro ? Chi diceva Roma Caput Mundi ? ”.

Dopo questa doverosa informazione, passiamo alla parte più interessante della vita dello “show business” barlettano dei primi anni ‘900 o più semplicemente alla descrizione degli spettacoli che si svolgevano nella nostra Città durante tutto l’anno.

Tra il materiale documentario dell’archivio storico del Comune di Barletta conservato presso l’Archivio di Stato, abbiamo scoperto che le richieste di utilizzazione del Teatro Comunale erano tantissime e variavano dalle rappresentazioni di natura drammatica a quelle musicali, comiche fino ad arrivare (signore e signori ascoltate !) al circo. Si, avete inteso bene, un circo e più precisamente il “Gran Cirque Travaglia – Le Premier Cirque Voyageant l’Europe” di Castagneri, Loyal e Pietro Bestonso. Quest’ultimo, con una lettera inviata da Francavilla a Mare il 10 agosto del 1913 in veste di Direttore del Circo, chiedeva al Sindaco di Barletta di “ … ospitare un Circo di prim’ordine composto di 50 (!!!) persone, 15 cavalli e un dromedario, illuminato a luce elettrica di mia proprietà. Saremo di passaggio nella vostra Città la prima quindicina di ottobre”. Come si dice nel gergo circense “ incredibile ma vero!”.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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